Anche se non è la stagione giusta, vi propongo una vecchia storiella di economia che forse può aiutarci a riflettere un po’.
“In una piazza c’era un gelataio che faceva ottimi gelati e che vendeva a tutti. Era ricco e rispettato. Un giorno arrivò un altro gelataio che iniziò anch’egli a vendere gelati ma, per fare concorrenza, invece di farli più buoni o più grandi, decise di ridurre i prezzi. Il primo gelataio allora decise di fare altrettanto, abbassando ulteriormente i prezzi. Fu un susseguirsi di ribassi e per contenere i costi iniziarono ad utilizzare prodotti sempre più scadenti. I gelati non piacquero più e in breve tempo i due gelatai fallirono”.
Proseguendo con la metafora, nel nostro sistema ci sono categorie professionali (esempio i notai, i farmacisti, intesi come proprietari di farmacia, etc.) che hanno deciso che è bene aprire non più di una “gelateria” nella stessa piazza. Sono ricchi e rispettati.
Altri (es. gli avvocati, i commercialisti, in buona misura gli ingegneri etc.) hanno invece deciso che si possono aprire tante “gelaterie” ma che i gelati vanno venduti a prezzi ben stabiliti. Sono rispettati e fanno una vita economicamente agiata.
Noi geologi, invece, ci stiamo comportando come i due gelatai della storiella. Non siamo rispettati ed economicamente…………
Per fare un esempio che conosco, in Sardegna, a fine anni 80 i geologi (“gelatai”) liberi professionisti a tempo pieno erano circa una ventina. Oggi sulla “piazza” siamo forse più di 500, ovvero, in soli quindici anni circa c’è stato un incremento del 2400% circa.! Possiamo fare tutta la pubblicità che vogliamo, dire che i “gelati” sono buoni, che fanno bene alla salute etc., ma lo stomaco più di un certo tanto non può riempirsi. Se poi capita di farli in fretta e male, possono far venire anche il mal di pancia a qualcuno, soprattutto a coloro (amministratori e certi tecnici) che “soffrono già di certe allergie”.
p.s. Voglio sottolineare che “gelati” fatti male ci sono sempre stati, sin dall’inizio. Inoltre, e questo è un altro dramma, la stragrande maggioranza di noi non sa nemmeno se i “gelati” che “produce e vende” siano buoni o meno perché raramente ha la possibilità di “assaggiarne” di altri o conoscere “buoni gelatai” che ci insegnino il mestiere.