L'idea di un'ARPA senza geologi mi sorprende, senz'altro perché di ARPA non ne conosco molte. Tutte quelle con cui ho avuto a che fare in regione Lombardia (Sondrio, Milano, Monza, Bergamo) hanno geologi tra il loro personale, anche in posizioni dirigenziali e questo dovrebbe ispirare una salutare attenzione in quei professionisti che tendono ad essere un po' lassisti. Dato l'effetto, e a prescindere da altre considerazioni, direi che Nicola ha fatto bene a fare quello che ha fatto, fermo restando che non credo che architetti, ingegneri ecc. siano immuni dai copia-incolla e dalle relazioni risibili. Non credo invece che debba essere l'Ordine ad esercitare una capillare azione di sorveglianza qualitativa (ma come farebbe, poi, con quale personale e quali diritti?); l'Ordine è la punta di una piramide che, in basso, poggia su tutti noi ed è da lì che dovrebbero venire le soluzioni. In un altro post ho proposto un test: si chieda ai geologi di una Provincia, per esempio, di trovarsi per concordare ragionevoli standard di qualità delle relazioni e - ipotizzando per un momento che il tariffario non esista - fasce di prezzo orientative per categorie di consulenza. Poi si proponga di firmare l'accordo. Quanti verrebbero ? Quanti firmerebbero ? Quanti, dopo un anno, avrebbero rispettato i patti ?