killermazz qualche granulometria ti potrebbe indirizzare meglio sul valore della resistenza al taglio, soprattutto in ghiaie dove l'spt lascia il tempo che trova
Ha ragione Michele, si tratta di prove rozze, che soprattutto in ghiaie hanno poco valore. Poi in generale mai spt in argille (se non sono quelle di Londra). Per le penetrometrie dinamiche (non spt) poi siamo nella stessa situazione del gioco del lotto.
Ha ragione Michele, si tratta di prove rozze, che soprattutto in ghiaie hanno poco valore. Poi in generale mai spt in argille (se non sono quelle di Londra). Per le penetrometrie dinamiche (non spt) poi siamo nella stessa situazione del gioco del lotto.
Dipende:
Secondo me nelle sabbie sciolte sono i campioni di laboratorio a dare i numeri al lotto, soprattutto per quel che concerne il termine "campione indisturbato". Provate ad eseguire una CPT, eseguite un carotaggio a 30 metri, rieseguite la CPT vicino al foro di sondaggio e osservate la differenza tra le due CPT
il termine velocità è importante come pure le modalità di ricostruzione e preparazione del provino (sono piccole deformazioni) mentre nelle SPT (distingere tra punta a perta e chiusa) si tratta di grandi deformazioni con rottura e quindi volendo sottilizzare mondi diversi poi le modalità di prova e la variaabilità laterale dimostra la non ripetività dei valori. viene dimostrato come questi valori siano solo indicativi e che sta al geologo interpretare le resistenze dell'ammasso e non del singolo orizzontino
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
però è un argomento da non sottovalutare visto che sovente può capitare di trovare/utilizzare ghiaie ad una certa profondità (certamente non campionabile ed in falda) e su cui magari dover incastrare pali di medio-grande diametro che devono lavorare di punta. ciao a tutti
Ferry, infatti ho specificato ghiaie. In sabbie va un pò meglio. La fortuna è che le ghiaie sono in genere ottimi terreni di fondazione e nel 90% dei casi i valori che diamo sono ultraconservativi
Ferry, infatti ho specificato ghiaie. In sabbie va un pò meglio. La fortuna è che le ghiaie sono in genere ottimi terreni di fondazione e nel 90% dei casi i valori che diamo sono ultraconservativi
Assolutamente niente di personale geodario, io intendevo solo dire che, purtroppo, negli incoerenti le prove di laboratorio sarebbero un bel riferimento se il materiale estratto da sottoporre a prove non subisse dei mutamenti tensionali da cui l'inficiamento dei dati che ne conseguono.
Volevo sottoporre all'attenzione questa esperienza fatta con prove cpt da un mio collega che ho avuto modo di analizzare io stesso di persona.
Costosissimo il congelamento dei campioni...a dircelo è stato prof.Pasqualini nel corso geotecnico di venerdì scorso, cui, credo, ha partecipato anche geodario. Ha pure dissuaso dall'esecuzione di prove di laboratorio sui campioni di terreni granulari, a meno delle granulometrie che invece sono essenziali per tutte le correlazioni che ci attenderemmo di fare per ottenere alcuni valori geotecnici
ma il lavoro di cui parlo è ricerca da applcare poi nella pratica, certo che è costoso anzi issimo. quei lavori (diversi anche in USA) ci danno meglio l'idea delle resistenze che spesso per eccessiva prudenza sottodimensioniamo. per le ghiaie sono importanti le granulometrie ma anche le altre prove (basilari) sull'umidità e densita (magari da spt o Vs) che servono per definire i moduli elastici. prove più raffinate dipo DTM e Pressiometro sono molto difficili e imprecise
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza