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OP
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Tra pochissimo mi laureo, qulcuno sa se è entrato in vigore il tirocinio obbligatorio prima di poter sostenere l'esame di stato 
L'Africa spinge! Il resto è tutta fantageologia.
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no, nel senso che non è obbligatorio. E spero proprio che non lo diventi mai, sarebbe solo un modo per constringere i neolauretai a lavorare gratis, come purtroppo già succede per le altre professioni in cui è già in vigore, vedi avvocati
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Giusto ma l'università deve preparare ad essere operativi per il bene dei giovani stessi ma se i docenti fanno questo avranno una giustificazione in più per sottrarre lavoro a tutti ( adesso lo stanno facendo ma con un pò di ritegno), giovani compresi.
E' una questione complessa che va discussa ed approfondita con una forma di tutoraggio dignitoso anche perchè mi pongo una domanda : ma perchè io devo pagare per preparare i giovani a farmi poi concorrenza ed andarmi a fregare uno per uno i miei clienti ??
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Iscritto: Aug 2002
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il mio è un umile parere riguardo al fatto che ritengo essere utile il tirocinio per i neolaureati prima dell'esame di stato considerato che i docenti non preprarano assolutamente all'impatto essi non fanno altro che planare con i loro voli pindarici, costretti nei confinati ambiti. Anche perchè, evitando il tirocinio, se si vuole diventare dei buoni professionisti, un periodo più o meno lungo in uno studio bisogna per forza farlo.
Poi per il fatto della concorrenza sinceramente esplicata dal collega Scaglioni, non posso obiettare il suo punto di vista, sarebbe utopicamente stupido. Ma poi allora che dovremmo fare? Eliminare tutte le calssi di laurea fino a quando il mercato ne richiede altre di figure?
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Iscritto: Jan 2007
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Non credo ai miei occhi leggendo la risposta di Antonio Scaglioni  Spero sia soltanto una provocazione!!!! Crema
La conoscenza è una. La divisione in argomenti è una concessione alla debolezza umana
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Iscritto: Oct 2006
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Penso che Antonio Scaglioni, come tanti altri, abbia avuto la possibilità di iniziare... PROPONGO UN TIROCINIO AL CONTRARIO: i liberi professionisti non junior-members potrebbero mettersi nelle condizioni di un neolaureato, con tutte le assunzioni in enti pubblici bloccate e il mercato relativo alla libera professione praticamente saturo. Poi provare a tirare avanti.
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Iscritto: Jan 2007
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Sono favorevole al tirocinio prima dell'esame di stato...tuttavia per sfuggire a gente cattiva e non disposta come il dottor Scaglioni (scherzo ovviamente :-) ) dovrebbero essere le università a garantire i tirocini per i neolaureati, finanziandoli (poco poco).
elio
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Iscritto: Apr 2000
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Iscritto: Apr 2000
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Il problema della concorrenza riportato da Scaglioni, a mio modesto avviso, è un falso problema. Se il giovane neolaureato che arriva al mercato del lavoro è in gamba, diventerà comunque un concorrente, forse in un tempo leggermente maggiore senza un tutor (ma non ne sono sicuro); se non ci sa fare, mi spiace per lui, ma non sarà certo il tirocinio a consenrgli di sbancare il mercato. Il concetto che l'università debba contribuire maggiormente alla formazione del professionista è ampiamente condivisibile, ed altre falcoltà lavorano in questo senso (ingegneria). La gran parte dei professori però sono convinti che la geologia "debba" essere una scienza qualitativa e MAI quantitativa... così non si va da nessuna parte.
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Iscritto: Sep 2000
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E' una questione seria da discutere seriamente e non solo per la nostra categoria.
Chi si è fatto la sua nicchia mica la vuole dividere con altri tanto che di gente "affermata" se ne guarda bene di entrare in questo argomento senmz'altro spinoso ma non per qusto da continuare a ignorare.
Lo faccio io perchè sono a fine corsa e perchè è una vita che lotto per l'affermazione di questa benedetta professione.
Lotto dal 1962, da quando erano 24 i geologi assunti come tali al Servizio Geologico Nazionale , poi un numero indefinito all'AGIP o all'ENI e il resto ,la grande massa, a insegnare a scuola e per la professione: allo sbaraglio con la bibbia in mano ( il Desio edizione 1958) ad inventarci dove e come farci conoscere non tanto come singoli ma come categoria.
E'passata alla storia l'iniziativa (presa in occasione di non ricordo più quale frana) di riempire i taxi e le vetrine di Bologna con striscioni così titolati : Più geologi meno frane.
Forza e coraggio datevi da fare anche voi senza piagnistei e cominciate con il prendervela con i prof che non vi insegnano quello che dovete poi fare in pratica.
Domanda; chi di voi, che non sia un geometra, riesce a mettere sul mappale i sondaggi fatti ?
Oppure tracciare in campagna due allineamenti fra loro perpendicolari ? C'è in giro gente che è come un tale che venne una volta ad "aiutarmi" e quando gli dissi di caricare macchina le paline non le trovava perchè pensava fossero piccole palle.
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Iscritto: Aug 2002
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Il discorso è ampio e sicuramente merita adeguati approfondimenti.
I professori univeritari dovrebbero preparare al mondo del lavoro, ma dovrebbero averne le risorse economiche e, a quanto mi dicono, ultimamente se ne vedono veramente pochini.
D'altra parte c'è da dire che gli stessi professori di loro non dimostrano di avere tanta voglia di fare qualcosa del genere.
Vuoi perchè dovrebbero essere i primi ad aggiornarsi, vuoi perchè appunto carenti di fondi, dovrebbero metterci molto del loro; in entrambi i casi non hanno molta voglia di fare, pare.
In tutti i casi inutile nascondere che la nostra professione è spesso più "qualitativa" che "quantitativa", ma questo è intrinseco della materia che trattiamo: per questo siamo consulenti e non progettisti, ma questo argomento è stato trattato ampiamente in passato e ci sono pareri contrastanti, peraltro tutti condivisibili proprio perchè scaturiscono da esperienze lavorative diverse.
Il problema del tirocinio scaturisce da una visione molto individualistica della "professione del geologo". Ritengo che questo abbia portato ad una fossilizzazione della nostra figura professionale, che da un lato è insito nella nostra forma mentis (parlando di fossili...), ma dall'altro ha contribuito ad una totale mancanza di confronto diretto. E la mancanza di confronto, porta inevitabilmente ad un arresto della crescita culturale di un "gruppo".
Personalmente non ho mai chiuso la porta ad una persona più giovane o inesperiente di me che sia venuta a bussare chiedendo consigli o aiuto, ponendomi però come interlocutore alla pari e non come chi sale in cattedra, perchè di professori credo ce ne siano abbastanza. E non credo che costoro mi abbiano rubato qualcosa, anzi vi assicuro che spesso l'interagire con loro è stato costruttivo anche per me.
Vedo però che negli ultimi anni i neolaureati sono un pò spenti: mancano spesso di iniziativa o, peggio, hanno pretese eccessive, che è spesso inquadrabile nella logica del "tutto e subito" degli ultimi tempi, che portata all'eccesso ed in quanto tale è sbagliata.
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