Così, dall'esterno... la superficie dell'affioramento taglia dei piani di dislocazione. Nell'immagine 1 se ne vedono almeno altri due, al centro e verso sinistra in basso, anche se è sporco si vede un rigetto del livello bruniccio, seppur di entità minore rispetto alla "faglia" principale.
Il problema è, appunto, vedere se continuano nei livelli soprastanti, cosa resa difficile dai cambi di litologia.
In contesti molto diversi (depositi continentali neogenici cementati) la continuazione di piani di dislocazione entro conglomerati può essere sottolineata ad esempio da rotazione dei ciottoli in corrispondenza del piano di movimento... chissà se esistono altri indizi di questo tipo adatti ad altre litologie?... boh...
Mi viene difficile pensare ad una serie di dislocazioni sinsedimentarie così fitte e minute coinvolte in un piegamento rimanendo indisturbate... mi aspetterei riattivazione lungo quei piani e quindi di vedere qualche effetto attorno... ma nel fango dell'Appennino non si vede niente... bleah... terracce... (detto da chi studia palta quaternaria... da che pulpito...)