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#50547 02/11/2006 10:01
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Belli gli interventi.

Una cosa mi ha colpito molto profondamente: i dati disponibili dicono con chiarezza che il gas non ci è mai mancato, e che le dispute Russia/Ucraina dello scorso inverno causarono ammanchi insignificanti.

La crisi è nata a causa di un fenomeno nuovo: abbiamo usato le nostre efficienti centrali a ciclo combinato (con rendimenti elettrici che possono giungere comodamente al pazzesco valore del 60%!) per produrre energia elettrica da ESPORTARE verso i nostri confinanti (nord Europa).

Il ché mi sorprende, visto che di solito ci diciamo che l'Italia importa un grande quantità di elettricità prodotta da impianti nucleari in Francia.

Un fatto impressionante, che sembra smontare in maniera irreparabile il mito dell'efficienza dell'energia nucleare; se il mercato ha scelto altro, qualcosa vorrà pur dire.

Che ne pensate?
Qualcuno dispone di dati numerici affidabili al riguardo, che vadano oltre alle strombazzate giornalistiche?


fausto
#50548 02/11/2006 10:17
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Il caso in campanie e basilicata sta avvenendo perchè si stanno installando senza le pale senza criterio senza studi appropriati e senza coinvolgere la base che si vede spuntare le pale eoliche come funghi. In Norvegia si sono contate alcune morti di aquile a causa di un parco eolico. Ci sono state proteste ma nessuno ha mai messo in dubbio l'utilità di quelle strutture.
Con "corretti studi" alla base l'impatto sull'ambiente si riduce al minino. Inoltre credo anche che sia ora di superare il discorso "impatto visivo".
A proposito del geotermico, tempo fa vidi un programma nel quale si affermava che lo sfruttamente dell'energia geotermica era allo stadio massimo e di più non si poteva. Una delle tante affermazioni pilotate?

#50549 02/11/2006 10:27
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DI geotermico ce n'è di diverso tipo in funzione della temperatura. Quello che interessa all'ENEL è di altissima temperatura, quello che interessa a noi di Bassa!

Quante sono le case nella provincia di Napoli riscaldate col geotermico di media temperatura, o le serre o l'acqua calda per i servizi vari?

La bassa temperatura si può usare e si trova ovunque, quindi a loro non può interessare.

MA possibile che le pale eoliche vengano installate senza studi? Da chi dipendono i permessi?


"Prosunt omnia quae obstant"
http://trossero.blogspot.it/
#50550 02/11/2006 13:58
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Senza studi appropriati si.
Quante volte è capitato di vedere progetti in zone SIC e ZPS scoperte per caso da qualche gruppo locale "troppo curioso".

#50551 02/11/2006 14:39
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Mi scuso per non aver risposto prima ai post che mi coinvolgono, ma ieri era festa ed ho portato mio figlio in montagna!

Innanzitutto sono veramente e favorevolmente stupito dal numero e dalla qualità dei post: vuol dire che l'argomento interessa molti e che i geologi sul tema della generazione elettrica, delle energie alternative, del risparmio energetico e della trasmissione ed distribuzione hanno molto da dire (e con cognizione di causa!)!

Ho poi visto (su internet!) i servizi di report in merito ai rigassificatori e come sempre devo complimentarmi con la Gabanelli (e staff!) per l'alto livello dei reportage.

Tuttavia non sono riuscito a capire per quale motivo non si dovrebbero fare i rigassificatori.

Mi spiego meglio: dai servizi sembra che l'unico impatto importante prodotto da questi impianti sia il rischio di incidente rilevante (vedi caso di Taranto): quindi basta localizzare gli impianti in zone distanti da altri impianti a rischio di incendio e/o esplosione: serbatoi, raffinerie, ecc..

Gli altri impatti (citati ad esempio per l'impianto di Rovigo) sono impatti da verificare e comunque mitigabili:

1) "il traffico di navi molto grosso" c'è ovunque si decida di fare un rigassificatore e mi piacerebbe sapere ad esempio a parità di potere calorifico (e quindi di energia prodotta) se sono di più le navi necessarie per il trasporto del gas o quelle per il trasporto del petrolio (non ho mai sentito nessuno lamentarsi dell'attracco di petroliere nei porti, le uniche critiche di cui sono a conoscenza si riferiscono al passaggio di queste navi in zone protette o particolarmente belle e importanti dal punto di vista turistico, per il rischio di un potenziale sversamento di petrolio in mare e del relativo disastro ecologico che ne potrebbe derivare);

2)"poi per una zona di mare molto grande, non sappiamo ancora, ma circa di 11 km attorno all’isola non si naviga più": ed anche qui: dov'è in Italia un tratto di costa in cui questo impatto (ammesso che sia vero, perchè mi sembra assolutamente ingiustificato!) non produce danni, disturbi e/o "impatti". Significa che non si possono fare da nessuna parte rigassificatori, centrali elettriche, porti ecc..;

3)"si lascia in mare acqua più fredda di 5 gradi centigradi perché l’acqua di mare si usa per rigassificare il gas liquido e quindi ci sarà un enorme danno per i mitilicultori e per la pesca di tutta questa zona": allora sulla base di queste considerazioni dovremmo spegnere anche tutte le centrali termiche che si trovano in riva la mare, dal momento che usano l'acqua di mare per raffreddare i fumi e quindi ributtano in mare acqua più calda... In realtà secondo la normativa italiana (che in questo caso è ancora più restrittiva di quella europea, l'acqua prima ancora di essere rilasciata in mare deve subire un raffreddamento in maniera da non superare i 35°C e l'incremento di temperatura del ricevente (il mare!) non deve superare i 3°C alla distanza di 1000 metri dallo scarico.
Immagino che una soluzione simile per mitigare questa tipologia di impatto si possa trovare anche per i rigassificatori e poi comunque questo tipo di impatto si ha ovunque si decida di piazzare l'impianto!!

Per quanto riguarda la logica NIMBY, sono assolutamente dell'avviso che le comunità locali debbano essere consultate ed ascoltate, che gli interventi debbano essere concordati con chi vive in un determinato territorio, eventualmente modificando il progetto adottando sistemi di mitigazione degli impatti e/o compensando per le eventuali perdite permanenti, ma le decisioni strategiche (cioè se si debba o no fare una determinata opera, in base ad un'analisi d'impatto ambientale che in fase di pre-fattibilità confronti diverse soluzioni progettuali cvalutando anche la cosiddetta ipotesi zero, e dove realizzarla, in base ad approfondite analisi comparative d'impatto ambientale tra diverse soluzioni localizzative possibili) devono essere decise a livello politico nell'interesse di tutta la collettività!!!

In sintesi al di la di tutte considerazioni in merito ad un diverso modello di sviluppo: centrali eoliche, solare, geotermia, risparmio energetico ho l'impressione che la battaglia contro i rigassificatori sia sponsorizzata dalla lobby pro-nucleare, che cerca di screditare lo sviluppo delle centrali a ciclo combinato e a co-generazione per giustificare un ritorno a ciò che i cittadini italiani hanno (secondo me giustamente)rifiutato con il referendum di 20 anni fa!


"pensare globalmente, agire localmente"
#50552 02/11/2006 17:18
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Il problema non è gassificatori si o no
Il problema è che alla base di tutte le concessioni non c’è un vero piano per l’energia in italia.
Attualmente sono state richieste circa 13 autorizzazioni per la costruzione dei gassificatori e calcolando la capacità produttiva si arriva all’assurdo che il gas trasformato risulta di gran lunga superiore ai consumi complessivi del paese.
Voglio pure capire che alla base c’è una politica che individua l’Italia come porto di approdo per servire il continente ma il cittadino e l’economia italiana cosa ci guadagnano nel realizzare opere altamente impattanti. Inoltre, se proprio se ne deve costruire qualcuno perché non si fa uno studio su tutto il territorio nazionale (possibilmente tralasciando i sindaci consenzienti - per non dire altro) con l’obbiettivo di individuare il sito con minore impatto possibile e che possa avere anche delle ricadute socio-ambientali.
Dare la possibilità oggi di realizzare i diversi gassificatori significa anche bloccare in Italia per molti anni la pianificazione nella produzione, distribuzione e consumo dell’energia con tutte le conseguenze sull’economia e sulla ricerca.

#50553 03/11/2006 08:11
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E.Romagnoli
Utente # 2484 inviato 02-11-2006 15:39
Per quanto riguarda la logica NIMBY, sono assolutamente dell'avviso che le comunità locali debbano essere consultate ed ascoltate, che gli interventi debbano essere concordati con chi vive in un determinato territorio, eventualmente modificando il progetto adottando sistemi di mitigazione degli impatti e/o compensando per le eventuali perdite permanenti, ma le decisioni strategiche (cioè se si debba o no fare una determinata opera, in base ad un'analisi d'impatto ambientale che in fase di pre-fattibilità confronti diverse soluzioni progettuali cvalutando anche la cosiddetta ipotesi zero, e dove realizzarla, in base ad approfondite analisi comparative d'impatto ambientale tra diverse soluzioni localizzative possibili) devono essere decise a livello politico nell'interesse di tutta la collettività!!!
Peccato che per quanto riguarda la mia esperienza ho notato che il confronto sul piano tecnico non è avvenuto, solo quello politico, che ahimè o ahinoi non sempre è fatto nell'interesse dell'ambiente e quindi in fin dei conti di tutta la collettività. Quello che volevo sottolineare Romagnoli è che si abusa di questo termine quando invece non esistono logiche o sindrome del NIMBY ed è sbagliato generalizzare, le collettività protestano perchè spesso l'opera altera il luogo e l'ambiente in cui vivono cambiando le loro abitudini di vita e mettendo anche a repentaglio la loro salute. Ma che vuol dire logica del NIMBY? Ma cosa ci inventiamo?
Ultimamente ho sentito dire da un Sindaco che dovunque venga collocota una discarica ci saranno rompiscatole che faranno opposizione ecco nella testa di certi amministratori cosa ha portato la diffusione della logica del NIMBY, tu sei lì è come un povero sfigato non ti ascolterà nessuno in quanto a priori sei un portatore di interessi locali, mentre chi più della collettività locale conosce il sito in cui vive e ha diritto di essere ascoltato?
Scusa non ho afferato come per l'ipotesi zero si debba decidere dove realizzarla confused
Non c'è dubbio che la decisione strategica debba essere di tipo politico il problema è che quando gli aspetti tecnici la sconsigliano (anche l'analisi costo-benefici) la decisione politica va avanti lo stesso come un treno spinta da interessi economici che probabilmente servono a finanziare i partiti e di esempi ne ho avuti tanti, dal semplice tracciato di una strada, dal passaggio di un tunnel, alla collocazione di una discarica ecc.

Ciao Alessandro.


Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
#50554 03/11/2006 09:54
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Alessandro,
l'ipotesi zero si riferisce alla scelta strategica: se realizzare o no l'opera... naturalmente una volta deciso (sulla base delle migliori conoscenze disponibili e sulla base di una rigorosoa anailisi di alternative possibili) che l'opera è da fare l'ipotesi zero non si considera più, ma si possono considerare alternative progettuali, di mitigazione, di compensazione ecc...
In m erito alla logica NIMBY, continuo a pensare che le comunità locali debbbano essere ascoltate, consultate, coinvolte nel processo decisionale e poi compensate delle perdite ed integrate durante la progettazione per minimizzare gli impatti, ma se si tenesse conto solo delle loro "legittime" posizioni non si farebbe più nulla: rigassificatori, discariche, inceneritori, ferrovie, strade, aeroporti, porti, ecc... o per restare solo nel settore energetico: centrali termiche, eoliche, idroelettriche, linee di trasmisssione, ecc..

Ciao
Ettore


"pensare globalmente, agire localmente"
#50555 03/11/2006 13:33
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Chiudo con questro intervento in quanto credo che per colpa soprattutto mia io ed Ettore stiamo andando O.T..
Una volta deciso di non adottare l'opzione zero non è detto che non si possa (dopo tutte le analisi) tornare indietro magari per il subentrare di condizioni non considerate in partenza, un esempio: si decide il tracciato di una galleria importantissima per la comunicazione, poi approfondendo le indagini si vede che questa depaupererebbe le risorse idriche di un grosso bacino idrogeologico che serve una grossa popolazione e che non esistono opere che possano tamponarne gli effetti. Cosa si fa si decide lo stesso di andare avanti?
Inoltre esistono danni ambientali che non possono essere contracambiati con "danaro" o agevolazioni date alle popolazioni locali.

Quote:
ma se si tenesse conto solo delle loro "legittime" posizioni non si farebbe più nulla: rigassificatori, discariche, inceneritori, ferrovie, strade, aeroporti, porti, ecc... o per restare solo nel settore energetico: centrali termiche, eoliche, idroelettriche, linee di trasmisssione, ecc..
Senti stiamo in Italia dove si realizzano le cattedrali nel deserto e dove ci si ferma non davanti ai danni ambientali o alle proteste delle comunità locali ma dove le risorse economiche per il completamento delle opere o scempi finiscono. Un ex collega mi informò che per il trasferimento di acqua dalla Campania alla Puglia nel traforo per il passaggio della condotta intercettarono una grossa falda acquifera ed ora sono fermi perchè l'avanzamento richiede stanziamenti non previsti, mica per il depauperamento prodotto! Erano andati oltre magari pur sapendo che avrebbero intercettato quella grossa falda acquifera.
Comunque sia chiaro le posizioni di chi si oppone diventano leggittime solo se supportate da considerazioni tecniche valide e per questo non credo che il primo ambientalista che si svegli al mattino dicendo che quell'opera non si deve fare venga ascoltato, ripeto non generalizziamo. In Italia non si fanno opere perchè non ci sono i soldi, perchè queste come la TAV costano tre volte in più rispetto alla media europea e questo perchè la corruzzione e la speculazione è ancora troppo alta e di certo non è colpa dei rompiscatole locali affetti dallla sindrome del NIMBY.


Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
#50556 04/11/2006 10:21
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Ultimamente ho sentito dire da un Sindaco che dovunque venga collocota una discarica ci saranno rompiscatole che faranno opposizione ecco nella testa di certi amministratori cosa ha portato la diffusione della logica del NIMBY, tu sei lì è come un povero sfigato non ti ascolterà nessuno in quanto a priori sei un portatore di interessi locali, mentre chi più della collettività locale conosce il sito in cui vive e ha diritto di essere ascoltato?
Soprattutto se ti portano rifiuti tossici.

Quote:
In Italia non si fanno opere perchè non ci sono i soldi, perchè queste come la TAV costano tre volte in più rispetto alla media europea e questo perchè la corruzzione e la speculazione è ancora troppo alta e di certo non è colpa dei rompiscatole locali affetti dallla sindrome del NIMBY.
per superare la logica del NIMBY bisogna prima superare il sistema di corruzione e di speculazione e che le opere vengano fatte nel reale interesse della collettività

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