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http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=art&codid=20.0.1079491783&chId=30 Ente «misto» a platea ristretta Scommessa sui nuovi Albi
di Laura Cavestri
La solidarietà trasversale che ha spinto a istituire, cinque anni fa, l'ente di previdenza pluricategoriale, cerca oggi nuovi aderenti tra le fila degli Albi "orfani" di Cassa e dei profili affini delle professioni "emergenti". Ampliare la platea degli iscritti attivi è, infatti, la principale sfida che si troverà ad affrontare, nei prossimi anni, l'Epap, l'ente di previdenza pluricategoriale che gestisce la contribuzione di attuari, chimici, dottori agronomi-forestali e geologi.
Una gestione unica per tutte e quattro le professioni che, prima dell'istituzione dell'ente, si rivolgevano, in assenza di una gestione pubblica compatibile con lo svolgimento della libera professione, al comparto assicurativo. «Gli assegni erogati in questi primi anni di attività della Cassa - ha spiegato il presidente dell'Epap, Sandro Sandrini - rappresentano un'integrazione del montante maturato attraverso polizze private». Integrazioni comunque magre, anche se la pensione media è passata da 741 a 1.007 euro annui.
Platea più ampia. La Cassa punta, innnanzitutto, ad aumentare i destinatari della copertura previdenziale. «Il nostro ufficio legale - ha spiegato Sandrini - è al lavoro per individuare come accogliere i tecnologi alimentari, professione ordinistica ma senza una Cassa di riferimento».
Le norme prevedono che la decisione di confluire in un ente debba essere deliberata dal Consiglio nazionale o da una struttura di rappresentanza della categoria riconosciuta. «Dunque - ha proseguito Sandrini - sino a quando la riforma delle professioni non chiarirà i criteri per il riconoscimento delle associazioni, ogni progetto di coinvolgimento di "nuove professioni" non è realizzabile».
Aliquote più alte. Per aumentare l'importo degli assegni - l'Epap, come tutte le Casse istituite in base al decreto legislativo 103/96, è governata dal calcolo contributivo, in un regime di capitalizzazione - è in discussione l'innalzamento della contribuzione soggettiva, oggi ferma al 10 per cento.
Conferma Sandrini: «è allo studio una possibilità di modulare il versamento in una scala tra il 10 e il 20 per cento».
Intanto, la Cassa sta varando alcune modifiche per aumentare l'appeal, per esempio la possibilità di riscattare gli anni di iscrizione all'Ordine antecedenti alla nascita della Cassa di previdenza.
«È in via di approvazione - ha detto Sandrini - il regolamento che riduce del 50% i versamenti contributivi dei giovani iscritti al di sotto dei 30 anni, a prescindere dalla data di inizio attività. È anche prevista la possibilità di riscattare gli anni di iscrizione all'Albo precedenti la nascita dell'Epap, dopo almeno cinque anni di iscrizione all'Ente stesso. Presto arriveremo anche a definire il riscatto per gli anni del corso di studi universitari».
Il bilancio. In progressivo aumento, senza boom di nuove adesioni, la platea degli iscritti attivi, cresciuti in un anno del 3,7 per cento. Per contro, sono aumentati di ben il 70% i pensionati, passati dal 2003 al 2004, da 127 a 216. Positivo il trend delle entrate per contributi, (da 31, 9 milioni a 37,5 milioni di euro, +17,4%); in crescita le uscite per pensioni (da 94mila a 217mila euro, +130 per cento).
Il contributo medio, nel 2004, va dagli oltre 8mila euro versati dagli attuari ai poco più di 2mila euro degli agronomi e forestali: la forbice individua la differente capacità di reddito e di arricchimento del proprio montante.
Il patrimonio. L'ente non possiede immobili (la sede stessa, ha sottolineato il presidente Sandrini, è in affitto) e concentra i propri investimenti mobiliari su un profilo prudente: 50% del patrimonio in forme a capitale garantito (monetario-obbligazionario) e 25% in fondi con una ridotta quota azionaria. Il rendimento netto del 3,2% conseguito nel 2004 ha permesso, per la prima volta all'Epap, di coprire, con i rendimenti, il 97% delle rivalutazioni dei montanti.