Non trattando molto frequentemente la tematica della gestione delle terre e rocce da scavo, voglio sottoporre alla vostra attenzione la seguente situazione.
Sono stato contattato da un cliente che deve semplicemente trasportare terre di scavo (ca. 100 mc) da un sito agricolo seminativo ad un altro, distante dal primo ca. 500 m. I materiali di scavo derivano da una leggera riprofilatura del sito di origine (subpianeggiante) e sono destinati a costituire un piccolo rilevato nel sito di destinazione, anch'esso pianeggiante, per uno spessore di 10-20 cm.
A quanto dono riuscito a desumere dalla normativa, posso considerare i materiali di scavo a tutti gli effetti dei sottoprodotti in quanto ne è stato preventivamente individuato il sito di conferimento.
Per la valutazione di un'eventuale contaminazione non credo che sia sufficiente l'analisi storica, ma devo ricorrere ad analisi chimiche. Riguardo alle analisi chimiche da effettuare sul campione di terreno, potrebbero essere sufficienti questi parametri: IdrocarburiC>12, Cd, Cr, Ni, Pb, Cu, Zn?
Inoltre, considerando anche il volume in gioco, quanti campioni è necessario sottoporre ad analisi?
Grazie per la colaborazione.