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Ciao a tutti. Mi è stato posto un quesito relativo alla realizzazione di un autorimessa (fondazioni continue) su un'area di conoide (materiale grossolano che lo costituisce per spessori considerevoli), e fin qui tutto ok. Qualche incertezza mi è sorta quando mi è stato indicato che nell'area di sedime, ad una profondità e in posizione imprecisata perché non rivelata dalla società che lo realizzò, è scavato un canale di derivazione di acque a scopo idroelettrico realizzato sostanzialmente come un cunicolo ispezionabile. Ovviamente l'ente gestore vuole tutelarsi avendo garanzie in merito al fatto che il carico indotto dalla realizzazione dell'opera non vada a danneggiare il cunicolo stesso. Sostanzialmente avrei pensato di determinare il diagramma delle pressioni nel sottosuolo con Boussinesq e in base a quello chi di dovere farà le verifiche del caso, tenendo conto della posizione relativa tra gli elementi superficiali di cui conosco la posizione e quelli profondi la cui posizione, ripeto, non viene resa nota (per piacere non disquisiamo sul perché e il percome!). Grazie in anticipo per ogni suggerimento!
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Iscritto: Jan 2008
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Secondo me lo stimare le tensioni indotte serve solo per analizzare l'incidenza dell'opera e tenendo conto che siamo nel campo del comportamento elastico (il terreno si comporta molto diversamente) non credo che basti per avere un quadro soddisfacente. Io penso che si deve localizzare e rilevare il cunicolo sia arealmente che in profondità, riportarlo su carta, caratterizzare la natura dei litotipi in volta e al letto, eventualmente procedere ad un analisi strutturale e prevedere se è il caso di eseguire opere di sostegno della volta.
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Iscritto: Jan 2008
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Poi c'è il problema tutto geomorfologico della conoide (quiescente, reincisa, stabile, etc, etc)
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OP
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Come ho detto non è possibile avere la posizione del tunnel, tantomeno accedervi. Il discorso geomorfologico va a parte ed è già affrontato. Sono focalizzato solo sul discorso pressioni indotte nel terreno: il mio assunto è che se il bulbo di pressione si esaurisce ad una profondità inferiore a quella della calotta del cunicolo (con un certo franco di sicurezza) non ci sono interferenze, se il bulbo invece interessa il cunicolo lo strutturista di turno si farà i suoi conti. Lo so che il terreno non è un mezzo elastico omogeneo isotropo ma allo stato delle conoscenze attuali è la migliore approssimazione che possiamo usare (per quanto ne so). In ogni caso il materiale che costituisce il conoide è rappresentato in prevalenza da blocchi e ciottoli con sabbie, ne è visibile una sezione abbastanza estesa, quindi non mi aspetto significative variazioni litologiche in senso verticale che possano fare pensare a comportamenti differenziali sotto carico.
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Se hai una buona caratterizzazione del terreno si potrebbe risolvere così: modelli lo scavo tutto quello che vai facendo, ne fai un modello fem (vedo che qui molti lo usano), poi modelli il cunicolo ipotizzandone la posizione. Alla fin vedi, al variare della posizione del cunicolo stesso, l'eventuale iterferenza o meno delle pressioni, e non solo di quelle. Unica accortezza, modellare prima il cunicolo, poi sviluppare le pressioni del cunicolo senza scavo tuo e prima della esecuzione dello scavo annullare gli spostamenti del cunicolo nella ipotesi che questi ultimi siano esauriti.
mf
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Iscritto: Aug 2002
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Quello del FEM è l'altra strada che avevo in mente....però non ho programmi FEM a disposizione....inoltre non so nulla sul cunicolo (dimensioni, materiali, lunghezza, profondità...). In effetti più mi addentro nel problema, più mi rendo conto che la richiesta con queste premesse (lavorare alla cieca) è assurda. Alla fine mi sa che se faccio fare una platea e calcolo la differenza tra materiale scavato e peso struttura+mezzi vado quasi a pari....quindi non perturbo un bel niente.
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I fem trovano una loro logica quando si hanno molti dati a disposizione. In ogni caso la cosidetta "compensazione" mi ha sempre messo e lasciato dei dubbi. Secondo me nella valutazione della compensazione bisognerebbe tenere conto che vi è, a scavo avvenuto, un rilassamento del terreno, con spostamenti verso l'alto. Poi capire se è benefico o meno, non è sempre ovvio, ma di certo complica il ragionamento. m
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Iscritto: Aug 2002
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Ipotesi: - a scavo avvenuto il terreno, alla quota di posa delle fondazioni, è consolidato sotto il suo peso proprio A, e si rilassa; - a fine costruzione il terreno (granulare, condizioni drenate, cedimenti primari e non secondari) si riconsolida sotto un peso B. Se il peso B è minore di A, ai fini del problema (che ricordo è solo quello di determinare se la realizzazione della struttura possa o meno incidere su un tunnel sotterraneo del quale nulla si sa) l'unico problema che posso avere è che il terreno sarà meno consolidato di quanto non fosse nelle condizioni originarie, ma le pressioni agenti alla ignota profondità alla quale si trova il tunnel nel peggiore dei casi saranno invariate, più probabilmente saranno inferiori. Ne trarrei la conclusione che la realizzazione della struttura non pregiudica l'integrità del tunnel. L'eventuale adozione della platea mi servirebbe a distribuire con più uniformità i carichi invece che concentrarli lungo il perimetro della nastriforme.
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Iscritto: Mar 2004
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geognu, ma sicuro che in quel canale di derivazione non via abbiano nascosto un caveau segreto?? Tutti quei misteri per uno scolo d'acqua, magari putrida, non possono che insospettire  Comunque alla fine non credo ci sia altro da fare, o come dici tu platea compensata, oppure travi di modesta larghezza con propagazione ridotta delle sollecitazioni. E le loro testate nucleari tattiche stanno tranquille. Ahem, le loro acque di scolo non saranno ostruite da scavernamenti... 
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Iscritto: Jan 2008
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Non è solo un problema di eqilibrio di pressioni, ma è soprattutto un prblema di capire l'evoluzione dopo l'esecuzione dell'opera. Pensiamo alle infiltrazioni d'acqua sia in senso verticale che laterale. Si deve prevedere come prevenire ogni tipo d'infiltrazione per non indebolire l'equlibrio isostatico della volta. E se questo equilibrio oggi esiste chi ci dice che possa mantenersi nel tempo??? Occorre prevenire le infiltrazioni (es. doppia tubatura delle reti fognarie, isolamento della cavità dalle infiltrazioni laterali)
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by domenico craparo - 05/08/2026 13:52
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Massimo Online17,513 Jul 9th, 2026
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