ovviamente mi riferisco al lavoro DIPENDENTE e non a quello AUTONOMO
a seguito della riforma pensionistica, avviata nel lontano 1996 dal allora Governo Dini (centro-sinistra), si è cambiato il sistema da retributivo a contributivo; questo significa che più si verserà allo Stato più si raccoglierà al momento (sempre che non si passi a miglior vita prima)

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tempo fa il settimanale L'Espresso pubblicò un'interessante indagine sui famosi co.co.co. (o co.pro. a seconda di come li si vuole chiamare) dove si mise in evidenza che supponendo che Mario Rossi lavorasse per 40 anni (questo è il minimo degli anni per andare oggi in pensione) sempre con tale forma di contratto, tenendo conto di una trattenuta del 18% (attuale tasso per i co.co.co.), sarebbe andato in pensione, dopo i 40 anni, con appena 450 euro !!
Un lavoratore assunto invece a tempo indeterminato versa allo Stato, se non ricordo male, circa il 33% per cui la sua pensione sarà nettamente superiore (anche se non uguale al suo ultimo stipendio percepito) :rolleyes: .
Morale della favola:
non ci lamentiamo dell'EPAP (obbligatoria sempre in virtù di quello stato sociale citato) perchè fino a quando verseremo il 10% (sul netto) + 2% (volume di affari) pensare di andare in pensione con quello che ci passerà è veramente stupido !
Cari miei dobbiamo fare tanti soldini con la nostra professione e chissà.....possiamo aprire un agriturismo, giocare in borsa (occhio però a titoli buoni come il latte), giocare ai cavalli, oppure sì !, perchè no, aprire un'impresa di servizi per l'ingegneria (sonde, laboratori geotecnici, penetrometri)
un saluto a tutti i colleghi che sono tornati dalle ferie.
SI RICOMINCIA (anche con i tanti problemi)!
Alessandro Cascone