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Qualcuno è ferrato sui tipi di terreni adatti a ricevere scorie radioattive? I nostri politici regionali sostengono che la Sardegna è adatta perchè ha miniere dismesse ed è stabile dal punto di vista sismico....ma dai miei studi ricordo che i terreni devono essere anche molto IMPERMEABILI (ricordavo delle miniere di sale del Nord Europa). Bisogna fare qualcosa, i geologi sardi non mi pare abbiano dato dei pareri, almeno pubblicamente.....ciao 
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Le argille, a vedere tutti gli studi scientifici più accreditati, sono le rocce migliori per contenere eventuali fughe radioattive, come lo è il salgemma. Ti faccio presente che in Svezia hanno costruito un deposito per rifiuti radioattivi nel granito(!!). Ovvio, hanno in gran parte quel litotipo nelle aree più accessibili, ma alla barriera naturale hanno aggiunto una buona barriera antropica (se scrivo ingegneristica mi viene l'orticaria), cioè un buon deposito fatto a regola d'arte e hanno risolto il problema. Ma non basta solo pensare al substrato: la scelta del sito di deposito nazionale dei rifiuti radioattivi è cosa assai complessa. Come ricordavi tu, ci sono altri parametri (la sismicità è solo uno) che concorrono alla esclusione o meno di un'area. In Italia, a parte le questioni tecniche, lo scoglio principale è di natura politica e di accettazione da parte della opinione pubblica, ma se continuiamo con la politica del NIMB (not in my backyard) facciamo ancora una volta la fine dell'asino di Buridano. O vogliamo lasciare tutto così come è?!? Ormai ce li abbiamo 'sti rifiuti, e tenerli così non va (Saluggia docet), è veramente pericoloso, anche perchè in Italia cominciano a mancare persone (laureati e professionisti) in grado di gestire il nucleare. Pur essendo molto vicino alle posizioni ambientaliste, non capisco l'atteggiamento di gran parte del mondo "verde". Non si vuole il nucleare (primo errore, ma questo è un altro argomento...), ma non si vuole nemmeno chiudere con il pregresso. Passiamo dal problema del rifiuto al rifiuto del problema. E intanto gli anni passano... Tecnicamente la cosa è del tutto fattibile e altri (Spagna, Francia, Germania, Svezia) lo hanno fatto da tempo. Ripeto: l'ostacolo è soltanto politico e di scarsa conoscenza dell'argomento da parte dell'opinione pubblica. Ciao,
Roberto Pizzi
_ ___ _ There are more things in heaven and earth, than are dreamt in our philosophy.
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Da ambientalista sono daccordo con te (non in merito al rifiuto del nucleare ma in merito ai rifiuti già prodotti): purtroppo anche in tal caso si va avanti sulle emergenze e tutto ciò che esula da questo contesto ( che detto tra noi significa stanziamenti miliardari senza tanto badare al modo con cui poi i soldi, tanto facilmente elargiti, vengono poi di fatto spesi!). C'è da domandarsi, giustamente, come mai anche chi si frofessa "verde" di queste cose a volte sembra dimenticarsene. Ciao a tutti.
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Iscritto: Apr 2000
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Sappiate che il nostro granito è molto fratturato e sede di aqcuiferi anche profondi. Il fatto è che si parla delle miniere sarde, ma molte di queste sono ormai piene d'acqua che viene anche immessa nelle reti cittadine.......è vero che da qualche parte bisognerà mettere questi rifiuti, ma da qui a decidere senza cognizione mi sembra un pç troppo!!!! 
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Iscritto: Jun 2003
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Scusate la domanda....ma come mai la Sardegna??? forse si cerca di seguire la filosofia "lontano dagli occhi, lontano dal cuore"...e facendo così si mettono i rifiuti tossici "lontani" dalla penisola pensando di risolvere il problema??? Son d'accordo che il granito non è la sede adatta per rifiuti (per nulla RSU e figuriamoci i tossici) in quanto il granito non si frattura solo per tensioni interne al terreno, ma subisca anche vistosa e profonda alterazione a contatto con acqua!!! In più il granito sardo è sede di acquiferi potenti ....per cui se si fa uno più uno, son dell'avviso che la Sardegna è uno dei posti meno adatti !!!!
Rugge.
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1. Non si parla solo di Sardegna: l'isola è venuta fuori adesso perchè tempo fa, all'epoca dei primi studi, tra i criteri che determinavano l'esclusione di un sito c'era l'ubicazione in una isola maggiore (Sardegna e Sicilia), mentre adesso tale criterio non è stato preso in considerazione. Perchè? Perchè l'esclusione era determinata dalla difficoltà presunta di trasportare materiale radioattivo via mare. In realtà il trasporto via mare di quella roba si fa (con le dovute precauzioni...) normalmente. C'è un bel traffico nella Manica, e anche verso il Giappone. E non mi sembra di avere mai sentito parlare di incidenti ambientali di quelle navi. In compenso delle petroliere ce ne ricordiamo solo dopo!! 2. Ripeto che non si parla solo di Sardegna: tutta la penisola è sotto monitoraggio da parte di colleghi geologi che hanno notevole esperienza nel settore. Le cose in Italia non si fanno sempre all'italiana, per fortuna... 3. Ma la Sardegna è solo granito fratturato e miniere abbandonate e sotto falda?!?! :rolleyes:
Roberto Pizzi
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Non è solo granito fratturato sotto falda, ma è anche metamorfico fratturato, calcare, detrito ecc....ma proprio terreni così impermeabili non ne abbiamo. Inoltre i siti presi in considerazione sono quelli fratturati, sotto falda (vedi le miniere del Sulcis sì dismesse come miniere, ma sede di parco geominerario, ricche di acque che sono state immesse di recente nella rete idrica di Cagliari)!!!! Insomma è anche vero che le petroliere sono pericolose, ma le abbiamo anche noi quelle, che attraversano le Bocche di Bonifacio......insomma è prorpio vero, lontano dagli occhi lontano dal cuore. Comunque da ciò che si evince negll'ultimo periodo, qua si parla solo della Sardegna, da come ha risposto al Question Time l'On. Giovanardi....... 
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Iscritto: May 2000
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...continuiamo con la politica del NIMB...
Roberto Pizzi
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Iscritto: Jan 2003
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Carissimo Dott. Pizzi, non metto in dubbio certamente la preparazione scientifico culturale degli eminenti colleghi che stanno studiando i siti dove poter stoccare le scorie nucleari. Tuttavia per poterle chiarire qualche dubbio sulle problematiche del nostro territorio la inviterei a venire in sardegna e farsi accompagnare dai geologi del luogo che così le potranno dare un quadro certamente più dettagliato di tanti che studiano le cose sulla carta. Vorrei solo fare un accenno alla questione facendole notare che alcune aree individuate dagli esperti, sono state in passato oggetto di enormi attività minerarie con complesse e uniche al mondo problematiche idrogeologiche ancora irrisolte. Mi chiedo pertanto come si possa individuare dei siti definiti "idonei" senza nemmeno sapere quali sono le problematiche che li caratterizzano a meno che le scorie nucleari siano al pari di una discarica di inerti. Legga su internet l'Unione del 13 giugno 2003 alla pagina della politica regione l'articolo sulle scorie nucleari potrebbe chiarirle qualche dubbio (perchè mi pare ce ne siano tanti sulla sardegna). La pregherei anche di evitare esclamazioni come quella al punto tre della sua e-mail perchè il problema scorie è un problema che ci tocca tutti da vicino e non credo sarebbe così contento se fossero stoccate nell'area dove vive lei. Grazie. Dott. Geol. Lorenzo Ottelli
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.....non è questione di politica del NIMB caro dott. Pizzi, la nostra regione è stata più volte utilizzata come luogo di confino per tante attività che poi sono state solo dannose per la popolazione, magari anche per colpa nostra che credevamo di scoprire l'america....non voglio fare polemica sterile, ma qua le opinioni anche di prof. universitari (colleghi geologi) che finalmente hanno iniziato a dire la loro, sono differenti dalle sue. Importante l'intervento di LOR che parla direttamente dalla zona direttamente interessata alla questione. Ciao a tutti
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