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Salve colleghi,
alla luce di quanto accaduto e con l'avvicinarsi di Luglio si renderà necessario secondo le NTC fornire il valore delle Vs30, inizio quindi a fere un'indagine su quali siano metodi e strumentazione che vengono utilizzate.....magari un domani potrei iniziare a percorrere quel campo.
Quindi cerco notizie su cosa viene utilizzato in giro per queste analisi, se poi mi fornite anche qualche parere per la parte interpretativa è ancora meglio.
Grazie per le risposte che darete.
ciao


L'Africa spinge! Il resto è tutta fantageologia.
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I metodi per stimare il famigerato Vs30 sono innumerevoli... sismica a rifrazione classica (con geofoni orizzontali), MASW, SASW, microtremori (ad es. con tromino), etc... chiaramente ogni tecnica ha una propria modalità esecutiva e successiva interpretazione (con relativi software).

A mio parere tuttavia la tecnica più vantaggiosa è la misura di microtremori attraverso cui è possibile stimare, a parte il Vs30 (di ridotta utilità), anche la frequenza di risonanza del terreno (e della struttura) che è di fondamentale importanza per la RSL.

saluti, agi

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Mi inserisco al volo laugh
Se ho una superficie pavimentata (asfalto, mattoncini dei piazzali) e ovviamente non posso danneggiarla, quale metodo può essere più indicato per le Vs30?

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Domanda da 1 miliardo:

In quali situazioni geologiche e topografiche la sismica a rifrazione, MASW, SASW, microtremori, DH, CH....(chi più ne ha più ne metta) sono più attendibili?

nello specifico: se una persona vuole iniziare a programmare un futuro investimento in sismica e lavora in una zona morfologicamente abbastanza movimentata con: domi vulcanici, coperture detritiche, flysch coperture argilloso - sabbiose mio plioceniche oltre ad un'abbondantissima alterazione idrotermale sick ; avreste un consiglio da darle? quale strumento può, più di altri, essere versatile?.
non mi sparate...
un saluto grande a tutti


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Originariamente inviato da: viò
Domanda da 1 miliardo:

In quali situazioni geologiche e topografiche la sismica a rifrazione, MASW, SASW, microtremori, DH, CH....(chi più ne ha più ne metta) sono più attendibili?



E' una domanda troppo complessa per una risposta sintetica! Ognuna di questa indagini ha un proprio campo di applicazione e quindi delle limitazioni. Andrebbero pertanto esaminati singolarmente e valutarne pro e contro....

Per iniziare ad es. se devi ricavare un vs30 tramite rifrazione dovresti avere a disposizione una lunghezza utile di circa 100m e questo non sempre è possibile.

Le MASW non sono di facile interpretazione e in linea di principio ti forniscono indicazioni stratigrafiche al centro della stesa (e ai lati che succede?).

Diciamo che in situazioni ordinarie (ad es. substrato subpianeggiante) i metodi che sfruttano i microtermori (ad es metodo dei rapporti spettrali - Nakamura) li vedo molto più affidabili e ricchi di informazioni.


Originariamente inviato da: viò
:

nello specifico: se una persona vuole iniziare a programmare un futuro investimento in sismica e lavora in una zona morfologicamente abbastanza movimentata con: domi vulcanici, coperture detritiche, flysch coperture argilloso - sabbiose mio plioceniche oltre ad un'abbondantissima alterazione idrotermale sick ; avreste un consiglio da darle? quale strumento può, più di altri, essere versatile?.
non mi sparate...


In questo caso di sicuro sarà necessario combinare diversi tipi di indagine in funzione dello scopo...non esiste uno strumento universale...

saluti, agi

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ciao agi grazie del quadro che hai fatto a me e all'altro collega.
Come introduzione al tema sto acquistando dei testi specifici, comunque è interessante quello che dici approposito della lunghezza dello stendimento (100M) per determinare la Vs30.

Vorrei chiederti che ne pensi del DoReMi della SARA se lo conosci grazie



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Sinceramente non conosco bene il sismografo....ne esistono tanti! conosco però la tecnica REMI che sfrutta il rumore sismico (microtremori)per determinare la curva di dispersione della velocità delle onde di Rayleigh invertendo la quale ottieni il profilo di velocità delle onde di taglio (MASW passiva - senza energizzazione). La differenza tra una MASW attiva e una passiva (poichè utilizzano bande spettrali differenti) è che nel primo caso si indaga uno spessore minore con quella passiva si può arrivare a profondità superiori.

Per qualche particolare in più illustrato in manire semplice

http://www.comune.casalpusterlengo.lo.it...ogia%20MASW.pdf

saluti, agi

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Io faccio indagini masw con un sismometro telemetrico a 24 canali e a 24 bit. Come geofoni uso quelli a componente verticale da 4,5 Hz (non servono quelli orizzontali perchè come dice l'acronimo masw si registrano le onde di superficie "rayleigh" dalle quali poi si ricavano le Vs). Il software d'interpretazione uso il MASW.

Per quanto riguarda la lunghezza degli stendimenti, faccio delle interpretazioni mediamente di 24 metri, anche se molte volte li faccio anche di 12 metri.....anzi più è lungo lo stendimento e meno è definita la curva di distribuzione. I 100 metri di stendimento sono difficili da ricoprire con una mazza battente da 10 Kg, sia per la sismica a rifrazione tradizionale e soprattutto per le masw.
E' importante il tempo di acquisizione che per le masw è notevolmente più alto (8196 msec) per poter registrare le onde che provengono dagli strati più profondi. Invece, per la sismica a rifrazione classica, visto che servono solo i primi arrivi delle onde P e/o S si registra con tempi di acquisizione dell'ordine di 250 msec (a volte 500 msec).

Se vi interessa, qui di seguito metto i link per i siti sia della strumentazione che uso, sia del software per l'interpretazione.

www.dolang.it

www.masw.it

Qui di seguito posto un link di una comunità di geofisica dove sono spiegate molte cose tecniche sia sull'interpretazione che sulle strumentazioni.

http://comunitadigeologia.multiply.com/

Ciao

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Originariamente inviato da: vcolax
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Se ho una superficie pavimentata (asfalto, mattoncini dei piazzali) e ovviamente non posso danneggiarla, quale metodo può essere più indicato per le Vs30?


Per quanto riguarda l'acquisizione, o si buca con un trapano la pavimentazione e si inseriscono i geofoni con gli spikes (da terreno), oppure se non si può bucare la pavimentazione allora si sostituiscono gli spikes dei geofoni con dei supporti che permettono di appoggiare i geofoni al terreno (geofoni da roccia).
Per quanto rigurada la fase d'interpretazione si può scegliere un range di frequenze all'interno del quale viene calcolata la curva di distribuzione da interpretare. In particolare, escludendo le frequenze da 65-70 Hz in su non si fa altro che escludere la pavimentazione superficiale. Cioè, a frequenze alte corrispondono basse profondità di investigazione e viceversa.

In sostanza, il metodo è lo stesso, cambiano i geofoni. Si possono utilizzare anche degli accelerometri, appoggiandoli sul terreno. Personalmente sto facendo fare dei supporti per i geofoni, in maniera tale che quando devo appoggiarli su di una pavimentazione, svito la punta del geofono e la sostituisco con questo supporto.

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Molti usano anche le prove penetrometriche e le correlazioni con le SPT. Il problema è la profondità della prova.

Tutto dipende dalle dimensioni e l'importanza dell'opera.
Le uniche ottimali sono le down-hole.

Il tromino è davvero attendibile???

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