Stavo riflettendo sulla questione delle terre e rocce da scavo e mi sono reso conto che, a norma di legge, non esiste un "limite inferiore" sotto il quale la legge non si applica.
Mi sono venuti, perciò, in mente una serie di situazioni paradossali:
- contadino che rifila la riva della vigna
- contadino che scava un fossetto per allontanare acque di ruscellamento
- paleontologo che scava in un affioramento fossilifero
- il giardiniere che scava una buchetta per piantare una pianta di rose
- mio figlio che scava una buca nel giardino

Ora, evidentemente sono situazioni in cui è paradossale parlare di terre e rocce da scavo, in cui però c'è un'azione di scavo, anche se di volumetrie bassissime.
Ma il punto è: a norma di legge (lasciando perdere il buon senso), queste attività sarebbero in teoria assoggettate alla normativa su terre e rocce da scavo? IN TEORIA, dovrei fare un'analisi chimica e fare l'opportuno iter prima di mandare mio figlio a scavare in giardino?



Stefano Zanarello