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Sono d'accordo con quanto detto sopra dai colleghi. Aggiungo soltanto che, in merito al recupero delle terre e rocce da scavo, sta prendendo piede la prospettiva di sfruttare l'introduzione del nuovo articolo 184-ter, relativo all'end of waste, per far rientrare le TRS nell'ambito delle "materie prime secondarie". Secondo me è una strada abbastanza perigliosa e finchè c'è il 186 conviene tentare (dove possibile) la strada del riutilizzo, come ben illustrato da chi ha scritto sopra. Speriamo però che il legislatore nazionale non si culli ancora troppo a lungo sul 186 (che ha i suoi bravi "buchi") e decida quanto prima di emanare un organico decreto ai sensi dell'articolo 184-bis. Per ciò che riguarda i costi di smaltimento delle terre da scavo, risultano molto più bassi se destinati a discariche di inerti. L'attività di recupero, invece, trova grossi limiti nei quantitativi annui autorizzati agli impianti, dove in aggiunta il recupero ambientale in R10 è "in crisi" con l'entrata in vigore del decreto sui rifiuti da attività estrattive. Ma questa è tutta un'altra storia... Ciao, Roberto
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