Non è facile applicare il tariffario con piccoli committenti in quanto spesso le spese per la realizzazione del progetto sono molto contenute. Ad esempio, ci sono geom. che per il progetto di una villetta (costo 2-300 mila euro) chiedono anche meno di 3000 euro, ingegneri che per la stessa villetta offrono il pacchetto completo (relazione impianti elettrici, calcolo c.a. ed altre), per 1500 euro. A fronte di ciò è ovvio che una cifra anche di 1000 euro + indagini appaia sproporzionata. Le cose migliorano un po’ se l’opera è più complessa e in questo caso l’applicazione del tariffario (magari con rimborso spese minimo) non desta sempre scandalo.
Detto questo, non c’è dubbio che la vidimazione obbligatoria risolverebbe molti problemi (compreso quello di elevare lo standard di lavoro), tuttavia non è applicabile a meno che agli addetti alla vidimazione non venga riconosciuto un congruo compenso.
Un’alternativa sarebbe una stretta collaborazione Ordine-Guardia di Finanza, obbligando tutti gli iscritti a consegnare un elenco dei lavori eseguiti durante l’anno con relativi importi percepiti, elenco da girare poi al fisco per un controllo incrociato.
Infine, in attesa di azioni più concrete, il mio Ordine regionale ha cercato di sensibilizzare gli iscritti inviando a tutti una lettera di diffida, che porto sempre con me e mostro all’occorrenza ai committenti. Risultato in un anno? 20 % dei lavori persi e 80% applicazione del tariffario, ossia ho lavorato meno e guadagnato di più.