Ogni professionista dovrebbe essere responsabile delle proprie azioni.Il non fare indagini, non fa male alle ditte o ad i singoli professionisti che effettuano le prove, ma bensì a tutta la categoria.Le indagini sono un'opportunità a cui il professionista che viene chiamato per redigere una pratica, non deve rinunciare per la propria professionalità; chi non le fa fare è semplicemente una persona presuntuosa che rifiuta i progressi della scienza e della tecnologia applicata per le proprie ristrette convinzioni, costringendo pertanto un'intera categoria a rimanere indietro, a svolgere un'attività patetica, finta, per nulla propositiva e quindi retrograda, dando comunque un "prodotto" sicuramente non conforme alle normative vigenti e comunque sia di bassa qualità.Speriamo che in futuro nascano centomila altre applicazioni per una migliore conoscenza del sottosuolo.
Bisognerebbe trovare forme che invoglino i clienti ad effettuarle per una migliore ed idonea conoscenza del proprio terreno, anzichè ostacolarle come ancor oggi accade.
Sicuramente belle parole, purtoppo cozzano con l'amara realtà...
Il problema non è "tecnologico" (tutte le metodologie odierne sono più che sufficienti a fornire un buon modello del sottosuolo), bensì esclusivamente "mentale" dei professionisti...e degli enti preposti ai controlli (quasi inesistenti per la verità..vedi post su "Smartellare Informati")...
poi quando anche le amministrazioni ti chiedono questa dichiarazione, capisci che la tua relazione, in pratica, non vale un fico secco...a prescindere dai contenuti, siano questi insufficienti, che ottimi....
in pratica questo è il famoso "certificato geologico".. il cui valore è, per la maggioranza dei "potenziali clienti", pari a quello di una marca da bollo....