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Dopo diversi mesi dall'entrata in vigore del nuovo testo unico mi chiedevo quanti di voi si sono trovati ad applicare le linee guida per l'analisi di rischio per i siti contaminati. Partendo dal presupposto che l'analisi quantitativa è ormai obbligatoria (o sbaglio?) come vi state muovendo, quali software utilizzate per quantificare il rischio, ecc.
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Buongiorno collega per quanto mi riguarda sto applicando in tutti i siti in cui ho in corso procedimenti di bonifica il procedimento con analisi di rischio sito specifica. Non ti nascondo che i problemi sono molteplici sia di natura concettuale che di natura gestionale con gli enti pubblici. Per quanto riguarda i programmi da usare ce ne sono moltissimi ma non tutti sono accettati dagli enti italiani ed in più enti diversi hanno preferenze diverse perciò regolati in funzione dell'ente con cui avrai a che fare. Saluti. Fabrizio Salina
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Per quanto riguarda i programmi da usare ce ne sono moltissimi ma non tutti sono accettati dagli enti italiani ed in più enti diversi hanno preferenze diverse perciò regolati in funzione dell'ente con cui avrai a che fare. rome 2.1 (APAT) nel definire l'accettabilità dei risultati ai fini del rischio non tiene conto che con il D. lgs. 152/06 anche superando i valori CSC non scatta la bonifica se non vengono superati anche i valori della CSR sia rome 2.1 che giuditta 3.1 (Provincia di Milano) poi hanno sempre il solito problema a monte: puoi mettere solo un dato che potrà essere la media di tutti i dati che hai a disposizione (media ?, a volte impossibile) e non tengono conto della distribuzione areale dei singoli dati ha ragione Fabrizio: c'è un pò di casino !
Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui" (Ezra Pound)
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Il nuovo testo è stato scritto da quel gruppetto di poche persone appartenenti a ben noti enti tecnici dello stato che campano da anni su questa storia dell'analisi di rischio e che ci hanno costruito sopra la loro carriera (conferenze/lezioni/docenze/pubblicazioni/consulenze). Secondo voi chi ci guadagnerà o (continuerà a guadagnare) con questa nuova procedura?!? :p E chi resterà nei casini sempre a pendere dal verbo delle suddette personcine che dettano legge (in tutti i sensi) in materia?!? 
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Buongiorno colleghi volevo solo aggiungere che l maggior parte dei modelli,per non dire tutti, hanno problemi di base legati alla modellizzazione dello scenario di calcolo che rende a volte assai approssimativa la stima del rischio e la definizione delle CSR; questo problema apre la porta a contestazioni degli enti e a possibili mancate accettazioni nelle conferenze dei servizi. Saluti. Fabrizio P.s. Per Cascone: se non ricordo male in Giuditta si possono inserire i punti contaminati legandoli ad un sistema di riferimento locale e con una stratigrafia di massima dei contaminati sulla verticale del sondaggio, o ricordo male?
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se non ricordo male in Giuditta si possono inserire i punti contaminati legandoli ad un sistema di riferimento locale e con una stratigrafia di massima dei contaminati sulla verticale del sondaggio, o ricordo male? sì, in effetti per giuditta vale quanto scrivi: la contaminazione dei punti può essere inserita sia manualmente sia con un file in formato CSV. Il problema è per Rome Mi scuso per l'imprecisione
Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui" (Ezra Pound)
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Ok.
Quindi Giuditta esegue tante analisi di trasporto 1D per ciascun punto oppure una singola analisi 2D-3D?
Ma i singoli enti sollevano problemi sui codici di calcolo utilizzati (1D e' sufficiente oppure preferiscono i modelli 3D) oppure problemi di natura concettuale?
Creare modelli 3D per siti modesti mi sembra un'inutile dispersione di risorse quando codici 1D possono andare bene comunque. E comunque e' risaputo che i codici 1D sono genrealmente conservativi.
Cosa si intende per "problemi che sorgono per quanto riguarda gli scenari di calcolo"? Alludi alle vie di esposizioni ai contaminanti da parte del recettore?
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Buongiorno Geotux i modelli accettati dagli enti italiani sono pochi e come tutti i modelli necessitano di alcune assunzioni di base che si debbono fare in accordo con i protocolli APAT. Ma talvolta parametrizzare siti complessi con un programma semplicistico puo' risultare troppo penalizzante e percio' si devono assumere condizioni al contorno più particolari che insitamente lasciano spazio a possibili obiezioni da parte degli enti pubblici. E comunque ogni programma ha in se stesso bachi e problemi concettuali che ne sconsigliano l'utilizzo in alcuni casi (ad es. RBCA non puo' parametrizzare un corpo idrico privo di correnti come uno stagno). Saluti. Fabrizio Salina
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Perfettamente d'accordo con quanto affermi. Quello che sto' cercando di capire e' quali software/codici di calcolo si usano prevalentemente: a) per quantificare il rischio per la salute umana (immagino Giuditta e Rome siano i piu' utilizzati se non altro per la nota difficolta' di molti italiani a gestire la lingua inglese ...) b) per quantificare il rischio per le falde acquifere.
Ciao
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Buongiorno Geotux purtroppo devo deluderti ma i due modelli che hai riportato tu non sono i più utilizzati ma bensi' sono maggiormente richiesti altri tipo RBCA. Ovviamente come ti ho già accennato questo puo' variare da regione a regione. Per quanto riguarda la falda acquifera tutti i programmi analizzano il rischio verso la falda anche se normativamente in italia l'analisi di rischio si fa solo sui terreni. A presto. Fabrizio Salina
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