Per me quelli dell'ENI sono dati che servono a provocare. Come dire che i geologi sono serviti loro fino ad ora, ma finite le risorse e i luoghi in cui attingere, è meglio assumere economisti e umanisti per cominciare ad allargare gli orizzonti della stessa azienda, magari esplorando un po' i campi delle futures, dei capitali virtuali, delle ristrutturazioni aziendali...
Quando qualche geologo riuscirà a tirar fuori il sistema di sfruttare l'energia derivante dall'accumulo delle tensioni tettoniche, oppure quella derivante dalle differenze di densità nei corpi litosferici, o quella derivante dalla trasformazione di materia lungo le zone di subduzione, oppure quando qualcuno seminerà l'idea che da qualche parte sulla Luna o su Europa c'è un idrocarburo nobile, oppure che nel nucleo terrestre oltre a Ferro-Nichel c'è anche un altro metallo unico non esistente in superficie che origina il campo magnetico terrestre, allora da quel giorno in poi il dirrettore dell'ENI sortirà parole del tipo: nel 2202 abbiamo assunto il 79% di geologi, il 14 di psicologi, il 4 di taumaturghi e il 2 di guru metafisici.