Ormai credo che sia chiaro in linea di massima il quadro che si sta delineando e che già in parte da fuori regione era noto.
Una regione a dir poca disattenta alle problematiche dei rischi naturali, non adeguatamente organizzata a fronteggiarli con la prevenzione, che spesso tira la giacca allo Stato per farsi venire a soccorrere e lo Stato che è stufo di questo atteggiamento, tipico di molte regioni del sud, che quindi a volte appare con atteggiamenti arroganti. Poi accade quello che è accaduto e si chiede da un lato aiuto allo Stato per essere tirati fuori da una situazione in cui, bene o male, la regione ci si è cacciata dentro da sola e dall'altro lo si critica fino ad imputargli la maggior parte delle responsabilità dell'accaduto.
Questo è l'atteggiamento "generale" della classe politica amministrativa locale e dei cittadini....il processo alla Commissione Grandi Rischi sembra esserne la conseguenza.
Così però i progressi non si fanno anzi con il capro espiatorio, si torna alla politica dello struzzo. Quindi il problema è di tipo culturale.
La questione legata alle speculazioni varie nelle emergenze sembra essere invece qualcosa di congenito e di difficile eliminazione e riguarda tutta l'Italia.
Ritengo che la responsabilità maggiore dello stato sia stata e sia tuttora quella di non vigilare adeguatamente sull'inerzia di tali regioni nel campo della prevenzione e della protezione civile...quasi a gongolare di ciò per poi infine dimostrare quanto loro siano importanti...... la cosiddetta cultura dell'emergenza.
Ultima modifica di Alex-64; 31/05/2011 11:01.