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Salve a tutti, volevo un parere generale circa un mio dubbio:
secondo voi, nel caso in cui si realizzi un pozzo in calcari carsificati con fratturazione e quindi permeabilità disomogenea, e si faccia una prova di portata, ha senso parlare di cono di influenza?
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In certe condizioni i mezzi permeabili per fratturazione possono essere studiati, almeno in prima approssimazione, con tecniche analoghe a quelle utilizzate per mezzi permeabili per porosità. In generale la condizione necessaria per operare questa scelta dipende dalla scala del problema e dalla densità e distribuzione della rete di fratture. In linea di massima se la spaziatura delle fratture è ridotta, se la rete di fratture è regolarmente distribuita all'interno dell'ammasso roccioso e se la scala del problema, nel caso specifico la presunta estensione dell'area interessata dal drenaggio, è sufficientemente estesa, allora il problema può in prima approssimazione essere affrontato utilizzando l'approccio del mezzo poroso. Il mezzo fratturato viene quindi assimilato ad un equivalente poroso ed in questi casi si può parlare di cono di influenza. Se invece il mezzo è caratterizzato dalla presenza di importanti discontinuità persistenti ed aperte in grado di condizionare con la loro presenza la circolazione idrica all'interno dell'ammasso, il metodo dell'equivalente poroso non è più applicabile e di conseguenza anche il concetto di cono di influenza perde un po' il suo significato. Saluti
G. Bernagozzi
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