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Quali sono le indagini geognostiche utili per redarre la relazione geologica di un progetto di adeguamento sismico di un edificio scolastico in pieno centro abitato? La Carta geologica mi dice che nell'area di progetto sono presenti scisti filladici. Ringrazio quanti vorranno intervenire. Cordiali saluti Gaia
Gaia
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Sondaggi geotecnici, alcuni dei quali attraversino le fondazioni
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Mmmm....., "Scisti filladici", assolutamente nessun problema per fondazioni di una scuola, ma sovente sono ricoperti da spesse coltri moreniche molto eterogenee. In città puoi inoltre aspettarti una serie di materiali di riporto. Lo spessore e la caratterizzazione geotecnica della copertura credo sia il primo obbiettivo dei sondaggi. OCCHIO ALLE ETEROPIE e alle eventuali variazioni di spessore della coltre, in condizioni sismiche questi aspetti sono estremamente importanti. Hai inoltre una buona occasione per iniziare a mettere in pratica le prescrizioni della nuova OPCM ed assegnare gli spettri di risposta tipici classificando il tipo di sottosuolo.  :p 
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Mi occupo poco di indagini in zona sismica, sarebbe interessante che la discussione si estendesse alla nuova normativa, perchè se è vero che le indagini si debbono riferire al DM 11/03/88 è anche vero che la recente normativa entra nel merito indicando classi litologiche ecc. e in definitiva mi pare che facendo le indagini si vada a finire sempre nella classe peggiore. A tutt'oggi non vi è una norma coordinata che definisca la materia geologico tecnica in maniera esuriente. A Gaia dico di fare le indagini in sito, almeno due sondaggi con prove in foro e prelievo di campioni (liquef), sarebbe bello attraversare le fondazioni ma spesso le macchine non le possono avvicinare, quindi, suggerire al progettista un piccolo scavo per disseppellirle, di consultare le cartografie e altre info che si trovano on line, di cercare qualsiasi indizio di strutture sepolte in un ragionevole raggio dall'edificio, di seguire una ricerca storica
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sarebbe interessante che la discussione si estendesse alla nuova normativa, perchè se è vero che le indagini si debbono riferire al DM 11/03/88 è anche vero che la recente normativa entra nel merito indicando classi litologiche ecc. e in definitiva mi pare che facendo le indagini si vada a finire sempre nella classe peggiore. Sono d'accordo, discussioni sulla nuova normativa permettono di prepararci all'entrata in vigore della stessa (ottobre?). Sono già emersi alcuni aspetti interessanti in seguito a discussioni in questi fora. Un'appunto per Massimo: facendo le indagini si riuscirebbe a collocare il terreno nella giusta classe di risposta sismica, mentre non facendole si andrebbe spesso ad adottare la classe peggiore per cautela. O mi sbaglio? Questo della decisione sulla classe litologica mi sembra un argomento interessante: saranno obbligatori i sondaggi e quale libertà di interpretazione o estrapolazione avremo? Come si comporteranno gli uffici di controllo? se si comporteranno... Chi apre questa discussione nel forum di geotecnica? o in questo? 
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Sto facendo un indagine in un comune di nuova introduzione in classe 3, da quello che ho capito posso trattarlo come non sismico. Però mi piacerebbe studiarlo come sismico per verificare un modo di lavoro. Per ora ho fatto solo penetrometrie dinamiche e pozzetti, pensate che in una condizione standard possa bastare? Non vi è falda, la roccia è a poca profondità, sono su un versante. Non ho capito bene come si dovrà fare la verifica di stabilità dello stesso, penso chiederò al softwarista.
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Massimo, rivedendo la nuova normativa leggo: La stabilità dei pendii ... può essere verificata con metodi semplificati di tipo pseudo-statico, salvo nei casi in cui la superficie topografica ed il profilo stratigrafico presentino irregolarità molto marcate....e nel caso di terreni capaci di sviluppare pressioni interstiziali elevate, o di subire perdite rilevanti di rigidezza sotto carico ciclico ora, il metodo pseudo statico è quello che normalmente utilizziamo (Bishop, Jambu ecc.) con l'aggiunta di forze inerziali dovute all'azione sismica. L'entità di tali forze è pari a FH=0.5 S ag/g W, dove ag nel tuo caso è 0.15, S varia da 1 a 1.35 secondo la classe litologica (vanno benissimo pozzetti e penetrometrie, basta conoscere Cu o Nspt). Fv è pari invece a 0.5* Fh Ora, questi parametri vanno introdotti dal softwarista o da noi stessi se utilizziamo un programma su excel, per esempio. Infine nei casi opportuni va aggiunto il coefficiente di amplificazione topografica PROBLEMA ANTICIPATO: in 1a zona sismica e con terreni sciolti sarà molto più difficle ottenere risultati che indichino stabilità (FS > 1). CONDIZIONI DINAMICHE: con marcate irregolarità topografiche o litologiche, argille sature e quick-clays, la verifica di stabilità deve essere efettuta in campo dinamico, con adeguato modello costitutivo del terreno. Il problema si complica notevolmente, tanto che non ti so rispondere e devo anch'io andarmi a studiare la materia. un collega tempo fa mi disse che è necessario un software molto costoso, ma non so aggiungere altro. Infine, anche per il caso pseudostatico, la Cu e il phi/c' andrebbero mdificati in funzione delle sollecitazioni cicliche del sisma.... Spero ci sia qualche collega che può corregermi e chiarire quello che non sono stato in grado di esporre. 
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Ulteriore aggiunta per Massimo: il metodo di Schmertmann per il calcolo dei cedimenti con E variabile (che utilizzi tu) è usato anche da ingegneri americani con ampissima esperienza, e in argille OC oltre che sabbie. L'argomento era uscito in una precedente discussione. A questo punto non resta che adeguarmi (oltre tutto il modello è anche più facile di quello che avevo in mente). 
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Massimo Online17,513 Jul 9th, 2026
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