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Ciao a tutti, sono stato chiamato per una consulenza in merito all'inquinamento di tipo organico riscontrato in alcune opere di captazione profonda (dreni suborizzontali) destinati al prelievo di acqua per il consumo umano
Si tratta di sorgenti poste in un ambito montano, ancora integro.lo schema dell'impianto prevede 5 dreni suborizzontali che captano acqua da un acquifero fessurato costituito da basalti, diaspri e calcari con un limite inferiore rappresentato da una Formazione argillitica
I dreni hanno profondità variabili dai 90 ai 130 m con il primo tratto cieco di lunghezza variabile tra i 30-40 m; al fine di verificare le condizioni di conservazione dei dreni è stata fatta una videoispezione che non ha messo in evidenza nulla di significativo
Sui 5 dreni che costituiscono l'impianto 4 sono inquinati e 2 di essi partono in adiacenza ad un corso d'acqua di ambiente montano e lo incrociano a partire dalla progressiva dei 30-40 m (proprio dove parte il tratto fenestrato)
Le analisi batteriologiche effettuate hanno evidenziato una certa corrispondenza tra l'inquinamento di tipo organico e le piogge (registrando superi proprio in corrispondenza degli eventi pluviometrici), mentre nei periodi secchi le acque non sono risultate inquinate...
Al fine di formulare alcune valutazioni sulle cause dell'inquinamento ho provveduto a mappare tutte le zone di affioramento del substrato (che ritengo essere le zone di alimentazione a maggiore vulnerabilità)
Tramite colleghi sono venuto a sapere che anche altre sorgenti, presenti nello stesso contesto ambientale, hanno manifestato tale problematica: la ricostruzione della circolazione sotterranea è stata effettuata immettendo nelle probabili zone di alimentazione una soluzione ad alta concentrzione di NaCl e registrando la variazione di conducibilità delle fonti. Una volta ricostruita la circolazione sotterranea si è provveduto d impermeabilizzare le zone di alimentazione.
Volevo sapere se qualcuno aveva altre idee sulle indagini da eseguire per indagare l'acquifero in modo da individuare le possibili cause d'inquinamento (a monte, fuori dall'area in concessione sono presenti alcuni pascoli in cui stazionano cavalli e mucche) ed indicare qualche suggerimento interventuale (si pensava di allungare il tratto iniziale cieco del dreno...però con i dati che ho in mano non ho ovviamente idea se possa funzionare e se sia sufficiente)
Grazie a tutti e buon lavoro
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di che tipologia è l'inquinamento organico?potrebbe trattarsi di una dolina in un terreno soggetto a spargimento reflui?la repentina presenza di inquinanti colegata alle piogge mi fa pensare ad un sistema di alimentazione carsico,potresti indicare qualche dato sul tipo di inquinamento e sulla geologia della zona?i calcari sono alla sommità?
Ciò che è stato sarà e ciò che si è fatto si rifarà,non c'è niente di nuovo sotto il sole
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L'inquinamento è di tipo batteriologico, si tratta di coliformi fecali, streptococchi, stafilococchi e pseudomoras...in pratica sono batteri che si possono ritrovare in escrementi di animali o nella generica decomposizione di vegetali (l'area è prevalentemente boschiva)
La geologia prevede una successione ofiolitica rovesciata con alla base la Formazione Argillitica sormontata da calcari a calpionella, diaspri e basalti. Affiorano in prevalenza basalti e localmente diaspri...le opere di captazione sono impostate nei basalti che in affioramento si presentano molto alterati e fratturati e rappresentano presumibilmente le zone di alimentazione dell'acquifero.
dal rilevamento di superficie ritengo che le problematiche siano legate in massima parte all'infiltrazione delle acque superficiali con elevata carica batterica nell'a.r. fratturato in corrispondenza delle zone di affioramento che costituiscono le porzioni non protette dell'acquifero stesso, però ho difficoltà a ricostruire la circolazione sotterranea.... senza contare l'influenza del corso d'acqua vicino e la presenza di pascoli a monte dell'area, al di fuori della concessione mineraria....
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Non ho capito una cosa. Questa opera di captazione è di recente costruzione e sin da subito ha manifestato i problemi di inquinamento o esisteva da tempo ed ha cominciato a manifestare problemi di recente? Se fosse questo secondo caso, sarebbe utile cercare di capire cosa è cambiato nel bacino di alimentazione dell'acquifero...
Impermeabilizzare le zone di alimentazione...ma così non vai ad incidere negativamente sulla portata emungibile dall'opera di captazione?
Ultima modifica di s.zanarello; 10/03/2009 08:26.
Stefano Zanarello
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Le opere di captazione sono state realizzate nel 1994-1995, i primi sintomi di inquinamento sono stati registrati a partire dal 2004...l'area a monte delle fonti è ancora integra in termini geomorfologico-vegetazionali, non sono stati fatti interventi antropici di nessun genere ad eccezione della presenza di alcuni allevamenti di cavalli a partire dal 2006, posti comunque al di fuori della concessione...
L'intenzione, in analogia con altre situazioni riscontrate in sorgenti vicine, è quella di individuare le zone in cui c'è un ingresso diretto delle acque di prima pioggia nell'acquifero e cercare di isolarle. Il bacino di alimentazione delle sorgenti è estremamente vasto per cui l'attuazione di interventi puntuali di "impermeabilizzazione" non va assolutamente ad incidere sul bilancio delle sorgenti stesse...il problema è riuscire ad individuare queste zone.....
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Quanti cavalli per ettaro ? concentrati o bradi ? distanti o vicini al corso d'acqua ed agli affioramenti rocciosi? l'edificio che li ospita durante la stabulazione notturna o invernale è munito di concimaia con raccolta del percolato idem per le deiezioni liquide ?
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Da quanto visto sul terreno si tratta di una ventina di unità, sono allo stato brado e localizzati a circa 1 Km a monte delle sorgenti, non escludo che qualche unità possa stazionare ad una distanza inferiore a quella indicata, tuttavia il limite dell'area a pascolo in cui dovrebbero rimanere confinati è posto a circa 500-600 m di distanza dalle sorgenti. Non sono presenti strutture di alcun genere
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