No, vuol dire che quando fa comodo ci considerano impresa e quando fa scomodo professione.
Comunque:
ROMA. Per la riforma delle professioni il Governo prende in considerazione l'ipotesi di un disegno di legge collegato alla manovra. La norma sulla liberalizzazioni e sulla cancellazione delle «indebite restrizioni all'accesso» è stata stralciata l'altra sera dalla bozza del decreto legge dopo il confronto a Palazzo Chigi (si veda «Il Sole 24 Ore» di ieri).
Inoltre, come aveo già tentato di precisare:
«Per come ora sono scritte, le misure contro le restrizioni ingiustificate – afferma Claudio Siciliotti, presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti – non hanno ricadute, visto che l'articolato fa salvi notai e farmacisti, le uniche professioni che hanno un numero programmato e regole per la distribuzione territoriale delle sedi. D'altra parte aver enumerato – accanto a notai e farmacisti – architetti, ingegneri, avvocati e autotrasportatori suona come una provocazione per le altre professioni: i medici, per esempio».
Io da cittadino la vedo così o sono in corso manovre sotterrane fortissime, che modificano stravolgendoli i progetti di decreto ancor prima che arrivino ai tavoli ministeriali, cosa possibilisima, oppure, che a forza di intrallazzi e clientelismo, a prapare questi decreti siano solo degli incompetenti.
Ultima modifica di massimo trossero; 30/06/2011 10:46.