Per avere un'idea chiara delle motivazioni che hanno portato gli inquirenti al rinvio a giudizio bisognerebbe leggere i giornali locali, in particolare 'Il centro'.
Io lo leggo al bar per cui non posso staccarne gli articoli ma l'ultimo articolo esponeva in maniera molto chiara le motivazioni, sicuramente ragionevoli, del PM.
Ricordiamo che i membri della commissione non sono stati condannati, ma devono rispondere formalmente di un'accusa molto grave: avere trasmesso informazioni scientificamente non plausibili ai cittadini i quali, senza tali informazioni, avrebbero potuto autonomamente decidere di lasciare la città o di non ritornare in casa dopo i due eventi premonitori la notte stessa del mainshock.
In ufficio hanno appeso in bacheca l'articolo che descrive la morte di una mia ex collega di ufficio con i due figli di pochi anni. Il marito lavorava in guardia medica in un'altra città e, consultatosi per telefono con la moglie appena dopo uno degli eventi premonitori della notte stessa del sisma, le consigliò di rimanere in casa poichè gli esperti dicevano che non c'era da avere paura. Conseguenza del consiglio è stata la morte dei familiari e il rimorso che il marito porterà per tutta la vita.
Date le premesse il processo appare un atto dovuto e sarà inoltre l'occasione buona per dimostrare le eventuali responsabilità individuali e per chiarire se alcuni racconti su eventi della notte del terremoto siano veri o meno.
Rammento che, oltre alle notizie che scrivevamo io e Alex64 nel forum, nel 1994 o 95 uscì in una rivista internazionale un articolo di Boschi, Gasparini e Mulargia (già citato nel forum) nel quale si assegnava un grande pericolo di imminente sisma a L'Aquila. Un articolo autorevole con coautore lo stesso Boschi, che però è stato ignorato.