In una intervista ,Christian De Pinto( geofisico e sismologo responsabile della protezione civile del Molise ed autore dello studio sulle amplificazioni locali a l'Aquila a causa del tipo di terreno
che produsse lo studio geologico basato su un rapporto del Servizio sismico nazionale, conservato negli archivi della presidenza del consiglio dei ministri con il protocollo Ssn/Rt/96/15.
studi poi sono continuati da Gaetano De Luca e Roberto Scarpa)
anche lui sfollato a Giulianova rilascia alcune dichiarazioni
in cui dice che queste scosse liquidate come di assestamento potrebbero in realtà attivare parti della grande faglia vicino campotosto..
e che non sono solo scosse si assestamento..ma anche nuovi terremoti per adesso lievi..
''il trasferimento di stress, dovuto al forte terremoto del 6 aprile, non sta generando solo scosse di assestamento ma nuovi terremoti (per il momento di magnitudo inferiore). Si è rilevato che la faglia dell'Aterno (a sud de L'Aquila) si è attivata generando un piccolo sisma. Altre faglie preoccupano, soprattutto quella a Nord del lago di Campotosto, sulla quale non si hanno notizie storiche perché non hai mai generato terremoti tranne nel 50. Ha dimensioni molto grandi, quindi una sua attivazione potrebbe generare un vero e proprio disastro.
Insomma la situazione dal punto di vista scientifico non è poi così definita e il Dott. Del Pinto non si spiega le rassicurazioni di Barberi e di Boschi.''
anche il fatto di affermare e rassicurare che non ci possono più esserce terremoti a breve a l'Aquila perchè avrebbe scaricato (visto che i cittadini erano fino a qualche giorno fa incoraggiati a rientrare nelle case!) ..non è scientifico
e manco storico ed infatti nel 1703 alla scossa rovinosa del febbraio segui' quella altrettanto rovinosa dell'ottobre dello stesso anno.. giusto 8mesi dopo.
Se trasliamo è come se qualcuno allora avesse rassicurato tutti a rientrare nelle case perchè ormai il sisma aveva sfogato la sua energia..
ciao
PS questa notte ci sono state due scosse zona gran sasso (proprio sotto al laboratorio INFN) di magnitudo 2 e 2.3 praticamente con stesse coordinate ma una 1 km più profonda
a 15.4 e 16.4km
http://www.portaleabruzzo.com/navigazione/limitrofi_T3.asp?id=2207272220in tutta la sequenza(o le sequenze) sismiche mai l'epicentro si era avvicinato cosi' tanto al versante teramano(intendendo aldilà del Gran Sasso,subito dopo di esso) visto che le faglie nel versante aquilano si interrompono tutte con la catena montuosa che crea visto dal teramano un arco convesso.
Le due scosse forse per la vicinanza o per altro si sono avvertite nettamente più di un 3.5 dell'Aquilano ,a spanne.
Le scosse che avvengono nella faglia Aquilana si sentono molto ma molto meno ,mentre quelle del gran sasso(forse per una perdita di potezione dell'arco montuoso che non scarica più l'onda sismicavisto che parte dall'arco stesso) anche se deboli si sentono tantissimo..
Forse la teoria dell'attivazione di nuovi punti della faglia (e non solo 'assestamento' o sciame o coda sismica)non è affatto peregrina..