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Concludendo il discorso iniziato quindi utilizzando il caso monotonico con il livello di deformazione stimato:
1/FS (0.35) = 0.28 circa
dalla curva di figura 4 (pubblicazione di Mayne et al) ottengo:
E/Eo=0.2-0.45 circa a seconda della tipologia di materiale.
Oppure utilizzando la modifica iperbolica (figura 5) E/E0 = 1 - f (q/qult)^g ottengo per g=0.3
E/E0=0.32 circa
saluti, agi
Ultima modifica di agi; 27/09/2010 16:43.
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agi, è possibile eseguire i calcoli in forma chiusa.
Per il caso monotonico la relazione di Fahey & Carter, 1993 è la seguente:
G/Go = 1-(1/FS)^g dove g secondo Mayne 2007 = 0.3+-0.1 per 'suoli che si comportano bene'
Mayne purtoppo non specifica il valore di g per suoli che fanno i cattivi!
Una leggera modifica della precedente relazione è quella che inserisce un fattore moltiplicativo R, detto anche f, di 1/Fs
E/Eo = 1-f(1/Fs)^g
dove f = 0.7÷1
f e g sono forniti da Lee et al., 2004, per sabbie in funzione del contenuto in silt e della Dr, variando come segue:
f=0.9÷1 g=0.1÷0.4
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Da quanto apapre leggendo al letteratura, le modalità di degradazione di G e E sono le stesse per cui G/Go si scambia con E/Eo (sostituendo la deformazione epsilon a gamma)
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Altrimenti abbiamo le leggi di degradazione per i diversi terreni. Ma quando abbiamo la curva di G/Go in funzione del gamma (deformazione di taglio), come determiniamo il gamma adatto? Il processo non può che essere iterativo perchè per calcolare il livello di deformazione dobbiamo ipotizzare un G/Go. Poi bisogna passare da deformazioni di taglio a deformazioni assiali.
Come si diceva tempo fa con george "non disponendo di adeguate prove di laboratorio per ottenere il G di tuo interesse dovresti però conoscere, più realisticamente di formule approssimate, la max deformazione di taglio indotta dal sisma eseguendo un’analisi numerica ad esempio con EERA e ricavando una storia temporale di deformazione". Ma bisogna disporre di curve di decadimento e accelerogrammi. e non sempre si hanno. A quanto pare la scelta di sfruttare la tabella EC8 citata da mccoy può risultare "comoda"  correggimi se sbaglio mccoy saluti, agi
Ultima modifica di agi; 09/10/2010 17:00.
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La tabella 4.1 EC8 è un suggerimento generico, ma va bene soprattutto per terreni con Vs compresa nel range 180-360 m/s, perchè deriva da misurazioni da siti attrezzati con arrays di accelerometri verticali in questi sedimenti.
Per ghiaie, argille OC e rocce tenere una procedura alternativa rigorosa potrebbe essere quella di costruirsi una curva di degradazione seguendo un modello dinamico tipo quelli descritti nel capitolo 7 di crespellani-facciorusso. Si utilizzano le equazioni del modello con i parametri tipo quelli della tabella di pag. 198. Nel libro però, che ha il difetto di non essere operativo, non vengono forniti i parametri per gruppi litologici, che vengono forniti invece in unan pubblicazione redatta per la regione toscana mi sembra e disponibile in rete (adesso non posso indicarti l'indirizzo).
Può darsi che a Firenze porti un esempio del genere, nell'esempio con argilliti subaffioranti. Il tau si ricava dalla formula in funzione di Amax e sigma_v, il gamma da tau e G, per questo il procedimento diventa iterativo.
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Sto guardando quei modelli e leggo che si tratta di modelli empirici.....che nella maggior parte delle analisi possono rappresentare una buona soluzione...(vedi modello di Ramberg e Osgood)...diversa cosa sono i metodi avanzati..li avevamo già visti tempo fa a proposito di cedimenti sismici... Mi pare che le NTC non si esprimano in maniera specifica circa le modalità di valutazione quantitativa del decadimento delle caratteristiche geotecniche...?! un esempio a firenze sarebbe perfetto! saluti, agi
Ultima modifica di agi; 09/10/2010 19:20.
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agi, tra parentesi in quel thread avevi già citato le relazioni delal tabella 4.1 EC8, forse senza sapere la fonte precisa.
Alcuen delle relazioni citate da slamberti, quale quella di rollins per ghiaie, sono riportate nel paragrafo 9.2 del libro di bruschi.
A partire da pag. 260 ci sono anche alcune tabelle con le varie costanti da applicare, mancano però le costanti per rocce che sono riportate in alcuni altri lavori.
Il valore di G/Go=0.7 di cui si parlava nell'altro thread forse si riferisce alla formula di Santos e Correia, citata da Bruschi a pag. 266 del suo libro, dove però quel valore costituisce solo un riferimento per la normalizzazione del gamma.
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la fonte mi era sfuggita a suo tempo: libro "Costruzioni in zona sismica" di Castellani e Faccioli che riportava la tabella EC8 - parte 5 - Strutture di sostegno e aspetti geotecnici.
saluti, agi
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Il tau si ricava dalla formula in funzione di Amax e sigma_v, il gamma da tau e G, per questo il procedimento diventa iterativo.
Nell'esempio di Modello Ramberg quindi si partirebbe con un tau_max = 0.65 (amax/g) * Ss* Sigma_v per ricavare gamma max come rapporto tau_max/Go ... così facendo variare il tau nell'equazione di Ramberg ricavo un gamma corrispondente e in un ultimo il G che deriva dal rapporto tau/gamma. Sceglierei a quel punto a grande def il valore di G in corrispondenza di un gamma prossimo a quello massimo stimato in partenza da tau_max. Correggetemi se sto dando i numeri P.S. a pag. 199 di Crespellani è scorretta la formulazione gamma_y=gamma_r=tau_max*Go... saluti, agi
Ultima modifica di agi; 10/10/2010 16:10.
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