a questo punto però vi vorrei sottoporre un quesito-DUBBIO ANCESTRALE:
Mago, i tuoi sono dubbi più che leciti. Una risposta quantitativa a questi quesiti può provenire solo da un'analisi di vari casi che mostrino di quanto le intensità spettrali al di fuori di un certo intervallo di frequenze possano influire, in varie condizioni stratigrafiche, sull'intensità delle frequenze all'interno dell'intervallo di interesse.
Oggettivamente, sembra che il metodo accettato (e descritto anceh nella normtiva) sia un compromesso tra buon senso tecnico e reperibilità dei segnali.
Personalmente, credo sia sensato affermare che può essere migliore migliore un unico segnale rappresentativo (su bedrock nelle vicinanze del sito) piuttosto che molti segnali in differenti aree sismogenetiche e lontani dal sito e non su bedrock.
Quando si tratta di RSL possiamo fare quello che vogliamo perchè mi sembra non ci siano specifici requisiti di normativa, in ogni caso potremmo giustificare l'adozione di un singolo segnale di input proprio in termini di rappresentatività e reperibilità.
Quando si tratta di produrre un segnale di input per l'analisi strutturale invece dobbaimo avere a disposizioen almeno 3 segnali, meglio se 7.
Evidentemente in questo caso la norma ritiene che l'output (il segnal eamplificato°) si apiù sensibile alla successione listostratigrfica che ai segnali di input.
Vero o falso? dovremmo dimostrarlo.