sicuramente no il metodo dell'angolo del coo di deposito va applivato a sabbie e ghiaie rideposte ma è molto orientativo infatti si tralascia il concetto di suzione di materiali da saturi a insaturi e le eventuali cementazioni locali (temporanee) oltre a interazione tra granuli ne materiali sciolti etc..
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
infatti se modelli con Hoek e Brown per il materiale litoide puoi ottenere un picco di 50-60° ed un base di 30-32°, il resto va nel conto della "cosiddetta" coesione.
Per Pasionaria: si c'ero anch'io al corso. Esposizione piuttosto chiara no?
Ciao, il problema nasce quando in pianura padana si trovano ghiaie grossolane sub affioranti o a profondità interessanti ai fini fondazionali. In questo caso le prove a nostra disposizione sono minime; i miei colleghi storicamente eseguono spt in sondaggio o dpsh; tuttavia con i valori di Nspt in questo tipo di ghiaie sono quasi sempre supriori a 35, per cui i parametri geotecnici desunti da correlazioni nate per ghiaie sono sempre elevatissimi e difficili da giustificare. Ho consultato il libro di Bruschi e non ho trovato correlazioni specifiche per questi terreni. Forse come hai detto tu una soluzione è proprio quella di sfruttare le correlazioni legate alla granulometria, dal momento che su tali granulometrie grossolane i valori elevati di spt sono più legati all'incontro della punta con dei ciottoli piuttosto che ad uno spostamento dei grani.
nella mia zona questo succede nel 90% dei casi, come dicevo per fortuna questi terreni hanno una capacità portante (per dirla alla vecchia maniera) molto più elevata di quella che noi di solito determiniamo (2-2,5 kg/cm2), o meglio stimiamo
Scusa ma HU è ciò che fa per te. Sono ghiaie non sottiliziamo troppo. La punta aperta bisogna ricordarsi di richiederla, seguire le prove, chiedere che i campioni usciti vengano conservati entro le cassette in sacchettini.
Le prove a punta chiusa si fanno avvitando un punta metallica conica al classico raymond. NON c'è problema di piegatura nelle ghiaie anche cementate. Si vede che erano campionatori con pareti sottili.
Non esistono correlazioni chiusa e aperta, ma un grafico Palmer e Stuart 1958
Quando citiamo per controllo, cerchiamo di mettere l'autore.
x Geodario: sì, esposizione chiara. Lo hanno percepito in tanti e spero tu l'abbia scritto anche nel questionario di gradimento Ricordi, Pasqualini ci ha tanto decantato la camera di calibrazione di Gibbs e Holtz che arrivano alla correlazione N spt - angolo di resistenza al taglio attraverso il valore delle tensioni efficaci in sito...peccato valga solo per sabbie quarzose NC moderatamente compressibili (non certo le nostre del bacino del Piave)...Il Nostro ci ha molto valorizzato anche Schmertmann sia nella correlazione Dr-fi' (1978), valida con pressione efficace media di 150 kPa, sia con la formula (1975) che considera N spt e sigma' v0/pa..
Mah, chissà col dilatometro di cui ha molto ben parlato, se l'ordine riuscisse ad organizzare un incontro tematico non sarebbe male ciao
Circa il dilatometro ci sarebbero da discutere alcuni aspetti importanti, quali il valore molto + alto del modulo edometrico rispetto a quello di laboratorio e il basso valore della Cu rispetto alle indagini più popolari.
Bisognerebbe però avere una casisitca sufficiente, che invece adesso è piuttosto scarsa
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)