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Le acque destinate all'uso irriguo si possono considerare, in base al D.Lgs. 31/2001 (art. 2), come "acque destinate al consumo umano"?
L'art. 2 - comma 2, parla di "acque utilizzate in un'impresa alimentare per la fabbricazione, il trattamento, la conservazione o l'immissione sul mercato di prodotti o di sostanze destinate al consumo umano".
Un'impresa agricola che usa tali acque per irrigare campi di ortaggi, rientra in tale definizione?
Grazie
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Ma!?! che si debba irrigare con acqua potabile ... mi sembra eccessivo!
Il consumo umano prevede gli standard di potabilità,
al art 3 comma 2 infatti: il dlgs non si applica: alle acque destinate esclusivamente a quegli usi per i quali la qualita' delle stesse non ha ripercussioni, dirette od indirette, sulla salute dei consumatori interessati, individuate con decreto del Ministro della sanita', di concerto i Ministri dell'industria, del commercio e dell'artigianato, dell'ambiente, dei lavori pubblici e delle politiche agricole e forestali
quindi credo che per irrigare un campo di ortaggi non ci siano problemi ad usare un acqua anche se non desitnabile ad uso umano.
Gli eventuali batteri, vengono eliminati(?) dai lavaggi successivi (infatti sarebbe buona norma disinfettare verdure ed ortaggi prima di mangiarli crudi), e gli elementi tossici ?
Certo è però che le leggi italiane sono fatte per ...l'interpretazione! (cioè male!!!) in effetti se il Cd o altri elementi tossici di un acqua si concentrassero nella parte edule di un ortaggio .... avrebbero una ripercussione ... diretta sulla salute dei consumatori!!!
e quindi? acqua potabile a meno del batterico?
Se poi vedo con quale acqua irrigano i campi!!! Fiumi (aiuto)fossi di bonifica, laghetti di accumulo?
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