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Scusa Alex ma prima scrivi che "comunque se dovessimo dare ascolto a tutti coloro che dicono che i posti sono assegnati i concorsi non li andrebbe più a fare nessuno..." sostenendo quindi che esiste ancora una certa trasparenza nei concorsi; subito dopo però parlando di concorsi per posti a termine scrivi anche: "non vorrei che il concorso sia stato fatto a posta per loro perchè così le speranze per chi concorre da "esterno" si riducono di molto....". Non ti sembra una contraddizione?
No sono sempre dell'idea che tentare non nuoce, anche per esperienza personale, quando l'allora mia ragazza (ora mia moglie), anch'essa geologa, sorrideva (nel senso che non ci credeva) nel vedermi entusaista ed ottimista dopo le prove scritte del primo concorso che provai nella P.A. e che poi vinsi. Mi rendo conto che forse è stata una eccezione, ma vi garantisco che gran parte dei colleghi che entrarono con me non avevano ne parenti e santi in paradiso. Alcuni contemporaneamente vinsero concorsi presso altri Enti. Negli Enti Locali più si va verso il piccolo e più l'ingerenza politica purtroppo aumenta.
Il problema dei concorsi a tempo indeterminato preparati per sistemare già chi è li con contratti a tempo determinato c'è. Infatti se fosse per me il passaggio dovrebbe essere automatico senza bandire un concorso aperto anche agli esterni, se poi l'individuo non merita non gli si rinnova il contratto e non lo si assume a tempo indeterminato. Con questo sistema si creano false aspettative per chi da esterno prova a vincerlo, pensate al poveretto che magari dalla Sicilia o Sardegna va a fare un concorso a sue spese a Milano o Trieste e poi con amara sorpresa nota che in quell'Ente già ci sono persone che da anni vi lavorano ed erano in attesa disperata del concorso a tempo indeterminato. Nei concorsi è opportuno informarsi bene di tutto, commissione compresa.
Nel mio caso per fortuna i concorsi che ho vinto non avevano personale interno che vi partecipava (almeno non a ricoprire tutti i posti) gli altri che non ho vito invece si.
Ciao Alessandro


Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti