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Iscritto: Sep 2000
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Iscritto: Sep 2000
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Si !
Perchè anch'io nel mio piccolo ha scritto due libri a carattere tecnico ( altri due di geologia "dilettevole").
Uno dei quali è andato con mia somma gioia esaurito e mi propongo di farne una edizione aggiornata e metterlo gratis su questo forum e sul sito della GeoProciv
Si tratta di "Geologia d'urgenza nelle calamità naturali"
Non vi dico l'argomento dell'altro perchè su questo forum c'e' statro chi mi accusava di fare pubblicità e poi andrebbe aggiornato .
Vi dirò poi che i diritti d'autore sono sempre stati trasformati in copie di libri che poi ho regalato a colleghi più o meno giovani .
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Iscritto: Aug 2002
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Iscritto: Aug 2002
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Per Antonio Scaglioni
Indubbiamente la Sua è una posizione particolare, perchè scaturisce da una visione pioneristica di questa professione.
Onore al merito a chi ha tanto lottato per "inventarsi" la figura del geologo-professionista-tecnico, con quella peculiarità tutta italiana che è l'arte di arrangiarsi, che molti all'estero ci invidiano perchè ci ha permesso di "osare" laddove nessuno al nostro posto avrebbe neanche immaginato.
Converrà però che il rovescio della medaglia è che continuando ad arrangiarsi prima o poi si mette un piede in fallo, perchè non può andare sempre bene. E neanche si può pretendere che una "cultura" possa essere tramandata solo verbalmente e questo Lei lo sa bene se non ricordo male.
Ed infatti se quelli come Lei hanno impiegato 30anni per creare una cultura geologica con indiscutibili risultati positivi, visto che fino alla prima metà degli anni ’80 era difficile non trovare lavoro per un geologo, vuoi per numero esiguo, ma credo anche per una oggettiva accettazione dell’importanza del contributo professionale di quest’ultimo, nei successivi 30anni si è assistito ad un regresso, perché l’arrangiarsi può diventare sinonimo di approssimativo. Ne conviene?
Visto da chi, come me, si trova più o meno a metà strada fra Lei ed i giovani laureati che scrivono su questo forum, l’impressione che si ricava è che quelli sella Sua generazione (professionisti e professori), dopo aver ottenuto indiscutibili risultati, si siano limitati a goderne i frutti, ma non siano andati “oltre”, trasmettendo a chi veniva dopo la propria esperienza e cultura, ma soprattutto la forma mentis.
Spesso su questo forum si leggono interventi che scaturiscono indubbiamente da ignoranza e superficialità, ma non mi sento di addossarne la totale responsabilità soltanto ai diretti interessati. A voler ben guardare questi giovani laureati da chi dovrebbero imparare? Dai loro professori, che spesso sono da catalogare fra i più ignoranti e superficiali? Dalle porte degli studi professionali che gli vengono sbattute in faccia?
Personalmente ho avuto la grandissima fortuna di incontrare sul mio cammino uno della Sua generazione che la pensa in modo diverso, grazie al quale ho conosciuto tanti della Sua generazione e forse qualche parolina in più posso dirla: la logica, molto dal sapore da “naya”, del “io ho sofferto, devi soffrire anche tu” non paga per niente. Tant’è che la “naya” è sparita e per similitudine potremmo pensare che per lo stesso motivo sparirà la figura del geologo. E non credo che a quelli come Lei, che tanto hanno lottato e sofferto per creare una figura professionale, alla fine della propria carriera questo possa fare piacere.
Forse sarebbe il caso di rivedere talune posizioni, non arroccandosi su logiche soggettive, non trova? Se vuole potrebbe essere un modo per “chiudere in bellezza”…
Mi perdonerete per il lungo (e forse noioso) intervento, e non me ne voglia il dott. Scaglioni se questo intervento ha assunto il sapore di un’accusa personale: non era nel mio intento anche perché non conosco personalmente il dott. Scaglioni che anzi mi risulta abbia dato validi contributi alla crescita culturale della figura del geologo.
Ma sicuramente il mio intervento vuole essere un’accusa a tutte le mele marce, giovani e non, che continuano ad impestare la nostra categoria professionale, che è nel corso naturale delle cose: quello che non è naturale è che tali “untori” rappresentino la parte prevalente di una categoria. E da come stanno andando le cose l’impressione che se ne ricava, purtroppo, è proprio questa...
Saluti a tutti Gaio
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Iscritto: Dec 2004
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vorrei dare anche io un contributo a questo trhead poichè alla luce dei post scritti si sono messi in evidenza quelli che io considero i problemi della nostra professione nello specifico e della nostra società in generale. Comincio da una frase detta dal geologo presso cui ha fatto esperienza Luna: è un periodo di crisi economica, cosa rispondo ai miei figli quando mi dicono...papà perchè non abbiamo la casa con il giardino?" della serie che se la mamma degli stupidi è sempre incinta il papà degli stessi passa troppo tempo con la mamma ! Detto ciò, il problema del tirocinio è la classica cartina di tornasole della nostra categoria. Perchè ? Pongo alcuni quesiti: 1) Perchè avvocati e commercialisti in primis, ma anche architetti, ingegneri e addirittura geometri hanno TUTTI dei praticanti ? 2) Perchè quei geologi affermati che lavorano molto, difficilmente hanno praticanti nei loro studi ? 3) Perchè un geologo di 20-30 anni di esperienza dovrebbe avere paura che un nuovo arrivato gli rubi i clienti ? Adesso vi do le mie risposte: 1)+2)+3) Perchè non essendo riusciti a far capire il nostro lavoro all'esterno non vi sono garanzie di aver fidelizzato i committenti per cui tranquillamente questi ultimi potranno scegliere di rivolgersi al nuovo arrivato se: a) questo farà i prezzi più bassi, cosa molto probabile visto che è l'unica arma in mano ad un giovane per farsi conoscere, appurato che quello che un geologo produce viene visto esclusivamente come un adempimento burocratico. b) questo ha le stesse "devozioni" se non più forti addirittura, dei "vecchi", del resto l'incarico è sempre e solo uno scambio di voti e per giunta, spessissimo, garantito con un minimo tariffario (alla faccia dei vari Decreti esistenti) Tutto ciò, a mio avviso, giustifica quanto riportato sopra nei precedenti post. Concludo con un'osservazione: che poi la stragrande maggioranza delle persone voglia tutto e subito questa è un altro GROSSO problema che però, purtroppo, investe l'intera società nella quale viviamo popolata dai "frutti" ( meglio ortaggi del tipo cucuzzielli) dell'educazione impartita dai c******i come il collega presso cui ha fatto pratica Luna che si troveranno ad avanzare pretese ancora prima di lavorare !! del resto, scusate, quando ad un ragazzo si inculca che la crisi economica è quando non gli si può dare la macchina o una villa con giardino o altre "necessità vitali" che cosa ci si potrà aspettare ? Alessandro Cascone
Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui" (Ezra Pound)
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Iscritto: Jan 2007
Posts: 37
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Iscritto: Jan 2007
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Cari colleghi, mi dispiace ripetermi ancora una volta, ma anche a rischio di diventare pesante e pedante vorrei ricordarvi che la professione NON E' SOLO LA GEOLOGIA TECNICA e questo va ribadito con ulteriore forza soprattutto in considerazione del fatto che è assolutamente necessario appropriarsi degli spazi che ci appartengono. Questo forum è seguito da tanti studenti e laureandi che per molti versi si ispirano alle nostre riflessioni; vi ASSICURO che nell'ambito della petrografia applicata c'è molto molto molto lavoro....inoltre questo campo non è soggetto ad alcuna sovrapposizione con le altre figure: la petrografia la può fare SOLTANTO un geologo. E' chiaro che finché la nostra categoria considera lo studio mineralogico-petrografico come un qualcosa da relegare ai ricordi romantici dei tempi dell'università, non si faranno mai passi avanti. Il collega Scaglioni diceva che un giovane che lo "aiutava" non sapeva la differenza tra paline e piccole palle. Ebbene io vi chiedo: chi sa distinguere al microscopio, o anche in campagna, un quarzo microcristallino da una selce? E un calcare da una dolomia? Ma chi se ne frega mi direte voi! A cosa mi può servire una cosa del genere se non ad appagare la mia curiosità scientifica!!!? Ebbene, se le vostre risposte sono queste, significa che ignorate una ENORME fetta di mercato che possiamo occupare SOLTANTO noi. Avete idea di quante cave ci siano in Italia? Avete idea di quanti commercianti di materiale lapideo per calcastruzzi, malte, rivestimenti....abbiano bisogno di caratterizzare i loro materiali? Avete di idea di quante contestazioni legate a difetti dei materiali lapidei ci siano OGNI GIORNO in tutto il territorio nazionale? Naturalmente i geologi per primi ignorano le proporzioni delle potenzialità di questo mercato e, manco a dirlo, gli ingegneri si improvvisano anche in questo caso tuttologi e tentano, in nome di un unico esame sui materiali che quasi tutti si ritrovano ad aver sostenuto, di appropriarsi anche di questo settore. Ma qui ovviamnte hanno bisogno per lo meno di un indagine petrografica che sono "costretti" a commisionarci per poi costruirci sopra la loro consulenza tecnica. Ci credete che non si trovano in giro sufficienti geologi che riescano a soddisfare il mercato? MAGARI CI FOSSERO DEI GIOVANI CHE VOGLIONO FARE UN Pò DI TIROCINIO IN QUESTO SETTORE!!!! Ma ovviamente non ci sono perchè il settore è sottovalutato, quindi nessuno prende atto delle potenzialità, nessuno OSA NEANCHE PENSARE di inserire la petrografia applicata nell'esame di stato.... Quindi ci si rivolge ai professoroni universitari che sfruttano studenti laureandi e dottorandi a tale scopo. Ovviamente le università e i più volte citati baroni si guardano bene dal "divulgare la notizia" e il messaggio che va per la maggiore è che, se uno studente intraprende un percorso legato alla mineralogia ed alla petrografia, sarà costretto a fare lo schiavo dentro l'università per tutta la vita. Questa convinzione non fa altro che dirottare la maggior parte degli studenti verso percorsi legati agli ambiti "classici" della professione di geologo rendendo saturo il settore e portando quindi alle frustrazioni legate alla professione che tante e tante volte abbiamo letto su questo forum. Più volte mi sono dichiarata ottimista riguardo al futuro della nostra categoria professionale, ma mi vado sempre più convincendo, soprattutto frequentando il forum, che la cosa sarà molto più lunga e complicata di quanto avessi potuto immaginare. Il colpo di grazia, se così lo vogliamo definire, l'ho ricevuto quando ho letto che i giovani si devono fare il c... da soli così come ce lo siamo fatto "noi vecchi"!!!! E come si fa a parlare di spirito corporativo di fronte ad affermazioni di questo tipo? Buona giornata a tutti Crema
La conoscenza è una. La divisione in argomenti è una concessione alla debolezza umana
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Iscritto: May 2007
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Antonio va già meglio....
luna
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Iscritto: May 2007
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... a volte noi umani per emergere (che equivale a denaro) dimenticchiamo di essere prima di tutto persone con dignità... che per me equivale ad essere un Signore! E si scade in ragionamenti, che ricalcano benissimo il mondo in cui viviamo: "io sto bene cosa me ne frega di come sta l'altra persona"!!!!Per me essere Signori significa usare il cuore edinevitabilmente qcs ritorna... ricordando sempre, che qcn tiene la mano sulla fondina!Avevamo più o meno affrontato la problematica con Cascone... buona giornata a tutti
luna
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Iscritto: May 2000
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Io credo che nell'ambito della nostra categoria ci sia un pò di confusione...tutti dicono cose giuste e condivisibili...che solo all'apparenza sono contrastanti...
Riprendendo il discorso di Crema, è vero la geologia tecnica rappresenta il maggiore settore di "impiego" dei geologi italiani...anche se più che di geologia tecnica parlerei di geologia applicata alle opere d'ingegneria.... Esistono anche delle sottobranche...in cui però pur esistendo teoricamente grossi compensi questi sono alla mercè di pochi.... parlo della geologia applicata alla pianfificazione territoriale dell'idrogeologia degli studi di impatto ambientale progettazione di cave e discariche
Poi esiste il campo della geognostica...con l'amletica domanda se si tratti di attività professionale o attività imprenditoriale......
Esistono poi altri campi: dalla petrografia applicata come diceva la collega, allo studio del degrado dei monumenti fino alla geochimica delle acque....ma qui siamo in nichhie iperspecialistiche che non so a quanti di noi riuscirebbero a sfamare.....
Recentemente le applicazioni GIS sono venute alla ribalta ed hanno offerto nicchie di mercato....
Ma il problema secondo me è sempre lo stesso: siamo rimasti una professione di nicchia, senza grandi risorse....ripeto basta vedere quanti studi professionali di geologia tecnica esistono realmente in italia....e quanti dei 18.000 geologi italiani utilizzano come studio...il tavolo da cucina...e dico questo perchè secondo me...è la cartina di tornasole del malessere di una categoria...
Quando mancano gli studi...molte volte mancano i soldi...ed anche il giro d'affari è molto limitato...per cui è anche difficile accettare tirocinanti...e gli stessi non hanno stimoli..."per una relazioncina ogni tanto"
quandu u sceccu non voli mbiviri...ambatula mi nci frischi...
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Per tornare a quanto detto da Luna (che ha perfettamente ragione) fare terra bruciata intorno a se...non fa crescere la categoria....ti arricchisce a breve termine ...ma a lungo termine produce un ridimensionamento dell'intera categoria...e di conseguenza di se stesso....
quandu u sceccu non voli mbiviri...ambatula mi nci frischi...
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Iscritto: Jan 2007
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Alfonso concordo con te sulla impossibilità di molti docenti di affrontare i temi della libera professione...ma tu hai citato geochimica, petrografia, mineralogia...ma esistono anche i docenti di GEOTECNICA, GEOLOGIA APPLICATA, GEOFISICA APPLICATA...beh questi qulcosina la dovrebbero saper fare...
poi se non ci sono, che il ministero prenda provvedimenti e intraprenda questa squadra..anche perchè soldi per la ricerca non ce ne stanno, quindi è normale che i neolaureati si indirizzino verso la libera professione...ma senza tirocinio?
poi, se questi docenti di cui parli (e credo tu li conosca almeno di nome) non sono in grado di insegnare le basi della libera professione, perchè sono poi nelle commissioni a giudicare chi può abilitarsi o meno?
io concordo con te, ma la mia soluzione è appunto quella di intervenire negli atenei per preparare già alla base i futuri liberi professionisti.
Io sarei disposto a fare anche un anno di tirocinio, senza prendere un euro, non mi interessa, però aver la possibilità di imparare realmente....credo sia impossibile...Alfonso beati voi del reggino che andate a cena insieme :-)
elio
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ma possibile che ancora non si è capito che l'Università non ha nessun interesse a formare professionisti ? i cosiddetti baroni universitari strappano incarichi professionali ai semplici professionisti per poi usare gli studenti per il lavoro a costo zero !! quei pochi universitari, soprattutto dottori di ricerca, che non seguono tale andazzo (e ne conosco più di qualcuno) sono messi in un cantuccio ed osservati con molta attenzione, daltronde chi vuole far carriera non deve dare problemi In Italia, prima ancora di una grande rivoluzione, ci vuole una grande presa di coscienza collettiva sullo stato delle cose seguita a ruota da una presa di posizione forte e decisa. A spartirsi la torta sicuramente non sono pochi ma pur sempre non la massa che al contrario ha serie difficoltà ad andare avanti. E' ORA DI REAGIRE !!! 
Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui" (Ezra Pound)
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by domenico craparo - 05/08/2026 13:52
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Massimo Online17,513 Jul 9th, 2026
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