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Ciao a tutti, sto seguendo con interesse molte discussioni su questo forum e cerco di capire quanto più possibile senza dare troppo intralcio alle vostre ricerche! Una cosa però non riesco a capire nonostante abbia letto molto, ma per la zona di Avezzano (che ha già abbondantemente scaricato energia) quali rischi ci sono data la vicinanza con lo sciame in atto? Quale rischio comporta un riattivarsi (non so se già è attiva) di questa faglia e a quale magnitudo potrebbe portare visto che spesso leggo di possbili magnitudo in altre zone? Sto cercando di reperire informazioni in merito ma brancolo nel buio  Comunque grazie per le numerose spiegazioni che date!!!
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Quale rischio comporta un riattivarsi (non so se già è attiva) di questa faglia e a quale magnitudo potrebbe portare visto che spesso leggo di possbili magnitudo in altre zone? Sto cercando di reperire informazioni in merito ma brancolo nel buio  Il rischio sismico di Avezzano rimane alto. Generalmente, dopo la dissipazione di energia ricomincia un ciclo di accumulo, ma non è una regola generale, basta vedere cosa è successo a L'Aquila agli inizi del 1700. Si stima che la massima magnitudo in Italia sia stata pari al 7.4 Richter (Sicilia). In ambiente distensivo appenninico eventi maggiori a 7 richter si ritiene siano molto improbabili.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Grazie per la risposta! Quindi in teroria seguendo una ciclicità il rischio per la zona di Avezzano, pur rimanendo elevato ha comunque un range in cui non sarebbero previste scosse a medio-breve termine dato che un grande sfogo c'è stato nel 1907 e nel 1915, o sbaglio?
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Virtual_dj
a questo punto non posso che rimandare te e tutti gli altri che mi porranno questo tipo di quesiti allo sticky in cima:
'Rischio sismico, suggerimenti per i profani'
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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http://www.geoforum.it/images/icons/default/lightbulb.gifNon sarebbe il caso di fare "carotaggio" in tutti i luoghi dove già si sa che passano le faglie e che al disotto, a livello di placche aventi per così dire"vita propria" di cui è formata la penisola italiana. Non pensate che si avrebbe una migliore mappatura dei luoghi dove è meno rischioso costruire anche con sistemi antisismici? Poi ci sono anche altre soluzioni da considerare. Un tempo parlai con un professore di geologia e dissi lui che nella mia regione c'erano determinati minerali, e lui disse "ma che dici..noi non abbiamo nulla di ciò" Dieci anni dopo vengono gli americani e trovano i minerali che io sapevo esserci.... Come la mettiamo con i Baroni Universitari che detengono la "certezza della verita'"! Dobbiamo fidarci come stanno facendo tuttora gli abruzzesi o dobiamo ascoltare anche tanti geologi che non "sono famosi"?
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