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Grazie per la segnalazione George, il metodo descritto sembra fare al caso mio.
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OP
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Tia, ma ti riferisci allo stoccaggio di quali materiali, E in uno scavo profondo quanto, e in un sottosuolo di quale adddensamento, con quale altezza prevista massima dei materiali stoccati? McCoy, volevo partire da un caso specifico per affrontare un caso più generale: come fare a stimare i cedimenti indotti nel terreno naturale in seguito ad un sovraccarico che non sia rappresentato da una fondazione. Mi sono già posto il problema nel caso ad esempio della pratica che talvolta si è soliti utilizzare in edilizia per consentire la realizzazione di piccoli interventi in terreni scadenti in superficie, che consiste nella sostituzione del terreno sciolto con materiale granulare addensato con buone caratteristiche geotecniche. In questo caso finora ho sempre tralasciato la determinazione dei cedimenti indotti nel terreno naturale dal sovraccarico dovuto alla posa del nuovo materiale più denso, ipotizzando che fossero trascurabili, anche perchè si è sempre trattato di aree con estensione limitata. Ma ora volevo approfondire di più l'argomento, anche alla luce di un problema che ho tra le mani riconducibile a quello sopra descritto, anche se di altra natura e che interessa un'area molto più vasta. In questo caso il sovraccarico sarà dato dalla sostituzione del materiale naturale (sabbia limosa poco addensata) per circa 2,5-3m di spessore con altro materiale più addensato in modo tale da raggiungere il p.c., per un'area con larghezza di circa 25m.
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Tia, adesso è chiaro, prima non si capiva tanto cosa volevi sapere.
Nel caso reale che citi, io stimerei un incremento al piano di posa di 15-20 KPa, se hai un Ed dei limi sabbiosi di 10-20 MPa il riporto può cedere di qualche cm, più al centro e meno ai bordi.
Per cui forse è meglio aspettare qualche tempo prima di costruirci, anche se si tratta di terreni permeabili.
In ogni caso, dai dati che fornisci, potremmo aspettarci un cedimento minimo di 5 cm al centro, 2-3 ai lati
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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...delta gamma = 5kN/m3 (20-15)
x3m = 15kN/m2 (incremento ipotizzato), d'accordo Mc?
applicando la teoria dell'elasticità forse al posto dell'edometrico (Ed)stimato con Schultze Mezembach userei però (E; Young) stimato così che è ovviamente inferiore e cedimenti forse maggiori tutti da verificare...:
Es [kPa] = 4*N1(60) x 95,76 (conversione da tsf)
george
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Iscritto: May 2000
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Se vi può essere utile a questo riguardo vi sono un paio di interessanti articoli negli atti dell'ultimo convegno AGI di Abano. Si basano tutti sui dati ricavati e calcolati per il terrapieno sperimentale di Mestre.
m.
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Iscritto: Mar 2004
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George, OK per l etue ipotesi, soltanto in base alla letteratura tecnica recente sembra che non ci sia tanta diferenza tra E e Ed in condizioni drenate, a causa del basso modulo di Poisson relativo ai terreni granulari, per cui io uso indiferentemente uno o l'altro con errore minore delel incertezze nel parametro stesso.
I valori di Poisson sembrano essere molto minoridi quelli forniti da Bowles
I riferimenti adesso non li trovo, un articolo di Mike Duncan su geoengineering che cita anche Jamolkowsi e Lopresti
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Tia, adesso è chiaro, prima non si capiva tanto cosa volevi sapere.
Nel caso reale che citi, io stimerei un incremento al piano di posa di 15-20 KPa, se hai un Ed dei limi sabbiosi di 10-20 MPa il riporto può cedere di qualche cm, più al centro e meno ai bordi.
Per cui forse è meglio aspettare qualche tempo prima di costruirci, anche se si tratta di terreni permeabili.
In ogni caso, dai dati che fornisci, potremmo aspettarci un cedimento minimo di 5 cm al centro, 2-3 ai lati
Dai dati che ho a disposizione l'incremento di carico al piano di posa è di 34 kPa. Il modulo elastico dei terreni, derivato dalle usuali correlazioni con gli Nspt, è di 9 MPa (media ponderata). McCoy, che metodo hai usato per valutare i cedimenti minimi? Con i dati di progetto ho provato a valutare i cedimenti utilizzando tre differenti metodi. Con il metodo di Timoshenko&Goodier (utilizzato a rigore per le fondazioni) ottengo, ipotizzando l'area di fondazione pari all'area di carico, un cedimento al centro di circa 6cm ed agli spigoli di circa 1,5cm. Con il metodo di Burland&Burbidge (utilizzato a rigore per le fondazioni) ottengo un cedimento immediato di circa 5cm, che diventano 7cm dopo 50 anni per il contributo dei cedimenti di tipo viscoso. Con il metodo suggerito da George, descritto nella dispensa di geotecnica dell'Università degli Studi di Firenze linkata sopra, applicabile ad un'area di carico di tipo rettangolare, ottengo cedimenti molto più elevati: 13cm al centro e 6,5cm allo spigolo. Ho notato che questo metodo, a differenza degli altri due sopra elencati, è inoltre molto più sensibile all'aumento delle dimensioni dell'area di carico: all'aumentare della lunghezza L il valore dei cedimenti aumentano in modo rilevante. Alla luce dei risultati sopra esposti, secondo voi, qual è il metodo più idoneo da utilizzare per il mio problema?
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Se vi può essere utile a questo riguardo vi sono un paio di interessanti articoli negli atti dell'ultimo convegno AGI di Abano. Si basano tutti sui dati ricavati e calcolati per il terrapieno sperimentale di Mestre.
m. Ciao Marco, sai per caso se la documentazione che citi è disponibile in rete? grazie
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Personalmente utilizzerei il metodo di Timoshenko&Goodier o quello di Schmertmann.....!
saluti, agi
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Tia, un incremento di 34 KPa = 11 KPa e oltre di delta_gamma al metro di riporto  . Mi sembra tanto, come ci sei arrivato???
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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