Alla fine mi sembra quasi emerga una figura del quasi ingengere frustrato.
Premettendo che ho grande rispetto daegli ing. con cui collaboro e lavoro quotidianamente (ne ho uno in studio..) ma io come geologo mi sento diverso
A prescidenre dalla preparazione la propensione è diversa.
io come geologo parto sempre dall'approccio empirico del terreno (ed ecco che le indagioni sono indispensabili altro che le metto per giustificare la parcella, che se posso me le faccio da solo visto che serve a raffinare via via ila mia conoscenza del sito o le "ordino" a colleghi, con impresa o meno, basta che le sappiano fare....) ben sapendo che il modello geotecnico che ne ricavo difficilmente somiglerà all'ombra della relatà geologica del sito. Quindi con i piedi di piombo mi approccio al calcolo.
Tutto quà
Il geologo con le scarpette pulite, scusate, non è nel mio modo di vedere la professione.
Certo ci sarà chi è più propenso (e più bravo) nell'aproccio del calcolo ma se perdiamo il contatto con il terreno ci trasformiamo in ing. (senza esserlo...) che poi spessismo critichiamo per la mancata aderenza dei loro modelli alla realtà (tanto è vero che insistono ancora con wikler).
Non sono come Tozzi sempre con il martello in mano, ma certo sono sempre sul terreno, forse a discapito della mia capacità di calcolo, ma credo che se facciamo un attento bilancio i danni maggiori ad un'opera vengono da un'indagine mal condotta piuttosto che da calcoli non idonei. Infatti mentre i secondi facilmente sono controllabili e riproducibili, la prima spesso (anche per i costi) è unica e non ripetibile.
Le tanto decantate indagini di laboratorio (per carità indispensabili) modellano in dettaglio un volume infinitesimo di quello interessato dall'opera per cui il campione "sbagliato" (non rappresentativo della maggioranza del volume) potrà solo fare danni (e pure grossi...). Pur nelle diversità dei carismi, il geologo (altrimenti meglio prendere un'altra laurea) è quel professionista che "assorbe" la realtà del terreno e tenta di trasformarlo in equazioni, ma se perde la prima caratteristica (dato che poi, almeno io con le equazioni ci vado piano) diviene qualcos'altro che altri professionisti sono ben più preparatti per fare


"laudato si mi signore
per sora nostra acqua
tanto umile et preziosa et casta" S. Francesco d'Assisi

Vorlicek Pier - Andrea
Phd in applied geology
Post doc in hydrogeology
vorlicek@libero.it