Nell’accezione del termine indagini geognostiche si intende, 1) progettazione, 2) esecuzione, 3) direzione lavori e 4) interpretazione. Io credo che l’esecuzione sia più attività imprenditoriale che professionale, magari non in quelle più articolate come le CPTU o le DMT, dove occorre una certa sensibilità anche in fase di acquisizione, tutto il resto è ovvio che è di nostra competenza. Detto questo ammiro la caparbietà con cui difendi la tua impostazione dogmatica sulle indagini geognostiche.
In Brasile non ci vado perché la geologia fortunatamente è anche altro; negli ultimi anni si sta sviluppando una forte sensibilità ambientale, “aiutata” dal DL 152/06 e prima dal DM 471/99, che ha portato tanti colleghi a lavorare nel campo ambientale di caratterizzazione e bonifiche dei siti contaminati. Esiste la geofisica non i suoi tanti campi di applicazione, ricerca di cavità sotterranee, microzonazione sismica (OPCM 3907/10), e tanto altro ancora. Il chiosco non lo apro perché non riesco ad essere disfattista, certo sono d’accordo che la certificazione danneggia chi ha investito solo sul penetrometro e non sulle sonde (come me ad esempio), e spero che si possa almeno riuscire ad ottenere una divisione della certificazione in due categorie.