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Mi sto occupando del trattamento delle acque di prima pioggia e mi trovo in difficoltà per il calcolo della quantità di acqua di precipitazione (mm di pioggia)ottenuta dalla curva di possibilità climatica. Qualcuno potrebbe aiutarmi o potrebbe indicarmi un testo sull'argomento? Grazie per la collaborazione.
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La cosa importante è ottenere la portata max. attesa per un determinato periodo di ritorno Tr, partendo dalla costruzione della curva di possibilità climatica e dal calcolo del tempo di corrivazione Tc del bacino idraulico, in questo caso trattasi di un modesto bacino, corrispondente all'area di uno più piazzali ad es. Una volta ottenuta la Q max. attesa da smaltire puoi dimensionare la vasca di prima pioggia o il pozzo assorbente (dipende da quale opera di smaltimento si decide di realizzare). Per questo tipo di argomenti dovresti consultare dei testi che trattano di idrologia, rischio idraulico, etc.
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la normativa della regione lombardia, L.R. 62 1985 prevede di considerare per il dimensionamento delle vasche di prima pioggia i primi 5 mm di pioggia, i coefficienti di deflusso sono 1 per sup. impermeabili e 0,3 per permeabili. Quindi Volume vasca= 0,005*coeff. deflusso medio (phi*S1+phi*s2/s tot)*superficie. Se vuoi fare tutto il calcolo come dice giustamente stone66 devi fare uno studio idrologico. Ti consiglio i segunti testi:"da deppo datei: le opere idrauliche nelle costruzioni stradali" Ed. Bios, e i manuali della Boer depurazioni che puoi acquistare sul loro sito ( www.boer.it mi sembra) e che trattano espressamente di prima pioggia. se ci sono problemi contattami pure via mail Ciao
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Ciao Stone66, hai detto una cosa interessante: parli di pozzo assorbente, ma per quel che so io il Dlgs n 152 del 11/05/1999 all'art. 30 specifica che non si può fare .... (lo dico perchè anch'io mi sto scontrando contro questa legge)
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L'art. 29 del D.lgs. 152/99, al comma 1 lettera e), consente lo smaltimento sia sul suolo che negli strati superficiali del sottosuolo delle acque meteoriche convogliate in reti fognarie separate, purchè ci sia un franco di sicurezza rispetto al livello di massima escursione della falda. La nostra legge regionale prevede che si possano smaltire, dopo gli opportuni e ben fatti sistemi di trattamento, le acque di dilavamento negli strati superficiali del sottosuolo mediante pozzi rovesci (o pozzi assorbenti). Infatti le acque di dilavamento (sempre se perfettamente trattate) in tal caso sarebbero acque meteoriche e non scarichi e quindi non soggetti ai limiti di emissione previsti dal D.lgs. 152/99. In sostanza si avrebbe un sistema di ricarica naturale delle falde con la reimmissione nel sottosuolo delle acque meteoriche.
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Per stone66: Sarei perfettamente d'accordo con te, ma a me ARPA continua a dire (e sarebbe anche giusto) che qualunque scarico avvenga nel sottosuolo deve essere senza alcun tipo di inquinante. Ora tu mi dici che trattando le acque gli inquinanti vengono allontanati, ma questo può funzionare solo con filtri perfettamente funzionanti. A lungo andare tutti i filtri dovrebbero essere cambiati, ma sappiamo bene che molti costruttori una volta avuta la concessione se ne interessano poco del futuro (specie perchè i filtri costano, la manutenzione pure e spesso lasciano perdere persino la manutenzione del pozzo disperdente, con le conseguenze che ben ti immagini) Attualmente siamo arrivati ad una buona conclusione che solo le acque dei pozzi, non trattate o mescolate con altre, possono essere reimmesse (come dice l'art. 30)
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Ringrazio stone66 e simba e rispondo a Tacs che solleva problematiche reali. Hai perfettamente ragione nell'affermare che, nel tuo caso l'ARPA, nel mio caso l'AUSL, non solo gli scarichi (perché le acque di prima pioggia sono considerati refluui) ma anche le acque di dilavamento successive non vogliono che si smaltiscano sul suolo e/o negli strati superficiali del sottosuolo: ti "consigliano vivamente" di riutilizzarle solo per irrigazione. La Provincia, che rilascia le autorizzazioni, invece, permette lo smaltimento sul suolo e/o negli strati superficiali del sottosuolo previo studio idraulico nel primo caso (che esula dalle nostre competenze) e idrogeologici (rispetto di distanze da pozzi)nel secondo caso, così come indicato dal Piano Direttore della Regione Puglia. E' compito degli Enti preposti, e non nostro, controllare che le immissioni delle acque ripettino i limiti delle tabelle dell'all. 5 alla 152/99 e farli rispettare. Torno, comunque, al mio problema principale: sto esaminando il caso di un'azienda in cui si movimentano sostanze "NON PERICOLOSE" (art. 39, c. 1, lett. b) con sup. complessiva impermeabilizzata di 12.370,00 mq. Trattasi, perciò, di acque di dilavamento che devono essere sottoposte (tutte !!!) a trattamento di grigliatura - dissabbiatura - disoleazione. Dalla curva di possibilità climatica ho ricavato una quantità di acque di dilavamento pari a circa 830 mc distribuite nelle 24 h e per T=5 anni (devo considerare 24 h oppure 12 h o che altro ???) e quindi devo far costruire una cisterna della stessa volumetria. E' giusto il calcolo? Perchè è su questo che ho qualche dubbio. Nel frattempo auguro Buon Natale a tutti.
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Se devi trattare tutte le acque con disoleatatore, il trattamento è continuo e va fatto sulla base delle portate, non dei volumi. comunque non si parla qui di trattamento acque di prima pioggia. In letteratura si consiglia 200 l/s per ettaro. Se vuoi fare il calcolo, trova il tempo di corrivazione del tuo bacino, assumi questo tempo come quello di pioggia, calcolati la portata critica e se vuoi dimensionare il disoleatore consulta i testi di costruzioni idrauliche, altrimenti contatta alcune ditte che li costruiscono,ad esempio www.boerdepurazioni.com Buon natale a tutti
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Per Tacs In realtà la nostra legge regionale permette che si possano smaltire le acque di prima pioggia negli strati superficiali del sottosuolo purchè vengano rispettate le direttive contenute nel Piano Direttore delle Acque. E' chiaro che se gl'impianti di smaltimento non vengono fatti a regola d'arte le acque meteoriche possono comportarsi come delle acque reflue inquinanti. Ma è compito di chi ha avuto la licenza provvedere al buon funzionamento e agli Enti preposti controllare che sia tutto in regola, non a noi geologi.
Per Child Devi arrivare a calcolarti la Q max. attendibile nel bacino che tu consideri, con la procedura che ho detto in precedenza. Per calcolarti la curva di possibilità climatica, primo passo della procedura, devi considerare le altezze di pioggia a 1, 3, 6, 12 e 24 h relative alla stazione termopluviometrica più vicina alla zona di tuo interesse e per un Tr di almeno 20-30 anni, Tr=5 mi sembra poco.
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Mi sto occupando del trattamento delle acque di prima pioggia e mi trovo in difficoltà per il calcolo della quantità di acqua di precipitazione (mm di pioggia)ottenuta dalla curva di possibilità climatica. Qualcuno potrebbe aiutarmi o potrebbe indicarmi un testo sull'argomento?
CERRRRRTO CHILD:
Se l'area d'intervento è in Puglia, per la determinazione del volume inquinato (espresso in metri cubi), basta moltiplicare la superficie impermebile scoperta (dove si presume, per particolari ipotesi nelle quali, in relazione alle attività ivi svolte, vi sia il rischio di dilavamento di sostanza pericolose), espressa in metri quadrati per 0,005 m (valore che corrisponde all'altezza di precipitazione, uniformemente distribuita sulla summenzionata superficie impermeabile, normalmente definita di prima pioggia).
Un saluto caro.
ECOACQUE
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