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Un ulterriore precisazione
Le prove penetrometriche 74 (mod. DM30) leggere e le restanti con penetrometro sunda cingolato con massa da 73 in realtà le prove erano del tipo SCPT non sono state eseguite da noi ma da altri in passato dal 1960 circa al 1990, noi abbiamo eseguito solo le indagini sismiche (onde P e S) avendo a disposizione non pochi ma pochissimi soldi mi vergogno a dire la retribuzione avuta..abbiamo pensato di unire tutti i dati delle indagini fatte da altri (sondaggi con prelievo di campioni e prove SPT in situ, prove di laboratorio, indagini penetrometriche leggere e pesanti, indagini sismiche a rifrazione solo onde P)e correlarle tra di loro per poter caratterizzare al meglio i vari litotipi presenti nell'area.

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confused SCTP? confused

SCPTe' la sigal del penetrometro statico (Static Cone Penetretion Test) tipo olandese.

Insomma con che tipo di penetrometro sono state effettuate le prove?

Come si fa a correlare se non si conosce il tipo di prova effettuata?

Non vi sembra il caso di verificare prima di scrivere?

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SCPT 73-75·C PENETROMETRO DIN. SUPERPESANTE AUTOM. MODULO \
azionato da motore a scoppio da 8.5 Hp ad avviamento elettrico, versione carrellata, innalzamento e posizionamento idraulico;
completo di dotazione di servizio comprendente :

n.10 aste in acciaio Æ 28 x 900 mm
n.10 rivestimenti in acciaio Æ 48 x 900 mm
n. 2 punte standard a recupero
n. 5 “ “ a perdere
versioni a norme A.G.I.

Le prove dinamiche sono anche le SPT e le SCPT (con punta conica) eseguo anche prove penetrometriche sia statiche (200 kN anche con punta elettrica, piezocono e relative prove di dissipazione) sia dinamiche DPSH e SCPT queste ultime si basano sulla misura del n° di colpi ogni 30 cm sia delle aste sia del rivestimento, mentre le DPHS solo delle aste che non saranno più da 28 ma avranno diam 32.
Per chiarire ulteriormente

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Per chiarire ulteriormente:

Le prove SCPT solamente le prove effettuate con penetrometro statico prove standardizzate dall'ASTM (non ricordo il numero della norma ed essendo leggermente fuori sede non posso verificarlo) ed indicata con la sigla QSCTP (Quasi Static Cone Penetration Test.

La prova dinamica con punta conica e misura del n. di colpi sia sulla punta che sul rivestimento (meglio nota come prova Menardi) non so con quale sigla sia idicata in quanto non mi risulta essere annoverata tra le prove standardizzate da un qualsiasi ente di normalizzazione ('AGI può suggerire non normalizzare)

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Se ti interessa posso inviarti la scheda tecnica di un penetrometro dinamico modello SCPT ti segnalo tre link dove troverai ulteriori chiarimenti sulle prove SCPT
http://www.programgeo.it/scpt.html
http://www.regione.umbria.it/direzioneterritorio/prez02_cap01.pdf
http://www.regione.emilia-romagna.it/geologia/bd2ggno.html
Per non essere petulante
MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI
CIRCOLARE 16 dicembre 1999 n. 349/STC
D.P.R. n. 246 del 21.4.93, art. 8 comma 6 – Concessione ai laboratori per lo svolgimento delle prove geotecniche sui terreni e sulle rocce ed il rilascio dei relativi certificati ufficiali.

Ai Laboratori Ufficiali
Al Magistrato alle acque
Al Magistrato per il Po
Ai Provveditori alle OO.PP.
e p.c.
Al Ministero degli Interni – Gabinetto
Al Ministero di Grazia e Giustizia – Gabinetto
Il D.P.R. n.246 del 21.04.93 di attuazione della Direttiva 89/106 CEE sui prodotti da costruzione, al comma 6 dell’art.8 che tratta degli organismi di certificazione, ispezione e prova e del loro accreditamento, nel precisare che “Restano ferme le competenze del Ministero dei lavori pubblici e del Consiglio Superiore dei lavori pubblici per l’applicazione dell’art.20 della legge 5 novembre 1971 n.1086”, ha prescritto che “L’autorizzazione prevista da detto articolo riguarderà altresì le prove geotecniche sui terreni e sulle rocce”.
3 PROVE IN SITO
3.3.1 Prove penetrometriche statiche;
3.3.1.a) Prove con punta meccanica;
3.3.1.b) Prove con punta elettrica;
3.3.2 Prove con piezocono;
3.3.3 Prove penetrometriche dinamiche;
3.3.3.a) Standard Penetration Test (S.P.T.);
3.3.3.b) Continue a punta chiusa (S.C.P.T.);

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Su su per favore, non era mia intenzione orientare la discussione su una polemica sterile ma sottolineare che nell'ambiente italiano manca un controllo sulla qualità dell'esposizione scientifica. A mio modo di vedere gli articoli tecnico applicativi dovrebbero avere un substrato di spiegazioni di base a inizio articolo cosa sulle nostre riviste per svariati motivi manca e G&A ne è un chiaro e lampante emblema, non è una rivista accademica ma una rivista che dovrebbe essere utile ai professionisti.
Io leggo avidamente gli articoli dei giornali dell'ASCE American Society of Civil Engineers che trovo presso le biblioteche della mia città perché sono chiari e contengono informazioni iniziali che permettono al piccolo professionista o "geologo di base" quale io sono di aggiornarsi e migliorarsi. Tali articoli contengono sempre un elenco delle abbreviazioni per non indurre in errore (di strumento, di misure...) spesso contengono un esempio applicativo (ne ricordo uno di Schmertmann che mi ha insegnato a calcolare i cedimenti). Ora se tutto questo manca la pubblicazione può avere valore per una cerchia più ristretta.
Se il comitato che valuta le pubblicazioni, non valuta, esiste una altro strumento di cui sento la mancanza e che se fosse esistito su G&A mi avrebbe permesso di chiedere i chiarimenti che mi stavano a cuore, si tratta del *discussion and closure* in cui gli interessati possono rivolgere osservazioni o ricordare teorie antagoniste o quanto altro possa servire a dare un valore all’articolo. In genere la closure è fatta dal redattore/i degli articoli o da un referente entro un tempo ragionevole comunicato all’atto della pubblicazione.

Colgo l’occasione per spiegare ai colleghi più giovani che G&A un tempo ha pubblicato degli articoli interessantissimi per la preparazione di base del geologo di cui conservo fotocopie ormai logore.
Trovo che attualmente lo schema editoriale sia sbilanciato verso articoli di “punta”.

L’articolo dei colleghi per l’argomento trattato avrebbe potuto benissimo inserirsi in queste pietre miliari che tanto ho frequentato per imparare quel pochissimo che so.

Non sono in grado di capire se la parte riguardante il trattamento dei dati è corretta, ne so troppo poco, anche se noto che nella sismica ormai regnano i programmi e gli algoritmi di essi; tanto che a quanto dicono gli ingegneri che scrivono sui forum di sismica, la capacità di intervento e di verifica del progettista è quanto meno sminuita di molto.
Io mi limito a fa notare che le prove penetrometriche DPM, italiane, leggere, non sono riconosciute dall’ambiente tecnico scientifico italiano come utili per valutare le velocità sismiche; posso anche essere poco aggiornato e attendo una gradita correzione (sul tema ho letto solo il manuale per la microzonazione sismica e Ingegneria geotecnica in aree sismiche della Crespellani).

Se i colleghi avessero spiegato o ci spiegano che formule hanno adottato per creare una serie di correlazioni a carattere locale tra le altre indagini SPT e CPT e le DPM (perché neppure il DPSH già SCPT portato agli onori internazionali dall’ing. Meardi, è accettato dalla IG in tema di sismica), *avrebbero fatto un opera di grandissima utilità per permettere di lavorare meglio alla gran parte dei piccoli geologi su zone sismiche*.

Per il resto mi rincresce molto se gli autori sono risentiti nei miei confronti e colgo l’occasione per rinnovare la mia simpatia nei confronti del loro interessante lavoro; ripeto la mia è da intendersi come una critica costruttiva, non avrei altro motivo visto che mi sono completamente sconosciuti.

Per quel borbottone di VM l’SCPT ora sta (a livello internazionale) per penetrometro statico a punta sismica anche se in Italia spesso si usa la vacchia sigla per il DPSH appunto SCPT che risale agli anni 60.


"Prosunt omnia quae obstant"
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