Mi pare di ricordare che esiste una regola che permette di scegliere la profondità ottimale della parte filtrante del pozzo, oltre cui l'abbassamento non cambia o diminuisce.
Infatti non ricordi male, però si tratta del solo abbassamento legato alle perdite di carico in pozzo, quello cioè dovuto all'inefficienza del pozzo.
Per questo motivo si suggerisce:
1) di non superare mai più del 67% dell'abbassamento massimo possibile per un dato pozzo;
2) posizionare i filtri nella parte inferiore e per uno spessore di circa 1/3 dello spessore dell'acquifero affacciato al pozzo.
Questi due accorgimenti permettono di massimizzare l'efficienza del pozzo, permettono cioè di minimizzare gli abbassamenti legati unicamente ai moti turbolenti del flusso d'acqua attraverso il dreno e i filtri del pozzo che non si riflette in realtà in un abbassamento in falda.
Questo detto io ritengo che il tuo problema sia più connesso con il discorso conducibilità idraulica.
Un valore di 0,001 m/s (10-3 m/s) è un valore
piuttosto elevato di conducibilità idraulica, tale da ingenerare scarsi abbassamenti distribuiti su un ampio raggio di influenza.
Fissato un abbassamento di 30 cm vicino al pozzo (1 m) e di 20 cm a circa 10 m (supposto un pozzo profondo 10 m e fenestrato negli ultimi 3) la portata necessaria per innescare questi abbassamenti sarebbe (all'incirca) 1 l/s, il che ti porta alla necessità di smaltire quest'acqua in un sistema fognario separato per non diluire gli effluenti dell'attività produttiva, che ingenera a sua volta la necessità di richiedere ulteriori autorizzazioni allo scarico. Alternativamente puoi pensare di immagazzinare temporaneamente per poi smaltire in falda con tempi più lungi alla fine del fenomeno meteorico ma dovresti conoscere piogge di picco per periodi di ritorno e altre e varie cosette di statistica della piovosità, avere spazio per un sistema di stoccaggio e predisporre un sistema con restituzione in pozzo con una pompa la cui portata è molto minore rispetto quella di emungimento. Come al solito non esistono problemi "facili" in geologia.
In un caso di questo genere proporrei anche, come alternativa, un'impermeabilizzazione, giusto per non sbagliare. Collocati gli appositi drenaggi esterni e impermeabilizzato il materiale (con 0,001 m/s di conducibilità non dovrebbe essere difficile operare iniezioni di impermeabilizzante) il vantaggio sarebbe di evitare la realizzazione e la gestione di un'opera che per quanto semplice è comunque costituita da almeno tre elementi connessi: pozzo, sistema idraulico di sollevamento e smaltimento, sistema elettro-strumentale (galleggianti e potenza elettrica) di sollevamento e attivazione della pompa.
Ultima nota, non dovresti avere grandi problemi di variazione delle pressioni interstiziali (con lo schema che hai giustamente proposto di limitarsi a riportare la falda a "casa sua") ma la notazione di Matteo sul trascinamento di materiali fini e lo scavernamento è importante, soprattutto in un pozzo "incompleto" (non intestato nel substrato impermeabile) dove le perdite di carico e gli abbassamenti indotti dall'effetto di richiamo dal basso sono consistenti. In queste condizioni sarebbe bene fare attenzione ai diametri del pozzo, non starei sotto i 4" per evitare eccessivi trascinamenti e metterei un dreno molto "significativo" intorno, tipo almeno quanto il rivestimento (reso finale perforazione minimo 200 mm) e anche un pochino in più.
In ogni caso e qualsiasi sia la tua scelta progettuale, buon lavoro.