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io sono rassegnato !
Forse ritornando ad utilizzare il famoso slogan attaccato a tutte le vetrine ed i taxi di bologna nel 66 con PIU' GEOLOGI MENO FRANE le cose possono migliorare per un pò se c'è una ssociazione che mantiene desto il problema nell'opinione pubblica.
Opinione che diviene sensibile alle problematiche del dissesto idrogeologico solo quando si hanno eventi calamitosi con perdite di vite umane, poi passata l'emozione archiviato il problema.
Poi se ne torna a parlare al prossimo disastro.
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Non sarei così pessimista Antonio.....capita ora che qualche politico si ricorda di Sindaci che si vantavano di aver fatto declassificare il proprio territorio dal punto di vista sismico facendoci campagna elettorale.....ora è un po' diverso...ora si ascolta Cetto Laqualunque (per chi non lo sapesse è il personaggio comico interpretato da Antonio Albanese) nel suo primo comizio elettorale, che si vanta di aver fatto fare una legge per consentire di edificare nelle aree a rischio idrogeologico, insomma questo aspetto della cognizione dei rischi naturali e della coscienza se si può dire geologica un pochino è passato e anche se adesso molti del forum storceranno il naso, credo che da questo punto di vista Mario Tozzi, come divulgatore, ha dato il suo contributo. Il problema è che non può e non deve partire solo da un singolo che ha l'opportunità dell'utilizzo di un sistema di diffusione di massa, ma anche dagli Organi Professionali! Su questi, una volta che la maggior parte dei geologi ne è convinta, bisogna far pressione e pretendere che facciano la loro parte. Ma gli altri geologi sono d'accordo? Proviamo a contarci quanti ne siamo? Credo che siamo d'accordo in una minima percentuale altrimenti non ci ritroveremo un Consiglio Nazionale così e degli Ordini Regionali sullo stesso stampo, a cui la diffusione della cultura geologica importa poco, come la presenza del geologo nei ruoli chiave delle Pubbliche Amministrazioni. Massimo per favore non mi paragonare la Francia all'Italia, ma hai presente anche l'Italia dalle Marche in giù???? E non solo dove vivi tu? Da noi si sono costruite fior di strutture in tutte le aree golenali!!! Ma anche in alveo. Non solo alle pendici dei vulcani, dighe e città sopra faglie attive, ospedali ed Università sopra frane stranote! In Francia ad esempio hanno una normativa antisismica che vieta di costruire in prossimità di faglie attive, con tanto di regolamentazione e di fasce di rispetto, e non credo che la Francia sia più sismica dell'Italia! Da noi la tanto sudata e meditata normativa partorita in 5 anni e più, viste le continue modifiche dettate dalla continua lotta tra la ricerca del profitto e del minimo di sicurezza, dopo la tragedia di San Giuliano di Puglia e dopo le centinaia di migliaia di morti per terremoti dell'ultimo secolo, dice sull'argomento solo che "bisogna fare attenzione alle segnalazioni di faglie attive"!! da parte di chi? dei vigili urbani? e poi che facciamo? costruiamo lo stesso una bella diga, una bella centrale nucleare, una bella industria chimica, un bell'Ospedale, una bella Scuola o no? Ignorare che in Italia, più che in ogni altra parte del mondo occidentalizzato, subiamo e abbiamo subito vittime e danni per eventi sismici, franosi, alluvionali, vulcanici, legati anche a maremoti (ci manca solo l’asteroide) e che rispetto alle nazioni europee stiamo indietro in tutti i campi della prevenzione, vuol dire non rendersi conto in quale nazione viviamo. Per carità ora ci stiamo giocando anche l’acqua e tra un po’ tra inceneritori e discariche anche l’aria e il suolo. Ma dove la trovate una nazione civile dove si è costruita una diga in una zona non idonea che poi ha generato 2000 morti??? E i cui responsabili (intendo quelli veri) hanno continuato a governare e ad amministrare? Ditemelo! Dove con un traforo autostradale si è abbattuta una falda acquifera di 600 mt, depauperando la risorsa idrica più importante del centro Italia? Ditemelo! In questo caso addirittura non si è considerato neanche il reato dato che ne volevano fare un terzo di traforo in quella zona! Sono cose che mi interessa sapere, per capire dove l’ignoranza geologica ha superato quella italiana.
Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Iscritto: Sep 2000
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Non sei pessimista come me ??
Mi sembra che tu lo sia molto di più !
Convido pienamente quello che dici.
Non c'è una sola regione italiana,una provincia o un comune indipendentemente dal colore della amministrazione passata e presente che si salvi.
Nonostante le nostre lotte come singoli e come categoria, che adesso si sono di molto, ma di molto, attenuate.
Molti di noi sono stati inglobati nel sistema e tacciono o si defilano o si rassegnano perchè tengono famiglia.
Sei l'unico, devo riconoscerlo anche se non sempre abbiamo concordato in certe valutazioni, che hai il coraggio di dissentire pubblicamente dalle colonne di questo forum anche se sei sistemato come geologo.
Sinceramente devo felicitarmi con te.
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Iscritto: Jan 2007
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cari Antonio ed Alex
vi passo una chicca. Qualche anno fa ho lavorato per il progetto CARG in Val d'Ultimo o Ultental del foglio Appiano (Provincia Autonoma di Bolzano). Non ci crederai ma anche nell'efficientissimo e pignolo Alto Adige ne fanno....hanno costruito una strada per collegare alla valle il comune di Provais che (povero) pur essendo in Sudtirolo era di fatto isolato da questo e relegato in Italia. Buon proposito ma hanno pensato bene (grazie al finanziamento ottenuto da un politico del SVP) di costruirla per buona parte in galleria lungo...udite udite...la linea delle Giudicarie. E' da un pò che non vado da quelle parti ma fintanto che lavoravo c'era una ditta fissa per far fronte ai problemi sorti a seguito della costruzione: micropali messi a giorno, frane, crepe, e chi più ne ha più ne metta! Il geologo che ha fatto la relazione era molto famoso ma evidentemente nulla ha potuto contro la caparbietà del politico.
Per Massimo: si è vero che tutto mondo è paese, ma in quanto a calamità noi non ci facciamo mancare niente, meno degli altri.
un saluto Dario
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Iscritto: Apr 2005
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Il geologo che ha fatto la relazione era molto famoso ma evidentemente nulla ha potuto contro la caparbietà del politico Allora questo è un grosso problema, ma vi rendete conto di quanti danni si causano per tali atteggiamenti? Danni ambientali, economici e di immagine alla categoria! Ma allora perchè gli Ordini intervengono sulle morosità, sulla mancanza di crediti formativi e poi lasciano correre queste situazioni? L'ho già detto, anche di fronte a richieste di rinvio a giudizio o condanne per aver addirittura dichiarato il falso non ho mai sentito provvedimenti da parte degli Ordini Professionali!!! Queste situazioni non rigurdano la mancanza di professionalità ma sono qualcosa di molto più grave! Ma questo comunque è un altro discorso indipendente dalla mancanza di diffusione delle cultura geologica. La mancanza di cultura geologica presuppone la buonafede, forse chi non ha la volontà, pur avendone il compito e gli strumenti per diffonderla, è in malafede.
Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Iscritto: May 2005
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Notoriamente amministratori e costruttori (con poche eccezioni e per non parlare di certe categorie professionali) non vedono il geologo come un tecnico capace di fornire, attraverso adeguati studi ed approfondimenti, le indicazioni affinché gli interventi sul territorio siano effettuati nei siti adeguati e nel rispetto delle esigenze di sicurezza ma, piuttosto, come un “rompiscatole” che può impedire la realizzazione delle opere. Questo concetto (avendo tali figure il controllo dei media) è molto spesso trasmesso anche all’opinione pubblica, la cui attenzione quando accadono i disastri viene scientificamente deviata dalla ricerca delle cause e dei responsabili verso il pietismo per le vittime - vedi raccolta fondi, mobilitazioni, ecc., che naturalmente sono giustissime ma non dovrebbero essere strumentalizzate. Anche per questi motivi ritengo che i geologi, soprattutto attraverso il Consiglio Nazionale e gli Ordini Regionali, ai quali non mancano ne fondi né capacità organizzativa, dovrebbero avviare iniziative per rompere questa perversa catena e promuovere un’azione finalizzata alla diffusione della cultura geologica. Vaugondy
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Iscritto: Apr 2005
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Vaugondy non posso che di nuovo essere d'accordo con te ma vedo che qui siamo io, te e Antonio Scaglioni ah...e anche Massimo Trossero.......un po' pochini vero? Però penso che insistendo.....ad esempio De Paola si convinse, grazie, credo, anche ad una mia e-mail ad inserire nel bollettino dei geologi uno spazio dedicato alle grandi opere con le opinioni dei geologi messe a confronto.....molto interessante.....coraggioso....poi forse qualcuno gli ha suggerito, o egli stesso si è convinto, di non portare tanto avanti certi argomenti (TAV...ponte sullo stretto di Messina..ecc) e qui si dimostra tutta la debolezza di una categoria. Appena ho tempo per quanto mi riguarda solleciterò l'Ordine Regionale, nella speranza che qualcosa di concreto si faccia. Adesso c'è seriamente il rischio che l'impegno dei corsi APC faccia si che la conoscenza geologica ce la raccontiamo sempre tra noi geologi, che non è male, però bisogna per forza sempre guardare fuori altrimenti la categoria sparisce... Toc...toc....Egidio ci sei? Stai seguendo questo thread? Che ne pensi se po fa? Dai facciamo la faccia abbronza alla Obama e convinciamoci che "YES WE CAN". Io ho cominciato da oggi a riprendere il sole e dal punto di vista dell'abbronzatura sto apposto 
Ultima modifica di Alex-64; 09/11/2008 19:25.
Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Iscritto: May 2005
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Caro Alex - hai ragione, sono certamente argomenti complessi che necessitano di una strategia ad ampio respiro e, mi rendo conto, l’apertura di un fronte sulla diffusione della cultura geologica nella nostra società necessita d’idee chiare, notevoli energie e azioni intelligenti ed efficaci. La nostra è una categoria complessivamente giovane, con una classe dirigente a livello nazionale e regionale che a me sembra, nel suo complesso, sufficientemente preparata. Ho però l’impressione che siamo sempre alle prese con i soliti problemi, quasi bloccati da logiche non sempre comprensibili, e che più là non si riesca ad andare. La discussione su questo argomento non suscita l’interesse della platea; un vero peccato perché è con il confronto che nascono le idee. Ciao Vaugondy
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Iscritto: Oct 2008
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L'amico Scaglioni mi è conmpagno nell'età anagrafica, nella lunga attività professionale e nelle antiche battaglie per l'affermazione della Categoria quando nelle riunioni, convegni e congressi discutevamo sul "ruolo dei Geologi nel contesto socio-econmico del Paese". Il tema era ricorrente e sempre era proposto con circostanziate denunce che i tragici eventi che periodicamente, ad ogni inizio della stagione autunnale, si abbattevano sulle città e sulle campagne provocando lutti e danni patrimoniali, erano da ascriversi alla miopia della classe politica. L'opinione pubblica era perfettamente consapevole, suo malgrado, della fragilità del territorio italiano ma tuttavia altrettanto inerme davanti al pressappochismo dei politici che invariabilmente si presentavano sul luogo dei disastri mostrando incolmabile cordoglio e promettendo che mai più si sarebbero dovuti lamentare perdite umane e danni patrimoniali. La nostra Categoria ha sempre fatto la sua parte nell'opera di sensibilizzazione verso i rischi geologici e la salvaguardia del territorio nazionale ma gli appelli non hanno mai trovato adeguata attenzione nel mondo politico che era, al contrario, più interessato a dispensare contributi per mero tornaconto elettorale e clientelare. E il vizio non si è ancora perduto. Nel 1979 scrissi un articolo, pubblicato sulla rivista L'Ingegnere (edita dall'ANIAI), titolato "Il ruolo della Geologia nella pianificazione territoriale". Nella premessa citavo gli eventi calamitosi che avevano alluvionato l'anno precedente la Val d'Ossola e dove perirono 18 persone e tantissimi furono i feriti olte a ingentissimi danni alle abitazioni, alla rete viaria e ferroviaria, alle colture agrarie. Solo in termini di soldi i danni furono preventivamente stimati in 100 miliardi di lire e non si è mai saputo il conto finale. Non dimenticavo, poi, le frane e le alluvioni di Genova, le piene dell'Arno e l'alluvione di Firenze, il Polesine, la Calabria, le frane di Agrigento, i crolli di Napoli e la tragedia del Vajont (che mi vide come militare nell'opera di soccorso). Dopo l'alluvione di Firenze del 1996 il Parlamento insediò la Commissione Interministeriale per lo studio della sistemazione idraulica e della difesa del suolo (la c.d. Commissione De Marchi) che elaboro un'accurata e dettagliata analisi delle componenti fisico-antopiche formulando, nelle conclusioni, i criteri per l'adeguamento delle strutture tecnico-amministrative, l'aggiornamento della legislazione sulle opere idrauliche, lo snellimento delle procedure. Cosa oltremodo importante veniva preventivato un impegno di quasi 10.000 miliardi di lire (con valuta al dicembre 1969) da spendere nei successi trentanni. Inutile dire che in sede politica la Relazione De Marchi non ha partorito niente di quanto atteso. Quel mio articolo, datato 30 anni addetro, potrei oggi riproporlo integralmente tanto il qudro generale è rimasto inalterato! Nel così lungo periodo da quando sono impegnato nei problemi della nostra Categoria mi capita spesso di appurare che non sono tanto i cittadini ad avere scarsa cultura geologica quanto, invece, è la classe politica ad essere culturalmente incolta, arrogante e presuntuosa, tetragona alle innovazioni e ai moniti che provengono dal mondo tecnico-scientifico e professionale che rappresenta, pur sempre, la classe pensante del Paese. Andrea Maniscalco
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egregio collega geol. Maniscalco avrei molto piacere ad avere una copia dell'articolo citato
cordialità Alessandro Cascone
Ultima modifica di cascone; 12/11/2008 08:55.
Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui" (Ezra Pound)
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