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Ovvero c'è molto di più in gioco: in gioco c'è l'autonomia del professionista, che è l'ultima entità non controllabile nel gioco dei grandi potentati (politici ed economici).
tutte le evoluzioni legislative e normative dell'ultimo quindicennio vanno in questa direzione, ovvero nella direzione di imporre ai professionisti italiani un'evoluzione in senso "europeo", ovvero nella trasformazione del tessuto di professionisti autonomi o comunque in studi di piccola dimensione, in grandi aggregati con decine se non centinaia di professionisti insieme in un'unica entità societaria (tipo studi legali da film americano con 6 nomi, per capirci).
questo tipo di aggregazione è molto più controllabile in quanto è molto più facile far leva su di essa tramite interessi economici "incrociati" (trattami bene con l'areoporto di trieste, sennò col cavolo che ti dò l'incarico per la stazione di palermo): il mondo industriale italiano soffre un'inadeguatezza strutturale oramai acclarata ed esaminata a fondo nelle sue cause, e cerca di conseguenza di recuperare quel che perde in competitività, a spese dei suoi interlocutori (PA e cittadini): per ottenere questo risultato giocoforza bisogna passare attraverso l'indebolimento, o meglio ancora l'organicizzazione dei professionisti, che per quanto debole sono l'unico argine che difende questi interlocutori.
la politica d'ogni colore essendone succube (quando non proprio complice o parte in causa), avalla volentieri questa evoluzione (perchè un controllo professionale indipendente di alto livello da fastidio anche a loro, per evidenti ragioni).
la liberalizzazione delle professioni si inserisce nel quadro delle innumere modifiche alla legislazione appalti, che portano oramai apertamente (con il dpr 207 e il decreto sviluppo) verso l'annientamento della professione "libera" (nel senso di indipendente, non nel senso di fatturata), schiacciata tra il progetto preliminare fatto con affidamento diretto (fino a 40k) e quindi per conoscenza diretta con l'ente, il progetto esecutivo sciolto nell'appalto integrato, e quindi svolto per accordo diretto con l'impresa (magari a sua volta preselezionata, grazie all'ampliamento a 1M della procedura negoziata, che vuol dire il 75% del valore dei pubblici appalti senza bando aperto), e la direzione lavori annullata dalle forme concessorie tipo project financing, in cui il DLL in pratica non ha alcun potere nei confronti dell'impresa. resterebbe in teoria il collaudo (che proprio al professionista non si può togliere), ma lì non c'è problema, essendo il disincentivo "alla fonte" (nel senso di una remunerazione economica, anche con la tariffa originaria, talmente misera da stimolare ben poco un'analisi approfondita)
perciò la posta in gioco è molto più alta del costo delle spese professionali, che è marginale, e comunque molto inferiore ai guadagni che un professionista accorto ancorchè costoso può garantire al suo cliente.
naturalmente, poichè l'opinione pubblica sta tutta senza eccezioni di rilievo nelle mani o della politica o dell'imprenditoria, è facile per la grancassa della propaganda farla passare come una battaglia di libertà contro la "casta dei baroni professionali" (come se fosse uguale a quella per le tariffe, insomma, che invece è MOLTO diversa, e nella cui retroguardia gli ordini e collegi dilapidano le nostre poche forze per difendere l'indifendibile, invece di concentrarle sulla battaglia che varebbe ancora la pena di combattere).
per combatterla con uno scopo, bisognerebbe allearsi con la parte sana dei dirigenti pubblici (che tuttora esiste, e sono nostri colleghi) in modo da ingrossare le nostre altrimenti ben sottili fila; ma di solito preferiamo litigare tra di noi, come i capponi di manzoniana memoria. i risultati si vedono.
_________________ "Sul lungo periodo... siamo tutti morti" (John M. Keynes)
Ing. Paolo Bianco
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Il cambiamento incombe? Avevamo capito male ma osa sembra che abbiamo capito bene. Il ministro Tremonti assicura che nulla sarà lasciato al caso: «Si insedierà un’alta commissione per studiare le proposte in tema di liberalizzazione. Ci saranno gli esperti nominati dai ministeri competenti, dall’Ocse, dal Fondo monetario internazionale e dalla Commissione europea» www.quotidianamente.it------------- Abolire il valore legale della laurea? Mondo economico vs mondo accademico Diverse proposte di legge, tutte del centrodestra, per il cambiamento. E in Senato è stata avviata un'indagine conoscitiva. C'è chi suggerisce la liberalizzazione, sul modello Usa, con tanto di "rating" degli atenei e chi teme che i cittadini siano meno tutelati e aumentino le disuguaglianze sociali Occorre "un sistema di accreditamento - spiega Gentili, direttore Education di Confindustria - dei corsi di studio, svolto da agenzie indipendenti, che assicuri la verifica del 'valore reale' dei corsi di studio universitari". Una specie di rating degli atenei. http://www.repubblica.it/scuola/2011/07/08/news/valore_legale_laurea-18823537/Ora avete capito dove arriveranno.
Penso che i primi a farne le spese saremo noi e pochi altri, invece le vere lobby (ad es i notai) riusciranno a salvarsi
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mah... mi sembrano tutte ipotesi alla c..di cane, buttate lì senza sapere quello che stanno facendo, con la zampa della confindustria che rompe sempre di più ed aveva cominciato con Bersani a rompere il giocattolo con la sola opposizione dei tassisti romani. il libero professionista non ha "le terga" coperte è individualista, non è controllabile, rappresenta "il vecchio". per fortuna che ci sono gli Ing. che sono molto più puntuti di noi. ma questi caldi estivi hanno intaccato le menti i nostri governanti? o è colpa di Taffazzi?
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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"italia pubblicato da Antonio Palma 11 luglio 2011 13:57 Mariastella Gelmini: un anno in meno per la laurea in Medicina e abolizione del valore legale del titolo di studio In un’intervista ad un quotidiano il Ministro dell’istruzione ritorna a parlare di riforma universitaria, annunciando un accordo con il Ministero della salute per la riduzione del corso di laurea in Medicina. A breve è prevista anche l’abolizione del valore legale del titolo di studio. continua su: http://www.fanpage.it/mariastella-gelmin.../#ixzz1RryvPxczhttp://www.fanpage.it"
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mi sembra come quello che per risparmiare si taglia gli "zebedei"
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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Mi sembra che nella finanziaria 2011 da poco approvata al Senato ci sia l'abolizione deglio ordini professionali ad eccezione degli avvocati, notai, farmacisti,architetti, ingegneri ed autotrasportatori (gli avvocati sembrano essersi salvati in exstremis) ho capito male? Chiedo conferma. Saluti Spirifer
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Ti sbagli, è stata stralciata, come puoi leggere dai post che periodicamente inserisco e conto di inserire qui. La cosa comunque non è finita, anzi sembra andar peggio. Però come hai capito anche tu, qualcuno, più potente riuscirà a salvarsi. Per ora aboliscono, forse, gli Ordini senza esame di stato obbligatorio. Cosa che mi fa rimangiare cosa dissi in precedenza sull'esame di stato obbligatorio.
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Iscritto: Aug 2006
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Massimo grazie del chiarimento. Saluti da Spirifer
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Il cng ringrazia
http://www.edilportale.com/news/2011/07/lavoro/professioni-geologi-%91alfano-ha-impedito-la-liberalizzazione-selvaggia-_23465_33.html
Ultima modifica di Ivan Scaravilli; 18/07/2011 05:51.
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ma negli uff pubb e ministeri sanno cosa è e cosa fa un geologo (applicato) o sentono solo la campana degli ing (non tutti) ? ci siamo fatti scippare posti in commissioi importati non siamo presenti ne tavoli istituzionale come professione fondamentale per la prot civile e per il governo del territorio, non siamo stati visbili negli ultimi eventi (solo come esecutori di prove e subordinati) tipo terremoto Aquila e cosa vogliamo di più.... spero che il nuovo CN abbia qualche spirito illuminato che guardo ...avanti e non pensi come si fa di solito al'immediato futuro ma pensi a lungo termine in modo "politico" (intendo politica ordinistica). comunque da soli non si va avanti bisogna trovare sinergie e alleanze con altri.... e presentarci un po meglio (scientificamente) e con maggiore autorevolezza
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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