Lo scrivo qui perché meglio metterla in risate, come minimo ironia

Mi sono laureato nel lontanissimo 1982, 110 e lode, (la Sapienza), dopo essermi fatto un mazzo tanto per recuperare il militare (corsi mattutini del secondo e serali del terzo...e poi 10 esami in un anno, provare per credere

), esame di stato, iscrizione all'ordine, un articolo pubblicato persino su Geologi ecc ecc.
Ho provato a fare il geologo per anni e
per fortuna la pagnotta la portavo a casa con l'insegnamento e qualche collaborazione a geofisica applicata col mitico Biagi ma senza risultato pratico.
Poi l'informatica, la passione, la programmazione, tanto lavoro nel settore geofisico e geotecnico, software MIO (si era agli albori ricordo) e pian pianino il cambiamento.
E ora faccio tutt'altro, come tanti colleghi ex e meno ex. A parte il Tozzi nazionale (a proposito, lo conoscevo

) che ha...svoltato!

La passione è restata. Le montagne mi parlano sempre

e non solo quelle. Vi leggo ogni tanto ed oggi ho deciso di dire la mia.
Di tutti quelli laureati con me, subito prima o dopo, credo che soltanto 1 su 100 abbia campato di geologia...e "grazie" al terremoto irpino!
Dove sta il comico e l'ironico? (come dite? drammatico?) Nel leggere (e constatare) che le cose non sono poi così tanto cambiate per noi (e scusate se mi associo a voi...il valore legare della laurea almeno quello me lo riconoscete? :D) E' sempre la stessa schifezza insomma, direi anche piuttosto peggiorata visto la situazione nazionale.
Che altro dire ragazzi? Credo si commenti da solo.
E la beffa sta nel fatto che a quanto pare oggi c'è penuria estrema di geologi (vista anche la fuga dalle facoltà scientifiche in generale).
Che dite, a 50 anni lo faccio il prossimo concorso pubblico?
Mi vedo già, come in quel film di Fantozzi che partecipa al concorso della megaditta insieme ai giovanotti e che poi butta via il computer e prende carta e penna sudando come un maiale fino a sciogliersi la tinta fatta per apparire più giovane!
