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1) La relazione geolgica è di competenza solo del geologo 2) la relazione geotecnica può essere in parte di competenza del geologo per la sola componente geotecnica del terreno, mentre è di competenza dello strutturista per la compenente carichi, eccentricità delle pressioni, tensioni dei fabbricato adiacenti, interazione terreno-struttura; 3) la relazione sulle fondazioni è di competenza solo dello strutturista 4) Le indagini e la relazione sulle indagini sono a supporto della relazione geologica e geotecnica con competenze certe del geologo
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Quasi mai mi è capitato un ingegnere che non mi chiedesse la relazione geotecnica inclusa nella relazione geologica. Anzi mi chiedono il file di tutti i calcoli, poi la firmano loro integrandola nella relazione sulle fondazioni.
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OP
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La relazione geotecnica IN TOTO è competenza del geologo come dell'ingegnere. Invito tutti quanti non esperti di geotecnica di rivedersi un libro come il Terzaghi-Peck dal titolo "GEOTECNICA" ad esempio. Continui a separare la geotecnica che è UNA e UNA SOLA.
Poco interessante sapere cosa ti chiedono gli ingegneri.
Importante è che il PUBBLICO, deve richiedere la relazione geotecnica IN TOTO al professionista abilitato per legge (geologo eccetera). Poi è ovvio che le deduzioni e calcoli vengano ripresi in altre relazioni.
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Ferry, fai distinzioni che non esistono prendi il dpr 328/2001, non c'è scritto 'indagini e relazione geotecnica limitatamente a...', c'è scritto 'indagini e relazione geotecnica'. Noi siamo competenti in geotecnica, cioè in tutto quello che la materia geotecnica tratta. non so dove l'ho letta ma è tristemente vero: il peggior nemico di un geologo è un'altro geologo
L'hai vista scritta da me, lo afferma GIUSTAMENTE il Presidente della mia Regione.... 
Ultima modifica di Kep; 02/05/2009 12:28.
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Iscritto: Oct 2008
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Confermo il concetto da me precedentemente esposto e cioè che la "Relazione Geotecnica" E' UNA E UNA SOLTANTO e per legge rientra nel dominio delle competenze professionali sia dei Geologi sia degli Ingegneri (quando questi conoscono la materia, indipendentemente dai software disponibili). Con l'entrata a regime delle NTC, ieri per gli edifici strategici, domani per tutte le altre tipologie di costruzioni, la Geologia Geotecnica si evolve in Geologia Geotecnica Sismica e quindi occorre un più sofisticato approfondimento metodologico delle competenze del Geologo che su questo tema NON DEVE LASCIARE SPAZI ad altre Professioni. Ai Colleghi più giovani e meno smaliziati mi permetto lasciare un consiglio: non lasciatevi coinvolgere nel discutibile atteggiamento di sudditanza psicologica (ancor meno in quella culturale) nei confronti degli Ingegneri che nella materia geologica masticano niente e spesso poco o nulla masticano nella Geotecnica e certamente non s'intendono di sismicità. Non è l'Ingegnere strutturista (ma poi, dove è scritto che è lui il progettista ?) che si può permettere di chiedere al Geologo che cosa occorre per compilare la Relazione Geotecnica. Il suo contenuto E' RICHIESTO DALLE VIGENTI NORME TECNICHE ed è solo nella capacità e competenza tecnico-culturale del Geologo e nella sua responsabilità professionale (civile e penale) che risiede il modo come redigerla conforme al dettato normativo. Andrea Maniscalco
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Iscritto: Nov 2008
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Con l'entrata a regime delle NTC, ieri per gli edifici strategici, domani per tutte le altre tipologie di costruzioni, la Geologia Geotecnica si evolve in Geologia Geotecnica Sismica e quindi occorre un più sofisticato approfondimento metodologico delle competenze del Geologo che su questo tema NON DEVE LASCIARE SPAZI ad altre Professioni.
Andrea Maniscalco Sono perfettamente daccordo! Giorni fa a riguardo scrivevo che la cosa che più mi preoccupa è l'approfondimento di tutte queste tematiche (geologia-geotecnica-geofisica) che ci permetterebbe di contraddistinguerci in maniera multivariata e pertanto più completa! La categoria ha bisogno di allargare i propri ambiti applicativi ... non ha senso autolimitarsi! saluti, agi
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Sono d'accordo su tutto, ma ritengo che per calcolare i cedimenti immediati, secondari e differnziali occorre conoscere tutte le azioni di carichi distribuite su un fabbricato e chiunque ha lavorato in uno studio con ingeneri sa che questo dato è molto differente del valore della pressione media di carico di esercizio.
Ad esempio calcolare i cedimenti differenziati in un garage realizzato all'interno di vecchio stabile con fondazione in muratura e magari con alternanze di fondazioni ad arco senza una geometria regolare, richiede la conoscenza delle pressioni indotte e delle spinte tangenziali, difficili da calcolare anche per un ingegnere figuriamoci per un geologo. Questo non vuol dire che il geologo conoscendo le forze sotto ogni punto non possa calcolarsi tutte le deformazioni. Se poi per cedimenti intendiamo quelli determinati con Schemertmann o Burland Burbridge ricavati dalle SPT o quelli edometrici allora va bene. Se invece il problema è affermare che il geologo è un tecnico competente per firmare una relazione geotecnica questo credo sia un dato di fatto inoppugnabile, ma consentitemi di dire che non mi sento in conflitto con nessuno.
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Iscritto: Apr 2006
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ecco Ferry, soprattutto per i cedimenti che sono molto legati alle conoscenze geologiche e geotecniche di dettaglio, i carichi devono essere forniti al geologo che ne calcola i cedimenti. Spesso, gli ingegneri tendono a calcolare solamente i cedimenti elastici (per loro formazione tecnico-scientifica), trascurando quelli edometrici. Proprio per i cedimenti il geologo è la figura più appropriata.
Quindi abbiamo risolto il punto: LA RELAZIONE GEOTECNICA E' UNA E UNA SOLA.
Difendiamo la nostra competenza di geologi a produrla in forma completa. Gli ingegneri, i geometri, gli architetti dovranno fornirci i relativi carichi.
Ora. Bisogna far riscrivere il modulo del Genio Civile della Regione Lazio per l'attribuzione della relazione geotecnica.
Invito tutti i colleghi a verificare, per le altre regioni, se esistono situazioni analoghe. E'importante per tutti gli sviluppi che la geotecnica e la sismica offrono ai geologi ora.
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Ora. Bisogna far riscrivere il modulo del Genio Civile della Regione Lazio per l'attribuzione della relazione geotecnica.
Invito tutti i colleghi a verificare, per le altre regioni, se esistono situazioni analoghe.
Nel modello del genio civile della mia regione (Calabria), salvo più recenti cambiamenti intervenuti, non è riportata questa distinzione...si riportano solo le diverse figure professionali: denunciante, direttore dei lavori, progettista, calcolatore, geologo, esecutore, collaudatore... saluti, agi
Ultima modifica di agi; 03/05/2009 11:18.
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Io personalmente credo che si a più un problema di capacità che di competenze acquisite al termine di un percorso universitario che, nella maggioranza dei casi, lascia eccessive lacune. Difficile capire da quello che dite perchè un geologo è meglio di un ing o viceversa per fare una determinata cosa. nello specifico mi riferisco ai cedimenti. Quindi premettendo che è SOLO nella sinergia di entrambi che si viene ad un risultato soddisfacente per il progetto, porto un esempio capitatomi in questi giorni. Per una importante fondazione avevo a disposizione CPT, edometrice TX, ma NON sono i progettista strutturale della stessa (non faccio il c.a. in questo caso) ma solo il consulente dello studio geotecnico. Pertanto partendo dalle prove ho creato una stratigrafia, condivisa dal geologo come parametri meccanici, ma ulteriormente ho, per ogni strato, fatto un modello hardening per il calcolo fem. Questo ultimo non era nel background del geologo, se pur molto bravo. Quindi ho parametrizzato ogni strato con Eoed, E50, Eur, fi, c', K, Ko, OCR, ecc... e poi ho fatto sia una analisi plastica che una analisi di consolidamento per vedere i cedimenti, soprattutto differenziati, che ha questa fondazione nel tempo. Le sollecitazioni mi erano note. Applicando poi un noto programma di calcolo, introducendo numerose fasi di lavorazione, ho trovato quanto mi era richiesto, quindi cedimenti differenziati, assoluti e tempi di consolidamento. Senza un programma fem ritengo che questo non fosse possibile.
Non credo di avere "tolto" i lavoro a chicchessia, semplicemente ritengo di aver messo le mie competenze, come avrebbe fatto chiunque, al servizio di un lavoro, senza badare a quale fosse l'ambito in cui si operava.
m.
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