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Vorrei affrontare un tema di più ampio respiro, che prima o poi dovremo affrontare, magari anche a debita distanza di tempo, dopo che avremo smaltito tutte le rabbie e le ire.
Al di la' del contributo che possiamo dare, in termini di invio di denaro, di collaborazione professionale e quant'altro (per inciso plaudo sinceramente all'iniziativa del mio Presidente dell'Ordine regionale che sta verificando la disponibilità degli iscritti ad aiutare attivamente le popolazioni disastrate: come giustamente faceva notare Scaglioni è il modo più giusto e adeguato di intervenire, anche contribuendo ad elevare la nostra figura professionale), ritendo che è nostro DOVERE, ognuno nei limiti delle sue competenze e capacità, di EVITARE che si ripetano in futuro cose di questo tipo, o meglio di limitare al massimo future sciagure.
Per tale motivo ho aperto questo nuovo topic, più mirato, al quale vi invito a partecipare.
Penso sia doveroso, da parte di noi geologi, analizzare con lo spirito più costruttivo del mondo, evitando quindi polemiche e quant'altro, l'applicazione delle nuove Norme Tecniche, alla luce del recente terremoto. Questo perché l'opinione pubblica ne ha sentito parlare in TV e quindi si attende giustamente che queste verranno applicate (forse verrà annullata la proroga, sulla spinta dell'onda emotiva?).
Noi tecnici sappiamo però quali sono i problemi di queste nuove norme, per cui dobbiamo far sentire ad alta voce le nostre perplessità, perché altrimenti passerà il messaggio che, una volta applicate, l'Italia sarà più sicura.
I punti deboli della nuova normativa sono tanti e vanno analizzate con la giusta attenzione. Invito quindi tutti i colleghi che hanno a cuore il futuro di questo Paese, a dare il proprio contributo, mettendo in luce proposte migliorative, o quant'altro. Ovviamente mi attendo anche un apporto costruttivo da parte del CNG, qui rappresentato da Egidio. Ripeto, senza polemiche, ma usando solo i mezzi tecnici di cui disponiamo.
Buttiamoci alle spalle le diatribe, le incomprensioni, cerchiamo di essere una volta tanto costruttivi: solo così potremo dare piena dignità alla nostra categoria, senza passare, per l'ennesima volta, per le cassandre di turno, completamente impotenti nell'incidere sulla pianificazione territoriale.


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Soprattutto, rende perplessi il fatto che le norme sono state emesse nel 2003 e dopo 6 anni ancora non entrano definitivamente in vigore...(a parte gli edifici strategici e di rilevanza, pertanto non ancora perfettamente delineati da tutte le regioni).

E come questi edifici siano rimasti in strutture del tutto vulnerabili 6 anni dopo l'emanazione di dette norme:

Prefettura di L'Aquila, edificio 'strategico' che dovrebbe esser rimasto agibile anche durante il sisma più severo:




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Mi pare opportuno citare questo intervento di un collega su altra sezione del Geoforum, in merito alla tanto vituperata correlazione Nspt-Vs30:

Volevo a tal proposito riportare di sotto le conclusioni della mia tesi di laurea in ingegneria civile (triennale) proprio sulle correlazioni di queste misure effettuate
[le misure SH sono determinate con la sismica di rifrazione con stendimento di geofoni su p.c.; le DH sono prove DownHole]
di sotto:

"In conclusione possiamo sostenere che dei 268 sondaggi che sono stati analizzati per i 65 comuni del progetto VEL della regione Toscana:

La classificazione antisismica ai sensi dell’OPCM 3274 eseguita sulla base dei risultati SPT e VS30 conduce alla stessa categoria di suolo solamente nel 70% dei casi.

La stima della velocità delle onde di taglio con il metodo di Otha e Goto o Schnaid non appare praticabile.

Il confronto tra i risultati delle prove SPT e DPSH considerando la granulometria non evidenzia una chiara e concreta correlazione.

Il confronto tra le velocità delle onde di taglio VS30 determinate dalle prove downhole, DH, e dalle prove di sismica a rifrazione, SH, conduce ad una correlazione soddisfacente ai fini della classificazione, con una tendenza per i valori determinati dalla sismica a rifrazione a risultare leggermente maggiori degli stessi determinati dalle prove downhole.
In particolare risulta VS30(SH) =1,0153 ∙ VS30(DH) con R2=0,49.

Quindi, colleghi, occhio a quello che scriviamo e a quello che tiriamo fuori dai nostri dati !

Tornando al tema NTC, io partirei, per ora, da questi punti che, in teoria, dovrebbero essere migliorati e che comuqnue dobbiamno denunciare all'opinione pubblica:

1) le indagini geologiche debbono essere programmate dal geologo
2) NON si può evitare di fare indagini su un terreno edificabile, utilizzando quelle realizzate in zone limitrofe
3) al geologo NON può essere limitato il suo campo di intervento, relegandolo a definire un semplice "modello geologico" e non ad elaborare una più articolata e complessa "relazione geologica"
4) la caratterizzazione sismica del sito non può essere lasciata al singolo professionista, mediante la semplice valutazione delle Vs30 (per inciso andrebbe tolta la possibilità di ricorrere alle prove SPT visto che il progetto VEL della Regione Toscana ed altri studi, come sopra confermato, hanno messo in luce l'impossibilità di correlare i due parametri) ma va realizzata sulla base di studi di microzonazione sismica di più ampio respiro, che tengano conto delle variazioni laterali, morfologiche, etc.

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Prendo volentieri parte a questa discussione anche perchè dubbi e incertezze sulle Ntc dopo quanto visto in questi giorni, e non solo (basta guardare qualche immagine di paesi interessati da eventi sismici negli anni passati), me ne sono nati a iosa.
Mi soffermo su quello che mi è sembrato più evidente. Quanti edifici sono crollati per cediemto o rottura di fondazioni? Da quanto ho potuto capire in quasi tutti il collasso è partito dai piani alti a causa di un distacco dei muri portanti e conseguente cedimento dei solai. Le fondazioni, in muratura con una base di appoggio a profondità non superiore a 50cm, lo dico perchè nel mio paese Rivisondoli(AQ) sono fatte allo stesso modo, hanno retto generalmente bene, escludendo così il sistema fondazioni terreno e loro interazione dalla causa principale del danno che invece si è rilevata essere nel trasferimento di energia sotto forma di onde sismiche dal terreno alle strutture portanti. Mi chiedo, relativamente alla figura del geologo, possibile che in queste benedette norme la classificazione dei terreni sia stabilita da una media della Cu o Vs nei prima trenta metri senza far minimamente riferimento alla sequenza delle stratificazioni? Faccio un esempio per farmi capire, nelle mie zone le coltri eluvio colluviali, finalmente cartografate nel progetto CARG dei fogli al 50.000, coprono quasi totalmente i depositi di flysch con spessori variabili tra 2 e 7 metri, ma quando calcolo la media, per individuare lo spettro di progetto, è irrilevante che siano a 24 m di profondità e in superficie affiorino argille marnose o all'apposto siano esse stesse ad affiorare. Considerando quanto detto precedentemente trovo assurdo che bisogni intrecciarsi il cervello per calcolare il coefficienti khi khk per calcolare altri coefficienti che andranno a moltiplicarsi per i fattori di portanza affinchè le resistenze aumentino dello 0,qualcosa, e trattare con superficialità la categoria di suolo e quella topografica (qui si può scrivere un libro sulla quantità di forme morfologiche racchiuse in quei quattro parametri)che invece intervengono nello spettro di progetto sul quale bisognerebbe porre la maggiore accortezza possibile.
Mi chiedo anche, possibile che noi geologi per rivendicare l'importanza della nostra figura professionale vogliamo impossessarci del calcolo di quei coefficienti che poi hanno importanza relativa in questi drammatici eventi? E se anche fossi io a sbagliarmi come mai in questi giorni in questi forum non si fa accenno a khkhkhikjekhgkga, a portanza a cedimenti ecc. ecc. ma si parla di meccanismi focali, di amplificazioni, di accelerazioni, di morfologia e geologia del territorio, di sistemi di faglie attive, e di parametri dello spettro di risposta?

Andrea Ciampaglia


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Andrea,
non è che quei coefficienti che a volte sembrano degli sciolilingua non servono, anche quelli fanno parte della catena degli accertamenti e delle verifiche.
Il khi dopo tutto abbatte facilmente del 50% la resistenza del terreno in zone sismiche.
E il kh nei pendii influenza molto la stabilità.
È che come giustamente ricordi ci sono molte altre cose a monte che possono governare la stabilità dell'edificio.

Comunque, con le coltri di cui parli ti puoi trovare in categoria 'A' (fino a 3 m) o categoria E (fino a 20 m).

Dai 20 ai 30 m è una situazione che viene interpretata come categoria S2, che richiede studi di RSL specifici


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sono un collega lombardo
le questioni che affrontate non tengono conto della non esistenza di stanfaìdard professionali minimi che si dovrebbero imporre alle pubbliche amministrazioni ed anche ai privati (imprese professionisti etc) infatti per quanto ci si sforzi di affrntare correttamente il programma di indagini vi è sempre qualche pistolone che offre di fare il "lavoro" per un quarto della cifra esposta non eseguendo alcuna delle indagini dovute. megliio vi è gente che neppure esegue sopralluoghi per capire che tipo di prove e che problematiche sono correlate al progetto. è quindi una questione di preparazione teorica e di deontologia oltre che una mancanza di controllo da parte delle PA.


michele conti
fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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...standard professionali minimi che si dovrebbero imporre alle pubbliche amministrazioni ed anche ai privati...

Leggi questa discussione sugli standard

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non è questo che intendevo e non si risolve il problema senza un poco di bunsenso professionale
ad esempio se devo affrontare il problema di una costruzione in zona sismica su pendio con sbancamenti e problematiche geotecniche complesse certo gli standard non sono esaustivi. debbo fare per prima cosa il geologo ed eseguire un rilievo geomorologico onesto, definire le geometrie e quindi stabilire un programma di indagini in accordo con il progettista per definire i parametri geotecnici di progetto afforntando anche la vessata questio dell'amplificazione sismica locale etc.
valutare la stabilità in atto e definire con il progettista le migliori tecniche di scavo etc.
debbo poi seguire i lavori in corso d'opera con la DL e variare le leavorazioni e tecniche di scavo se sorgono altre problematiche in corso d'opera e poi (imortante) verificare le differenze tra modello e realtà in fase d'opera. etc, etc.
si parla quindi di linee quida (vedi EC7) per dare un contenuto tecnico scientifico al Ns lavoro e interagire con il progettista.


michele conti
fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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Un momento, almeno in zona sismica il progetto viene seguito in istruttoria dal genio civile, quindi loro devono imporre degli standard. Gli ordini li potrebbero interpellare. Ma credo da qualche parte già lo facciano.
Da noi è successo per la Urbanistica
Perchè non farlo per la sismica?


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...e non si risolve il problema senza un poco di bunsenso professionale...

Io toglierei anche il "professionale"...

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