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... e poi, sparti, venne ricoperta dalla lava. Quando si dice la sfiga!


??? poi quando ???

gb

No, prima. Ma sempre sfiga è!

Ultima modifica di Stellina; 19/04/2009 13:27.

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Quali sono i centri abitati maggiori in zona Iblei? Siracusa e Ragusa?


Ce ne sono tanti (Lentini, Carlentini, Augusta ecc), ma quello che preoccupa ancora di più è il nodo industriale megarese, nel senso che eventuali collassi di strutture e infrastrutture produttive (derivati del petrolio) potrebbero aggravare la situazione degli abitanti e dell'ambiente con tutto ciò che ne conseguirebbe.

gb

Ma quello mi risulta che è stato analizzato direttamente dalla PC di Roma che ha imposto alcuni adeguamenti.


NON GEOLOGA
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Biiii.. ma te l'ho detto prima che l'ho sentito anche io frown
Siamo scappati con una coperta e ce ne siamo andati con la macchina in una piazza (Pz. Montessori). Il mio palazzo si è staccato da quello accanto di un quindici cm!!

Però di tutta questa storia non ne abbiamo saputo niente, mi riferisco a questo:

Quote:
"Il territorio attualmente risulta classificato «S-9» vale a dire "zona sismica di secondo grado" mentre secondo la carta sismica nazionale risulta classificato «S-11» cioé "zona sismica di primo grado".
In base a tale classificazione non sarebbe stato possibile costruire insediamenti chimici e petrolchimici in una zona a così alto rischio, ma poiché proprio sul territorio di Augusta e delle vicine Priolo e Melilli sorge uno dei più grandi poli petrolchimici d'Europa, per il quale gli esperti in seguito al terremoto del 13 dicembre hanno temuto il peggio, ed a causa di questo timore sin dal primo momento è stato imposto il blak-out sull'informazione, può serenamente farsi strada l'idea che, per ragion di stato, (così come per l'epicentro) non sia stata detta la verità neanche per l' intensità"


E se fosse vero sarebbe grave, significherebbe che anche ora qualcuno potrebbe cecare di minimizzare i rischi di questo futuro terremoto!

Ultima modifica di ChiaraMaria; 19/04/2009 13:35.
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Originariamente inviato da: ChiaraMaria
Biiii.. ma te l'ho detto prima che l'ho sentito anche io frown
Siamo scappati con una coperta e ce ne siamo andati con la macchina in una piazza (Pz. Montessori). Il mio palazzo si è staccato da quello accanto di un quindici cm!!

Però di tutta questa storia non ne abbiamo saputo niente, mi riferisco a questo:

Quote:
"Il territorio attualmente risulta classificato «S-9» vale a dire "zona sismica di secondo grado" mentre secondo la carta sismica nazionale risulta classificato «S-11» cioé "zona sismica di primo grado".
In base a tale classificazione non sarebbe stato possibile costruire insediamenti chimici e petrolchimici in una zona a così alto rischio, ma poiché proprio sul territorio di Augusta e delle vicine Priolo e Melilli sorge uno dei più grandi poli petrolchimici d'Europa, per il quale gli esperti in seguito al terremoto del 13 dicembre hanno temuto il peggio, ed a causa di questo timore sin dal primo momento è stato imposto il blak-out sull'informazione, può serenamente farsi strada l'idea che, per ragion di stato, (così come per l'epicentro) non sia stata detta la verità neanche per l' intensità"


E se fosse vero sarebbe grave, significherebbe che anche ora qualcuno potrebbe cecare di minimizzare i rischi di questo futuro terremoto!

Ma tu sai QUANDO l'hanno fatto il Petrolchimico?
Nessuno cerca di minimizzare.
Lo scandalo è piuttosto i rifiuti speciali ospedalieri di Sigonella "smaltiti" nelle cave di Lentini, e l'aumento dei casi di leucemia dei bambini di Lentini, o l'acqua inquinata dal benzene, insomma l'inquinamento chimico.


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Ah.. certo, ma quella è un'altra storia. Qua stiamo parlando di rischi sismici.

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Originariamente inviato da: ChiaraMaria
Ah.. certo, ma quella è un'altra storia. Qua stiamo parlando di rischi sismici.

Il petrolchimico l'hanno fatto dopo la guerra, comunque gli impianti in funzione sono antisismici.

Il Petrolchimico riguarda aree con industrie a rischio di incidente rilevante

---Le industrie italiane considerate a rischio di incidente rilevante, sono censite dal Ministero dell'Ambiente che ha predisposto uno specifico "Inventario Nazionale degli Stabilimenti suscettibili di causare incidenti rilevanti". Nel 2005, il Ministero dell'Ambiente ha inserito in questo particolare inventario nazionale 70 industrie in attività nella regione siciliana; di queste ben 34 sono state classificate ad alto rischio di incidente rilevante (aggiornamento ottobre 2005).
A seguito della pianificazione degli anni 50 dell’ASI e della Cassa per il Mezzogiorno, le aree più critiche a rischio chimico sono oggi concentrate nel settore sud-orientale dell’isola: il polo industriale realizzato nel breve tratto di costa che va da Siracusa ad Augusta possiede una delle più elevate concentrazioni di impianti chimici e raffinazione esistenti in tutta Europa.

La presenza di questo alto numero di stabilimenti a rischio di incidente rilevante nel territorio siciliano non è stato un deterrente per lo sviluppo urbano: quasi tutti gli stabilimenti sono limitrofi a centri urbani densamente abitati che possono essere gravemente colpiti dalle conseguenze degli scenari incidentali.
Inoltre l’esigenza dei gestori di localizzare gli stabilimenti in territori ben forniti di risorse idriche (per trattare un litro di petrolio abbisognano circa 25 litri di acqua) e con agevoli sbocchi a mare per consentire un continuo interscambio di prodotti grezzi e di prodotti trattati, ha fatto sì che i principali stabilimenti petrolchimici siciliani siano stati realizzati in aree ambientalmente rilevanti o nelle loro immediate vicinanze.
L’attuazione in Sicilia delle norme del D.Lgs 334/99 riguardano, quindi, sia la salute di una parte della popolazione siciliana numericamente rilevante e sia la tutela di ampie zone del suo territorio regionale: con la recente modifica legislativa introdotta dal D.Lgs 238 del 21 settembre 2005 al comma 2 dell’ art.20 del D.Lgs 334/99 la Protezione Civile assume un ruolo rilevante nel coordinamento dei soccorsi e nella attuazione dei Piani di Emergenza Esterna.
L’Assessorato della Presidenza della Regione Siciliana, con D.D.G. n. 1178 del 25 Novembre 2005, ha istituito presso il Dipartimento Regionale della Protezione Civile, il Servizio Rischi Ambientali ed Industriali, con sede in Siracusa, Via delle Carceri Vecchie n. 36: al nuovo Servizio del DRPC sono state assegnate le competenze: “previsione e prevenzione dei rischi di natura ambientale, sanitaria , veterinaria , industriale, tecnologica nucleare e antropica-psicologia delle catastrofi- pianificazione di emergenza correlata ai rischi di competenza e linee guida per i piani di emergenza- attivazione ed interventi di emergenza”.
Le attività del Servizio Rischi Ambientali ed Industriali relativamente alla problematica del rischio industriale sono espletate sia con la partecipazione alle commissioni tecniche indette dalle Prefetture regionali per la redazione dei PEE sia con la creazione di una banca dati regionale degli stabilimenti a rischio rilevante e sia con la predisposizione di un Sistema Informativo Territoriale riferito al Polo Industriale di Priolo Gargallo.

Inventario Regionale delle Industrie a Rischio di Incidente Rilevante

La complessa attuazione del D.Lgs 334/94 sui rischi industriali richiede un coordinamento tra numerosi enti pubblici e pubbliche amministrazioni: alla base di detto coordinamento a scala nazionale o regionale vi è la basilare necessità di una mappatura del rischio industriale e cioè della conoscenza del territorio con il censimento degli stabilimenti ad rischio di incidente rilevante.
Attualmente la predisposizione della 'Mappa del rischio di incidenti rilevanti' è in fase di creazione presso l' Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e per i servizi Tecnici (APAT).
Relativamente al territorio siciliano il Servizio Rischi Ambientali ed Industriali del Dipartimento Regionale della Protezione Civile ha provveduto a realizzare un Inventario Stabilimenti a rischio industriali nel Territorio della Regione Siciliana, inventario che integra ed aggiorna il sopra menzionato Inventario Nazionale, colmando in alcuni casi anche alcune lacune del censimento nazionale.
L'Inventario Regionale predisposto dal Servizio R.A.I., oltre ad essere più rispondente alla realtà anche societaria degli stabilimenti siciliani, è completato con gli indirizzi degli stessi, per consentirne all’utente, sia una sicura individuazione territoriale che inoltrare eventuali richieste d'informazioni ai gestori.
---


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Nelle strutture in c.a. le lesioni ai tamponamenti ci DEVONO essere, i tamponamenti servono come una sorta di smorzatori delle vibrazioni, assorbono una certa aliquota di energia che altrimenti potrebbe concentrarsi sui nodi.

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Originariamente inviato da: mccoy
Qual'è la situazione geodinamica degli Iblei che causa l'alto valore di momento sismico atteso? Anche qui subduzione in atto?


Purtroppo geodinamicamente la sicilia si presenta molto complessa. Secondo alcuni teorici, la sicilia per un certo periodo si è pure comportata come una micro-placca.
Fatto sta che i sistemi da cui potrebbero generarsi terremoti sono diversi.

- La sismicità nello stretto di messina, sarebbe dovuta alla divergenza tra Messina e Reggio che causerebbe una diversa velocità di deriva verso Sud-Est (La Calabria sarebbe più veloce)

- La scarpata ibleo-maltese si sarebbe creata al fine di accomodare una diversa velocità di subduzione tra la piattaforma carbonatica (l'attuale altopiano ibleo) e la crosta ad affinità oceanica che attualmente costituisce il fondale del Mar Ionio.
La formazione stessa dell'Etna sarebbe da imputare proprio alla formazione di queste faglie dirette che avrebbe permesso la depressurizzazione del magma del mantello causandone la risalita lungo le zone di debolezza (se vuoi ti posso indirizzare a diversi lavori di Doglioni che ne spiegano genesi ed evoluzione).

- Al largo di Palermo pare sia stata scoperta un sistema di faglie transtensive destre, che alcuni autori (se non ricordo male della scuola catanese) hanno spiegato con una tettonica ad indentazione e che sono state la causa del terremoto mi pare degli anni '90.

In linea generale queste sono gli elementi principali da cui possono verificarsi terremoti.


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Originariamente inviato da: ChiaraMaria


Tutto quanto riportato dal link sopra, mi sembra un raffazzonamento scritto da ignoranti, soprattutto per quanto riguarda l'intensità del sisma.
Si fa una inammissibile confusione tra Mercalli e Richter, si confonde il concetto di intensità attesa (utile alla pianificazione territoriale) e di intensità rilevata. La durata non mi sembra essere motivo di "segreto di stato".
Insomma, il solito calderone venefico descritto da ignoranti complottisti, che fa male, molto male ai cittadini, perchè li convince sempre di più della loro impotenza di fronte a non meglio precisati poteri occulti.

Solo una cosa mi sembra degna di spunto di riflessione: non si capisce come una zona sismogenetica dotata di caratteristiche dinamiche particolarmente violente come l'area iblea, sia classificata come zona sismica di seconda categoria (s=9) e non di prima categoria (s=12, e non 11 come sopra riportato).
Non ritengo verosimile il complotto a monte per poter realizzare il polo chimico di Augusta-Priolo, in quanto la classificazione sismica del territorio viene fatta per comune, e in caso di movimenti poco chiari sulla costa siracusana non c'era certo la necessità di classificare con s-9 anche tutta la provincia di Ragusa.
Molte volte si fanno ipotesi di complotti, ma si dimentica che anche per i complotti ci vuole intelligenza, e troppo spesso le disfunzioni sono causa solo di cretinaggine.
Non sopravvalutiamo il nemico eek

P.S. - Avviso ai naviganti: un conto è essere ignoranti e chiedere a chi ne sa di più; tutto un altro conto è essere ignoranti e proporre presunte verità nascoste, fondate sulla base di non si sa quale competenza.

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Originariamente inviato da: capoUOB26
Nelle strutture in c.a. le lesioni ai tamponamenti ci DEVONO essere, i tamponamenti servono come una sorta di smorzatori delle vibrazioni, assorbono una certa aliquota di energia che altrimenti potrebbe concentrarsi sui nodi.


Ma basta progettare per gli SLE, mantenendo gli spostamenti (dei pilastri) entro soglie piccole.
Più costoso certamente, ma se le sollecitazioni di progetto sono quelle giuste, l'ingegnere sa il fatto suo e i materiali sono quello ceh devono essere, le tamponature non devono necessariamente rompersi (con tutti gli impianti che ci stanno dentro).


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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