L'articolo è comunque interessante, cita tra l'altro l'articolo scientifico di Grandori e Guagenti che fu discusso in questo forum tempo fa. Questo articolo è agli atti e molto probabilmente è stato presentato dall'avvocato Valentini (legale del comitato delle vittime che ha presentato l'esposto) alla procura a sostegno delel proprie ipotesi:
Insieme ai report della Protezione civile, ai pareri di sismologi, alle analisi dei geologi, agli atti è finito anche lo studio degli ingegneri sismici Giuseppe Guandori e Elisa Guagenti sulla probabilità di prevedere una forte scossa in un determinato territorio. “Resta inspiegabile il fatto che i responsabili della Protezione Civile, oltre a scegliere l’opzione allerta-no (scelta legittima se pur criticabile dal punto di vista metodologico), abbiano potuto assumersi la responsabilità di scoraggiare le iniziative di prevenzione che molti cittadini suggerivano o autonomamente assumevano”, si legge nello studio ”Prevedere i terremoti: la lezione dell’Abruzzo” firmata da Grandori e Guagenti, il primo professore emerito e la seconda ex professore ordinario del Politecnico di Milano. Comincia così: “È opinione largamente condivisa che non esistano attualmente teorie e modelli matematici che consentano di affrontare utilmente il problema della previsione a breve termine dei terremoti… Su questa tema, il messaggio passato attraverso l’informazione dopo il terremoto del 6 aprile è stato: la previsione dei terremoti non è possibile”.
I due professori del Politecnico esaminano la scelta che avrebbero dovuto prendere i capi della Protezione civile – allerta sì, allerta no – ragionando sui costi, sui disagi, sulle conseguenze dei falsi allarmi e poi indicano cosa non è stato fatto da chi aveva il dovere di fare. Nello studio, i due studiosi sostengono in pratica che la Protezione civile avrebbe dovuto individuare dei luoghi di raccolta, organizzare l’evacuazione dagli ospedali, provvedere all’abbandono delle case danneggiate, ordinare l’arrivo di mezzi di trasporto. Insomma, la protezione avrebbe dovuto proteggere. Ma non l’ha fatto.
”Penso di aver fatto sempre il mio dovere, e credo che nessuno possa dire il contrario”, ha commentato per primo il presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), Enzo Boschi.