Quando ero piccolo avevo paura dei tuoni, soprattutto d'estate, quando i temporali arrivavano all'improvviso e violenti. Allora mia madre mi consolava dicendomi che quei rumori erano provocati dai frati che avendo finito il vino anzitempo, spostavano le botti rimaste vuote e le risistemavano per accogliere la vendemmia che , da lì a poco, sarebbe avvenuta..............Crescendo ho poi realizzato.

Ricordi a parte, Einstein che era agnostico (che non vuol dire ateo, attenzione all' “alfa” privativa), ebbe a dire : La fede senza la ragione è zoppa e la ragione senza fede è cieca. Anche lui aveva capito che fede e ragione, fede e scienza, sono complementari e non antitetiche come può sembrare. D'altra parte, anche Dante, da fine teologo qual'era, fa dire a Ulisse, archetipo dell' Uomo Nuovo, razionale e sempre propenso verso la scoperta : fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza. La “virtute”, cui si riferisce Dante, è la “Virtù” cristiana che deriva dalla “fede” e la “conoscenza” è la “ragione” il “sapere”. Quindi, anche per Dante, le due cose non si contrappongono ma si completano per completare, poi, L'Uomo. E non può essere che così, la scienza, per sua natura, non è e non sarà mai in grado di rispondere a tutte le domande che l' Uomo si pone. Il male e la sofferenza ci sono non per volere di Dio, quale padre vorrebbe far soffrire i suoi figli? Ma sono conseguenza della libertà, del libero arbitrio che l'uomo ha, il Cristianesimo ha dato senso alla sofferenza. Se si riuscisse a dimostrare scientificamente, al di là di ogni ragionevole dubbio che esiste Dio, per me sarebbe la fine; sarei obbligato a credere e, a quel punto, il mio credere non sarebbe più un atto d'amore verso Dio, ricordate quello che dice Gesù all'apostolo Tommaso : Tu credi perché hai visto ma beati quelli che crederanno senza vedere.
Alla fine di queste riflessioni, fatte un po' a braccio, voglio riportare uno trai più bei salmi (forse il più bello) che l'Antico Testamento ci dona, è il Salmo 23 di Davide, che ci dice: nulla può temere colui che confida nel Signore (Dio).

Il Signore è il mio pastore: 
non manco di nulla;
su pascoli erbosi mi fa riposare
ad acque tranquille mi conduce.
Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,
per amore del suo nome.
Se dovessi camminare in una valle oscura,
non temerei alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.
Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici;
cospargi di olio il mio capo.
Il mio calice trabocca.
Felicità e grazia mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
e abiterò nella casa del Signore
per lunghissimi anni.

Saluti