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Non era ironico. Rispettare veramente l'ambiente significa scegliere la fonte energetica meno inquinante cioè quindi scartare subito quella prodotta da combustibili fossili, che inquinano nel momento della loro estrazione, del loro trasporto (con alta incidenza di incidenti in mare), della loro raffinazione ed infine della loro combustione (95% del CO2 prodotto deriva da produzione energetica). Il nucleare, vista la ridottissima massa necessaria per la produzione di energia, ha un incidenza sull'inquinamento molto bassa. Certamente esiste il problema dello stoccaggio delle scorie, che tuttavia vengono trattate in modo sempre più efficace. Il rischio di incidenti alle centrali: gli ultimi dati sugli effetti di Cernobyl (fonte OMS) mostrano che i danni a persone sono molto più bassi dei numeri propagandati da molti per le campagne abolizioniste, anche se ovviamente le persone decedute non sono formiche, ma i danni prodotti per l'uso dei combustibili fossili sono di diversi ordini di grandezza superiori. Inoltre per la sicurezza si può sempre investire ed io avrei investito i 25.000 miliardi di lire buttati per la rinconversione della centrale di Montalto da nucleare a termoelettrica (a combustibile fossile naturalmente) , per finanziare studi dei processi di sicurezza passivi delle centrali e dei processi di ricondizionamento del materiale radioattivo esausto. Inoltre comperiamo energia nucleare dalla Francia e non mi sembra molto coerente per un paese che ha abolito il nucleare. Inoltre solo per la nostra dipendenza elettrica sono decedute cinque persone a causa del black-out. Detto questo aggiungo che in primis bisogna diffondere una cultura del risparmio energetico e dell'autoproduzione (solare, eolico, biomasse, ecc). Questo è il mio modo di essere ambientalista, anzi di essere una persona che rispetta l'ambiente.
Giovanni Toffolon, geologo, n. 591 Ordine del Veneto Rilevamenti geologici,consulenza Protezione Civile Motta di Livenza (TV)
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Aggiungo una segnalazione per chi è interessato all'argomento. Leggetevi l'articolo di Carlo Rubbia apparso oggi sul Corriere della Sera. Saluti
Giovanni Toffolon, geologo, n. 591 Ordine del Veneto Rilevamenti geologici,consulenza Protezione Civile Motta di Livenza (TV)
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Penso che l'argomento sia molto complicato e ci possano essere tante interpretazioni. Avendo vissuto per quasi un anno in Francia alcuni anni fa in una citta dove c'era un piccolo reattore nucleare (nell'ansa di un fiume tra l'altro!) e ad alcune centinaia di Km da SuperPhoenix, quello che mi ricordo era una sensazione di caldo e terrore quando passavo li davanti, non vi dico poi quando ho visto SuperPhoenix da un'autobus!
Ai tempi del referendum, perchè non dimentichiamo che gli Italiani non lo hanno voluto il nucleare, la realtà era differente, sebbene ci fosse la perestroika esisteva ancora la guerra fredda e la tecnologia non era la stessa di oggi percui le motivazioni che indussero l'opinione pub erano differenti dalle "necessità" di oggi. C'è anche da dire che soluzioni del genere ci tolgono il futuro, dove arriveremo se non troviamo delle fonti veramente "Alternative"?
"E patane aumentano e o ciuccio se stanca 'ngoppa a sagliuta!"
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Non vi capisco.
L'energia geotermica è una energia alternativa, non crea problemi ( Larderello funziona da oltre un secolo), il suo impiego diminuisce le tensioni nel sottosuolo riducendo conseguentemente il rischio sismico, è rinnovabile e per di più darebbe lavoro ai geologi.
Eppure a voi non piace !!!
De gustibus non è disputandum !! Scaglioni Antonio
Geologo dal 13.03.2003
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Caro Scaglioni, non è che non mi piace l'energia geotermica e se legge l'inizio del mio primo messaggio la cosa è messa in chiaro. Larderello è un campo termico con determinate caratteristiche, non credo sia sufficiente una zona con anomalia termica per produrre energia a basso costo, è necessario che ci siano fluidi in abbondanza e le condizioni strutturali per la loro risalita. L'Islanda è situata sulla dorsale atlantica ed ha una situazione favorevole per l'utilizzo della geotermia (che viene molto sfruttata), qui da noi non conosco sufficientemente il problema ma immagino che non ovunque ci siano le condizioni. Riguardo all'attenuazione del rischio sismico mi sembra poco probabile che lo sfruttamento geotermico possa influenzare il campo di stress di una faglia sismogenetica magari a 20 Km di profondità. Per finire, se una modalità di produzione di energia non è economicamente conveniente non verrà mai adottata. Quindi non è una questione di "gusto personale" ma di considerazione razionali. Saluti
Giovanni Toffolon, geologo, n. 591 Ordine del Veneto Rilevamenti geologici,consulenza Protezione Civile Motta di Livenza (TV)
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...spero ti possa interessare...la Shell cerca laureati in geologia per lavoro all'estero su piattaforma...se ti interessa vai alla pagina dell'università di padova riguardante lo sportello per le professioni, ci sono tutti i riferimenti per fare l'inserimento del curriculum in rete, altrimenti puoi provare a inserire il curriculum nel sito della ENI che ha un link apposta per la ricerca del personale(io ci ho provato ma x una donna la faccenda è un pò diversa per queste cose!!)...in bocca al lupo!!!
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Cerca sulla bibliografia degli anni 70/80 e consulta gli atti dei numerosi convegni siull'arghomento tenutoisi all'epoca e vedrai che le cose non stanno come dici.
Per esempio migliaia d'appartamenti di un quartiere di Ferrara sono riscaldati con il teleriscaldamento il cui calore proviene da un pozzo AGIP sterile per gli idrocarburi.
Siamo sulla dorsale ferrarese, struttura notoriamente sismogenetica.
La coltivazione libera tensioni in continuazione che si manifestano come microsismi monitorizzati dall'Ufficio Geologico del Comune che proprio per questo minotoroggio ha aumentato l'organico di geologi.
Senza lo sfruttamento del calore probabilmente l'energia si sarebbe continuata ad accumolare e si sarebbe liberata tutto d'un colpo con uno dei tanti sismi che hanno da secoli funestato la città.
E tutto questo capita in piena panura padana, figuriamoci nell'area dei vulcani laziali e dell'Amiata, per non parlare dell'area Flegrea etc !!
Dove c'è del petrolio di mezzo le cose vanno come vogliono padroni dello stesso.
Un esempio che è sotto gli occhi di tutti per cui ci si è fatto l'abitudine : perchè non si fabbricano le auto alimetante a metano ?
L'inquinamento diminuirebbe come i costi per il carburante(ce un solo modello per quanto ne so )e perchè le colonnine del metano sono rare come le mosche bianche ???
Bda a me "Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole" !!!
Ciao e la prossima volta dammi del tu.
Antonio Scaglioni
Geologo dal 13.03.1963
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