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Io sono da pochissimo iscritto a questo forum, ma girovagando qua e là ho rilevato che parlano un po tutti di faglie....Ma delle placche non ne tratta nessuno? Non posso immaginare che un geologo non sappia che le tensioni partono dal l'inevitabile movimento delle placche.....Non dovrebbe la penisola, nei secoli a venire consentire agli Albanesi di non bagnarsi più i piedini, ed il mare Adriatico diventare una sorta di MarAdriaticoMorto?
O sono troppo ignorante io (il che è vero!)oppure si da più importanza allo studio dell'acqua che bolle senza tener in considerazione ciò che la fa bollire......Qualcuno mi illumini, perchè io ho parenti in Friuli, Romagna, ( mio fratelo e la moglie si son sentiti spostare con le loro sedie alle 22,30!) in Umbria (e lì lo ricordo anch'io da bambino) e a Roma mio nipote penso si sia dovuto fare il Bidet.....Tanto lìha avvertita con forza nella zona dove abita....
Vi prego amici.....datemi un vaticinio......
McCoy pensaci tu!http://www.geoforum.it/images/icons/default/cry.gifhttp://www.geoforum.it/images/icons/default/cool.gif

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Premesso che pare accertato che la previsione di un terremoto è impossibile (o meglio, estremamente improbabile) e che la prevenzione è sicuramente la migliore strada percorribile (incentivi magari sulla costruzione di case di legno, piano casa completamente rivisto, ecc.) resta comunque il problema di tutte le abitazioni finora costruite e sulla "mancanza di azione" delle autorità preposte alla luce di uno sciame sismico che durava da (troppo?) tempo.
Voglio dire, non sono un esperto, ma se guardo la lista dei terremoti recenti sul sito ingv da gennaio a oggi, è allarmate constatare che praticamente l'80% sono in territorio aquilano e dintorni.
Nessuno dice che si sarebbe dovuto sgomberare la città (anche perché mi pare che il sindaco non abbia questo potere, può solo basarsi sui warning della protezione civile), ma magari si poteva ordinare una verifica tecnica almeno degli edifici pubblici e "consigliare" alla popolazione di chiedere a geologi e ingegneri una verifica della casa. Chiedo agli esperti, era fattibile questa cosa?
Ora, molte delle recenti scosse sono localizzate nella zona di campotosto (faglia, mi pare di capire, diversa da quella aquilana, ma probabilmente attivatasi in seguito alla scossa del 6). Chiedo di nuovo agli esperti, sapete se la protezione civile sta facendo qualcosa (a parte il monitoraggio passivo) per questo (nuovo?) sciame sismico (se di sciame sismico si può parlare) o si aspetta semplicemente che accada un nuovo evento?

Che ne pensate?
[/quote]

Tra il dire e il fare....
1) l'iter della nuova normativa sismica è iniziato nel lontano 2003 a seguito del terremoto in Molise (mia regione di origine). recentemente la sua entrata in vigore è stata ulteriormente prorogata fino al 2010, ma sembra che dopo questo terremoto qualcuno si sia spaventato e si stia facendo un passo indietro.
2) è ovvio che anche se la normativa va in vigore domani il problema persiste per gli edifici "vecchi" (che poi tanto vecchi non sono, visto che l'ospedale mi sembra fosse del 2000, quindi doveva essere costruito già bene...).
3) Esiste la possibilità di adeguare sismicamente gli edifici esistenti: interventi molto costosi per cui il pubblico non ha o non vuole trovare i soldi, ed il privato o non ci pensa o se ne frega letteralmente sottovalutando il problema.
3) in Italia siamo ormai da sempre abituati ad aspettare il botto per fare qualcosa. Spesso anche il doppio botto visto che in Molise non è bastato il terremoto del 2003 per far avviare controlli ovunque; infatti nelle fasi immediatamente il sisma ci fu una frenetica corsa a trovare crepe e lesioni anche in zone non toccate dall'evento pur di accaparrarsi quei pochi spiccioli che passava il governo. ma per gli edifici pubblici, gli edifici scolastici si fece poco o nulla e nei pochi casi in cui effettivamente si era iniziato a discutere sulla idoneità delle strutture ad oggi devono ancora essere approvati i progetti per le ristrutturazioni o gli adeguamenti. è di pochi giorni fa la notizia che il mio vecchio Liceo (che frequentavo circa 20 anni fa e del quale era risaputa la debolezza strutturale) sarà chiuso per essere finalmente ristrutturato...ci voleva una secondo sisma per prendere questa decisione.
4) Quanto alla tua ultima domanda mi spiace ripetere che siamo del tutto impotenti contro le forze della natura: non possiamo sapere se, quando e quale struttura si attiverà. possiamo solo mettere in guardia sulla loro esistenza e sperare che chi di dovere ci ascolti (progettisti in primo luogo).

Ciao
Katiuscia

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...ma magari si poteva ordinare una verifica tecnica almeno degli edifici pubblici e "consigliare" alla popolazione di chiedere a geologi e ingegneri una verifica della casa ...era fattibile questa cosa?


secondo me era fattibile, questo sì, invece l'evacuazione mi sembra inverosimile (anche se oggi parlandone a posteriori sarebbe stata proficua)

Ultima modifica di capoUOB26; 15/04/2009 17:07.
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...ma magari si poteva ordinare una verifica tecnica almeno degli edifici pubblici e "consigliare" alla popolazione di chiedere a geologi e ingegneri una verifica della casa ...era fattibile questa cosa?


secondo me era fattibile


Certo che era fattibile ma il terremoto avrebbe comunque anticipato tutti...come detto nel precedente post in Molise sono passati ben sei anni ed ancora è stato fatto poco.

Tra il dire e il fare...

Katiuscia

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>"consigliare" alla popolazione di chiedere a geologi e ingegneri una verifica della casa

Tu pensa che lo stiamo facendo in molti a Catania, zona 2, dove del sottosuolo si conosce tutto.

>la possibilità di adeguare sismicamente gli edifici esistenti...
...costruiti prima della normativa.
Ecco qui casca l'asino, per via degli eventuali costi.

>se la protezione civile sta facendo...

Bisogna sempre specificare QUALE protezione civile, visto che ce ne sono 4 gradi.






NON GEOLOGA
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Io sono da pochissimo iscritto a questo forum, ma girovagando qua e là ho rilevato che parlano un po tutti di faglie....Ma delle placche non ne tratta nessuno? Non posso immaginare che un geologo non sappia che le tensioni partono dal l'inevitabile movimento delle placche.....Non dovrebbe la penisola, nei secoli a venire consentire agli Albanesi di non bagnarsi più i piedini, ed il mare Adriatico diventare una sorta di MarAdriaticoMorto?
O sono troppo ignorante io (il che è vero!)oppure si da più importanza allo studio dell'acqua che bolle senza tener in considerazione ciò che la fa bollire......


Nominare la tettonica delle placche per giustificare un movimento lungo una faglia che ha provocato uno spostamento un sisma, è come partire dal big bang per spiegare un meteorite che passa in orbita vicino la terra.
L'appennino si è formato grazie allo scontro tra due grandi placche (africana e euro-asiatica) ma parlarne ha senso solo per giustificare l'esistenza stessa del campo di stress. Ma parliamo comunque ad una scala che comprende tutta l'Italia.
Quello che deve invece interessare è:
1) conoscere l'insieme delle strutture (faglie) che potrebbero causare "problemi", e pare che sia stata fatta una carta delle faglie attive su tutto il territorio nazionale;
2) Determinare come il sito "risponde" alla sollecitazione;
3) in conseguenza al punto 2) costruire in modo opportuno.


Poi che l'adritico si chiuda o no tra qualche milione di anni interessa poco, sopratutto visto che noi qui non saremo presenti

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mi permetto di dire che un sisma di 6.3 in qualsiasi altra città del centro italia (e mi limito al centro italia) immagino che causerebbe più o meno lo stesso disastro, dato che non si costruisce male solo all' Aquila e dintorni ma anche nella maggiorparte delle altre città. Aggiungo che assai spesso vengono concessi Permessi di Costruire e Nulla Osta sulla base di "conoscenze" ed interessi, piuttosto che sulla base di effettivi controlli e verifiche. Inoltre il boom edilizio degli anni '70 ha dato vita ad interi isolati di edilizia residenziale e pubblica tuttora esistenti e abitati, che converrebbe demolire e ricostruire piuttosto che ristrutturare, dati i costi elevati, i tempi lunghi, ma soprattutto per l'efficacia dei risultati. Mi permetto altresì di dire che la stessa normativa edilizia ed urbanistica è anti-diluviana ed assolutamente insufficiente a garantire la sicurezza totale in caso di forti terremoti. Basti pensare che ancora si costruisce con materiali pesanti, poco elastici, e assolutamente disomogenei tra loro. Anche se la struttura portante (travi e pilastri) di una costruzione in cemento armato può resistere ad un sisma perché costruita a norma, cosa dire di tutte le parti rigide (tamponature esterne, e tramezzature varie) in laterizio o altro? Non mi risulta che la norma disciplini adeguatamente anche queste, che, come è ovvio pensare e come si è visto, in caso di forte sisma praticamente esplodono, e correggetemi se sbaglio. I benpensanti e i governanti sono arrivati a colonizzare la luna impiegando materiali e fibre di tessuti ultra tecnologici per viaggiare nello spazio a velocità supersoniche e non venitemi a dire che l'unico materiale da costruzione è il cemento armato e il laterizio!!!

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Sono d'accordo con te Cloz.
Pensa che su it.scienza.geologia c'è chi sostiene la superiorità del cemento armato che avrebbe caratteristiche di omogeneità (!) rispetto ad altri materiali strutturali (legno e acciaio).

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L'ordinanza di evacuazione generale di una città la emette il Prefetto delegandone l'esecuzione al Sindaco.

L'ordinanza di evacuazione di edicifi la emette il Sindaco.


NON GEOLOGA
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Originariamente inviato da: Ignazio Caccamo


Nominare la tettonica delle placche per giustificare un movimento lungo una faglia che ha provocato uno spostamento un sisma,..............................
L'appennino si è formato grazie allo scontro tra due grandi placche (africana e euro-asiatica) ma parlarne ha senso solo per giustificare l'esistenza stessa del campo di stress. Ma parliamo comunque ad una scala che comprende tutta l'Italia.
Quello che deve invece interessare è:
1) conoscere l'insieme delle strutture (faglie) che potrebbero causare "problemi", e pare che sia stata fatta una carta delle faglie attive su tutto il territorio nazionale;
2) Determinare come il sito "risponde" alla sollecitazione;
3) in conseguenza al punto 2) costruire in modo opportuno.


Poi che l'adritico si chiuda o no tra qualche milione di anni interessa poco, sopratutto visto che noi qui non saremo presenti
In primis la questione tettonica è saltata fuori ( e meno male) quando ieri sera nella trasmissione "Porta a Porta" è stato finalmente concesso ad un signor GEOLOGO di parlare, ed è lui che spiegando la storia delle faglie, dando le mappature, anche se poi non gli hanno dato troppo tempo per spiegare bene al grande pubblico le varie cose, ha parlato di placche e del futuro, ma ha accennato anche alla velocità di spostamento della penisola verso oriente dandone una misurazione. E comunque, sia che avvenga oggi , domani o dopo, o fra dieci o cento millenni, la Terra non è nostra, ma dei nostri figli, e noi abbiamo il dovere sacrosanto di dare loro in eredità tutto quel che possiamo per evitare che maledicano il nostro menefreghismo...Tanto non ci saremo...Non mi è piaciuta da un Siculo. Spero scherzassi...
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