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Iscritto: Nov 2002
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Ti espongo un paradosso.
- Tu hai comprato presso un regolare impianto di riciclaggio un materiale riciclato, composto al 90% da ghiaia e al 10% da laterizi, con tanto di certificazione. - Hai usato questo materiale per il sottofondo di un piazzale. - Per qualsiasi motivo hai poi deciso di rimuovere il materiale di sottofondo da un certo punto per ampliare il piazzale in un altro punto.
Secondo l'interpretazione ambientale della norma, non hai un rifiuto e un sottoprodotto, bensì una materia prima: la prendi e la riutilizzi. Buon senso, economia, risparmio delle risorse: l'ambiente ringrazia.
Secondo l'interpretazione "corrente" della norma, il tuo materiale è un rifiuto. Lo porti a discarica o a riciclaggio, torni all'impianto e ne ricompri uno identico con il suo bel certificato. Tempo e soldi buttati in scavi, analisi, autotrasporti, pratiche e certificati, al fine di evitare denunce: le attività pseudoeconomiche costruite su questo presupposto ringraziano.
Abbiamo a che fare con una legge nata per contrastare i rifiuti ma applicata in modo da trasformare in rifiuto anche ciò che non lo è.
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Iscritto: May 2011
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A me spaventa questa in particolare:
d) l’ulteriore utilizzo è legale, ossia la sostanza o l’oggetto soddisfa, per l’utilizzo specifico, tutti i requisiti pertinenti riguardanti i prodotti e la protezione della salute e dell’ambiente e non porterà a impatti complessivi negativi sull’ambiente o la salute umana"
Insomma, con quale norma o standard tecnico dovranno essere confrontate di volta in volta le caratteristiche tecniche del materiale scavato? Ammesso di averle identificate (sono quelle per il recupero £in senso stretto") a quali costi avviene la certificazione? Il gioco vale la candela??
Il comma successivo non a caso rimanda a decreti ministeriali di attuazione...
Meglio andarci con le pinze di amianto...
Roberto
Ultima modifica di TRS Consultants; 23/05/2011 16:52.
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Iscritto: Mar 2002
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Non è un paradosso, simone. Se hai la certificazione, puoi spostarlo come ti pare all'interno del tuo cantiere e non è un rifiuto (ricordati la definizione). Il fatto è come certificare che il materiale, di cui hai la certificazione, è ancora conforme allo stato iniziale? Faccio un esempio, se il piazzale veniva utilizzato da autocarri, come fai ad affermare che non ci sono stati sversamenti di olio/gasolio? Magari se il materiale è stato li per diversi anni un'analisina la farei......
Predatori del mondo intero, adesso che mancano terre alla loro sete di totale devastazione, vanno a frugare anche il mare: avidi se il nemico e' ricco, arroganti se e' povero, gente che ne l'oriente ne l'occidente possono saziare; loro soli bramano possedere con pari smania ricchezze e miseria. Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero;infine, dove fanno il deserto, dicono che e' la pace. (Tacito, Agricola, 30).
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Ringrazio tutti per i consigli e le opinioni date.
Stefano Zanarello
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