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Ho visitato in Sardegna i siti colpiti dal nubifragio del 22 ottobre, ovviamente attribuiti ai soliti eventi eccezionali e non prevedibili. L’Ordine Geologi della Sardegna non è d'accordo ed ha diramato un comunicato nel quale, tra le altre cose, denuncia:

"La sintesi degli eventi piovosi che si allega mostra come gli effetti calamitosi potessero essere evitati, almeno negli ultimi decenni. Per quale motivo ciò non si è verificato? Naturalmente il problema è complesso, gli interventi efficaci impongono sacrifici, vincoli, spese, rinunce e non sempre si è disposti a farli, anche perché buona parte degli amministratori e dei cittadini non sembrano avere consapevolezza della cruda realtà. Le ragioni di questa carenza conoscitiva sono da individuare nel fatto che l’Italia è un paese con una scarsa cultura geologica (tra i cittadini e tra gli amministratori) e la Sardegna non fa eccezione."

Condivido e sottoscrivo
Vaugondy

Il comunicato scaricabile dal sito www.geologi.sardegna.it

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Caro Vuagondy, i casi sono due.
Buonafede: si tratta di un caso veramente eccezzionale TR 500 0 più grande?
Malafede: in quella zona non è stato fatto nesuno studio negli ultimi 30 anni, nessuna relazione geologica o i clienti si sono tutti tappati le orecchie.
---------------


"Prosunt omnia quae obstant"
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Caro Massimo Trossero,
nel 1999 un’alluvione interessò la zona industriale di Capoterra e la limitrofa cittadina di Assemini causando vittime e ingenti danni. La magistratura eseguì un’indagine incaricando per le consulenze dei Luminari con cattedre in Università della Penisola, che per quell’evento indicarono un TR 2000 (duemila). Sono trascorsi 9 (nove) anni e l’evento si ripete. Gli studi non si contano, vedi PAI, etc., alcuni disponibili anche in internet.
Ma non era l’aspetto tecnico che mi ha colpito quanto l’aspetto culturale, ovvero l’aver messo in evidenza quanto sia carente la cultura geologica in Italia.
Vaugondy

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Ma la cultura geologica di chi?
Dell'amministratore locale?
Dell'urbanista?
Dell'acquirente?
Del costruttore?

O tutti aspettano che qualcun altro risolva il loro problema, geologico in questo caso?


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Riguardo al TR2000, mai sentito un azzardo simile per una probabilità di pioggia, ma non sono un luminare, e motl dipende dalla serie di dati da cui sono partiti. Tieni conto che TR2000 vuol dire che ci sono ogni anno una probabilità su 2000 che succeda l'evento e non che si ripeta ogni 2000 anni.

Per conto mio sono venuto alla conclusione che è meglio sensibilizzare il cliente e porre in atto quelle strategie progettuali che mitigano il pericolo piùttosto che far affidamento su argini e opere di consolidamento.


"Prosunt omnia quae obstant"
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Per cultura geologica ritengo ci si riferisca alla diffusa consapevolezza tra i cittadini relativamente agli effetti che possono avere sul territorio le azioni dell’Uomo. Nei paesi (così detti) avanzati il livello di conoscenza tra la gente comune sugli aspetti legati alla geologia mi sembra sia notevolmente più alto rispetto all’ Italia e ciò, penso, per l’attenzione che è riservata a questa materia fin dai primi anni di scuola.
L’argomento sono convinto meriti un approfondimento e, forse, anche una maggiore attenzione da parte del Consiglio Nazionale e degli Ordini Regionali.
Il TR 2000 cui hanno fatto riferimento i “Luminari” nella loro relazione allegata all’inchiesta della magistratura sugli effetti del nubifragio del 1999 ha lasciato perplessi tutti coloro i quali conoscono le caratteristiche climatiche e infrastrutturali della zona. Quindi non sei il solo ad essere sorpreso anche tenendo conto di ciò che si è verificato il 22 ottobre scorso.
Vaugondy

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Originariamente inviato da: Vaugondy
Per cultura geologica ritengo ci si riferisca alla diffusa consapevolezza tra i cittadini relativamente agli effetti che possono avere sul territorio le azioni dell’Uomo. Nei paesi (così detti) avanzati il livello di conoscenza tra la gente comune sugli aspetti legati alla geologia mi sembra sia notevolmente più alto rispetto all’ Italia e ciò, penso, per l’attenzione che è riservata a questa materia fin dai primi anni di scuola.
L’argomento sono convinto meriti un approfondimento e, forse, anche una maggiore attenzione da parte del Consiglio Nazionale e degli Ordini Regionali.
...........
Vaugondy


Sono pienamente d'accrodo con te se, in questo forum l'ho più volte ripetuto, anche tramite e-mail indirizzate al CNG da cui ho avuto anche risposta da De Paola.
Guarda per disperazione inviai anche un commento a Repubblica sul tema di maturità proposto nel giugno 2005 se non erro era "Catastrofi naturlai: la scienza dell'uomo contro l'imponderabile della natura" Pensa che il commento che mi precede da parte di un prof. o un ricercatore della Sapienza non lo avevo letto e sono straordinariamente simili:
http://www.repubblica.it/2005/f/sezioni/scuola_e_universita/maturita2005/let5sc/let5sc.html

Ma non è possibile unirci negli intenti noi che la pensiamo alla stessa maniera?
Dovremo martellare di più gli ordini regionali e il CNG affinchè non esistano ormai solo i corsi APC fatti per noi geologi, ma che venga riproposta la diffusione dell'importanza del ruolo della geologia nelle diverse attività sociali attraverso convegni ed incontri in cui siano chiamati a partecipare soprattutto gli amministratori.


Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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E' dall'alluvione di Firenze ( 04.11.1966) che diciamo queste cose (e ce ne sono stati molti altri di eventi calamitosi come quello di questi giorni) ma non è cambiato nulla perchè passata l'emozione gabbato l'evento ( parafrasando il conosciutissimo passata la festa gabbato lo santo).

A noi vecchi geologi di trincea e di coscienza è venuto il complesso di Cassandra .

Ma consoliamoci, il vizietto dell'edificare in aree a rischio non l'abbiamo solo noi italiani !!!


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A me pare che i cittadini dei paesi sviluppati abbiano uan coscenza geologica solo quando si tratta delgi affari altrui.

Esempio
America, New Orleans, ma basta fare una ricerca per trovarne centinaia di case costruite in zone allagabili.

Francia, Seguendo una trasmissione per ragazzi con mio figlio, una di quelle che spiegano come si fanno le cose, ecco che confezionano tutta una trasmissione (originale in francese) sui grandi fiumi ed i sistemi di controllo, bacini di laminazione ecc. Risultato anche se hanno costruito grandi bacini a monte della Senna se la precipiatazione colpiche zoane a valle, senbra ci sia poco da fare. Fatta questa premessa ci fanno vedere un vilaggio di lottizzazione assia recente e si intervista un abitante... "lo sa che qui potrebbe arrivare 1 -2 metri d'acqua?" "si lo sappiamo. Ma in altri posti il terreno costa più caro e così si è costruito qui" "ma siamo disposti a correre il rischio". Pragmatismo francese!

Inghilterra
Il paese delle auotority
Quest'estate avevano alluvioni ovunque.

Quindi mi pare che il problema non sia diverso altrove.

Concordo che essendo l'Italia la nazione dei geologi professionisti, gli ordini dovrebbero fare di più.
Mi offro volontario per collaborare a fare qualcosa.


"Prosunt omnia quae obstant"
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Naturalmente è vero che la disattenzione sul territorio è diffusa nel mondo, ma si potrebbero citare numerosi esempi d’efficaci azioni dell’opinione pubblica per impedire interventi considerati a rischio. Negli USA, ad esempio, ho assistito a referendum su scala comunale contro operazioni speculative che lasciavano intravedere rischi per il territorio. I rischi penali per chi sbaglia, inoltre, sono concreti e mi sembra che come deterrente funzionino.
Lo scambio d’idee in questo forum credo sia interessante e batti e ribatti…..
Vaugondy

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